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Alimentazione, esperta Iss: “Linee guida Usa? Fatte per americani, non stravolgono”

8 Gennaio 2026

Roma, 8 gen. (Adnkronos Salute) – Più carne rossa, formaggio e latte intero. Le nuove linee guida nutrizionali degli Stati Uniti danno più spazio alle proteine rispetto al passato. Ma il cambiamento che arriva dalle rinnovate indicazioni governative sul benessere a tavola, a ben guardare, non è poi così ‘drammatico’. “Le linee guida alimentari sono specifiche per una determinata popolazione e tengono conto di quelle peculiari emergenze di salute pubblica”. Il Dipartimento dell’Agricoltura Usa, che cura le raccomandazioni, dunque, “spinge tanto sulle proteine a causa dell’altissimo tasso di sovrappeso e obesità e l’altissima prevalenza di diabete degli statunitensi. E in questi casi serve proprio abbassare un po’ i carboidrati e far salire un pochino le proteine. Quindi nessuno stravolgimento”, spiega all’Adnkronos Salute Laura Rossi del Reparto alimentazione, nutrizione e salute dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

Questo lavoro, continua Rossi, “l’abbiamo fatto anche noi nelle nostre ultime raccomandazioni. Abbiamo alzato un po’ le proteine, che inizialmente rappresentavano fino al 18% dell’energia, e siamo arrivati al 20%, abbassando un pochino i carboidrati. Gli americani arrivano al 25%, e i dati scientifici ci dicono che è questo il limite a cui si può arrivare senza avere grandi danni per la salute”. Quello che, aggiunge l’esperta, “è meno condivisibile è puntare tanto sulle proteine animali. Attenzione: non dico che fanno male, però la letteratura ci dice che una vera protezione per la salute si ha quando si aumentano le proteine vegetali non tanto quando si aumentano quelle animali. Ma anche qui, rispetto alle linee guida, si tratta, probabilmente, di un problema legato alle disponibilità alimentari del territorio e alle modalità di alimentazione della popolazione”. Negli Usa “non si mangiano tantissimi legumi, né si consumano nella varietà che utilizziamo noi”.

Tra le nuove raccomandazioni, inoltre, “ci sono indicazioni positive come la raccomandazione ad usare cereali integrali e a bere molta acqua. C’è la lotta agli alimenti ultraprocessati e alle bevande zuccherate e una forte limitazione del consumo di alcol”. Elemento negativo, invece, oltre al focus sulle proteine animali, secondo l’esperta, “è il messaggio di comunicazione proposto. Sul sito del Dipartimento si propone una piramide rovesciata. Ma se poi si leggono bene le indicazioni non è così. Alla base della piramide resta la frutta e la verdura, non ci sono le proteine. Il messaggio comunicato visivamente non coincide, nella sostanza, con le 10 pagine del documento divulgativo”, conclude Rossi.

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