Alimentazione, De Palo (Fondazione natalità): “Fare alleanza per far ripartire le nascite”
Sabaudia, 9 set. (Adnkronos Salute) – “La sensazione è che ormai il tema della natalità, il tema della famiglia, il tema dei bambini, abbia fatto breccia. Però, spesso e volentieri, lavoriamo a compartimenti stagni. Queste sono occasioni nelle quali si cerca di mettere insieme il mondo della sanità, il mondo delle imprese, il mondo dell’associazionismo, per fare insieme squadra, per fare un’alleanza. Senza questa alleanza è inutile che parliamo di natalità, perché senza un’alleanza, senza un sistema coeso, andiamo avanti a compartimenti stagni e non risolviamo assolutamente nulla”. Lo ha detto Gianluigi De Palo, presidente della Fondazione per la Natalità, in occasione del workshop istituzionale ‘La politica del fare a tutela del bambino’.
“Credo che le istituzioni debbano valorizzare, aiutare, sostenere le famiglie che vogliono fare figli, ma anche quelle imprese italiane che vogliono continuare a lavorare e a dare il loro contributo. Il tema natalità, infatti, è strettamente collegato al tema economico – continua De Palo – Il problema è che, se nascono meno figli, crolla il Pil, crollano i consumi: è un cane che si morde la coda. Per questo dobbiamo essere tutti veramente alleati in questa direzione e le istituzioni devono capire che si deve ragionare in maniera sistemica. La natalità è una questione culturale e una questione economica: tutte e due vanno di pari passo, sono strettamente collegate. Questa, che è la nuova questione sociale del Paese – rimarca De Palo – ha a che fare con l’aspetto sicuramente economico, l’aspetto previdenziale, l’aspetto sanitario e con l’aspetto industriale, perché le aziende che ci contattano quando facciamo gli stati generali della natalità sono preoccupatissime anche di non avere più lavoratori. Chiaramente il comparto infanzia, diminuendo il numero dei bambini, si sta trasformando”. Per De Palo esiste un “paradosso italiano: abbiamo delle aziende incredibili dal punto di vista alimentare, dell’attenzione dei bambini, dell’attenzione anche alla nutrizione, ma ci mancano i bambini. Dobbiamo cercare di lavorare anche qui insistendo, facendo crescere e facendo ripartire le nascite”.
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