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Allarme cuore donne, 70% muore per problemi cardiovascolari

9 Febbraio 2026

Roma, 9 feb. (Adnkronos Salute) – Il problema della ‘fragilità ‘ del cuore delle donne ha raggiunto dimensioni da allarme rosso: ogni anno solo in Italia muoiono per malattie cardiovascolari oltre 124.000 donne e il tasso di tasso di mortalità nella fascia 35-74 anni è in aumento costante in tutti i Paesi ad alto reddito. La cardiopatia ischemica, principale causa di infarto, colpisce una italiana su nove tra i 45 e i 64 anni e una su tre dopo i 65 anni. In questo quadro il Centro cardiologico Monzino Irccs ha creato – in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano- il primo Corso universitario in Italia sul tema della Medicina di genere nelle malattie cardiovascolari per gli studenti del V e VI anno della Facoltà di Medicina e chirurgia. Con l’obiettivo di aumentare l’attenzione sul tema da parte delle nuove generazioni dei medici.

“Il paradosso- spiega Daniela Trabattoni, responsabile dell’Unità cardiologia e direttrice di Monzino Women Heart Center, il centro clinico e di ricerca dell’Irccs milanese interamente dedicato al cuore delle donne – sta nel fatto che la medicina avrebbe già gli strumenti per fermare l’epidemia del cuore femminile ma non sono conosciuti e non vengono applicati. Se osserviamo la realtà clinica oggi vediamo che rispetto agli uomini le donne sono meno sottoposte ad indagini di screening riguardanti l’assetto lipidico (i livelli di colesterolo) e vengono trattate in minor misura con farmaci ipolipemizzanti e antiaggreganti o con beta bloccanti ed eparina in corso di infarto acuto del miocardio”.

“Anche la ricerca cardiovascolare – continua – è lacunosa: allo stato attuale la disfunzione endoteliale e microvascolare del circolo coronarico nella donna è pressoché sconosciuta perché mancano studi specifici. È quindi necessario e urgente un approccio declinato al femminile già a partire dalla formazione dei futuri medici. Da qui l’idea di creare un corso universitario ad hoc sulla cardiologia femminile”.

Il corso si propone di fornire agli studenti una comprensione critica delle differenze di sesso e genere nella fisiopatologia, presentazione clinica, diagnosi, trattamento e prevenzione delle principali malattie cardiovascolari. Si affronteranno anche gli aspetti legati ai bias diagnostico-terapeutici e alle implicazioni nella pratica clinica quotidiana.

“La coscienza femminile circa le possibilità di prevenzione rimane l’ago della bilancia della cardiologia di genere. Sappiamo infatti che fino al 70% delle donne che oggi muoiono per una malattia cardiovascolare, può essere salvata con una prevenzione personalizzata al femminile. Sensibilizzare le donne rimane quindi l’obiettivo prioritario. Ma da solo non basta. La domanda di cure specifiche, che speriamo aumenterà, deve trovare una risposta adeguata da parte dei medici. Dobbiamo quindi creare una nuova generazione di cardiologi e questo corso vuole essere il primo passo concreto in Italia in questa direzione. Con l’Università di Milano abbiamo creato un modello che auspichiamo sia adottato rapidamente dal maggior numero possibile di atenei italiani”, conclude Trabattoni.

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