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Aceti (Salutequità): “Rischio passo indietro su contrasto alle liste di attesa”

8 Settembre 2026

Roma, 8 set. (Adnkronos Salute) – “Svuotamento dell’organismo di verifica sulle liste di attesa; abrogazione dei poteri di accesso, controllo e ispezione; frammentazione delle attività e dei soggetti per il contrasto alle liste di attesa; riassegnazione dei poteri sostitutivi; nuove competenze all’Organismo di verifica e stravolgimento dell’organizzazione del ministero della Salute; assenza di regime transitorio e di revisione organica della struttura ministeriale”. Sono le criticità che Salutequità esprime sul Ddl di conversione in legge del decreto legge 144/2026, ribattezzato decreto Pa, sottolineando come le nuove disposizioni “rischino di depotenziare la risposta all’emergenza delle liste d’attesa e di compromettere la recente riorganizzazione della governance del ministero della Salute”.

Tonino Aceti, presidente dell’associazione, intervenuto in audizione presso le Commissioni Bilancio e Ambiente della Camera, evidenzia che il provvedimento rappresenta un passo indietro rispetto agli impegni assunti con la legge 107/2024 sulle liste di attesa e introduce perplessità ed elementi di incertezza nell’organizzazione delle strutture tecniche del ministero. “I dubbi di Salutequità riguardano innanzitutto la scelta di riportare la gestione delle liste d’attesa sotto la direzione generale della Programmazione sanitaria, cioè all”ordinaria amministrazione’ – osserva – come se l’emergenza fosse superata. In realtà, i dati mostrano che la situazione resta grave e che la risposta straordinaria prevista dalla legge 107 del 2024 non ha ancora prodotto tutti i risultati sperati. La decisione di ‘normalizzare’ la gestione rischia di far perdere slancio e attenzione su un tema che tocca milioni di cittadini”.

“L’Organismo di verifica – prosegue Aceti – era nato con un compito chiaro: garantire trasparenza, controllo e tempestività nella gestione delle liste d’attesa. Il Dl 144 del 2026 lo priva di questa funzione centrale, assegnandogli invece una serie di compiti molto diversi tra loro, dal Piano sanitario nazionale al Patto per la salute, dalla ricerca sanitaria alla prevenzione, dalla gestione degli Irccs al coordinamento dei programmi nazionali. Questa ‘centralizzazione’ viene presentata come razionalizzazione, ma rischia di creare un organismo ampio, con il rischio di sovrapposizioni con le Direzioni generali e i Dipartimenti”.

Il nodo dei poteri sostitutivi e del flusso informativo. “Un altro punto critico riguarda la gestione delle inadempienze regionali. Il potere sostitutivo passa al ministro, ma il flusso informativo viene reso più complesso: il Ruas invia i rapporti solo all’Agenas, allontanando il controllo diretto da chi dovrebbe intervenire e cioè il ministero stesso. Questo può tradursi in ritardi e minore efficacia nell’attuazione delle misure correttive”, continua Aceti.

Salutequità sottolinea come il provvedimento “che di fatto prevede una riorganizzazione del ministero, nelle sue relazioni illustrative e tecniche, non fornisce dati sulle performance delle strutture ministeriali né una valutazione d’impatto della riorganizzazione. Senza questi elementi, la riforma appare come una scelta poco supportata da evidenze, con il rischio di incidere non necessariamente positivamente sull’efficacia amministrativa”. L’assegnazione di competenze ‘core’ all’Organismo di verifica “priva le Direzioni generali delle loro funzioni principali e rischia di superare di fatto le figure dei Capo Dipartimento. Questo stravolgimento della governance non è accompagnato né da un ‘regime transitorio’ né da una revisione organica dell’assetto ministeriale, lasciando aperti interrogativi sulla coerenza e sull’efficacia della nuova struttura”, puntualizza Aceti.

Le richieste di Salutequità. “Chiediamo che il Parlamento e il Governo – ha detto Aceti – rivedano il provvedimento, mantenendo il focus dell’Organismo di verifica sul contrasto alle liste d’attesa e facendolo partire concretamente, visto che sono trascorsi già due anni dall’approvazione della legge sulle liste di attesa e quindi dall’istituzione dell’Organismo stesso, senza che questo abbia ancora mosso passi concreti. Inoltre, sulla riorganizzazione del ministero della Salute, se va fatta, necessita di una riflessione più ampia e partecipata. Solo così sarà possibile garantire risposte efficaci ai bisogni dei cittadini e valorizzare le competenze delle strutture tecniche”.

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