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Autismo: neuropsichiatri infanzia, obiettivo diagnosi entro i 3 anni in tutta Italia

Aprile 1, 2022

Milano, 1 apr. (Adnkronos Salute) – Garantire in tutta Italia che la diagnosi di autismo avvenga entro i primi 3 anni d’età. E’ l’obiettivo che propone la Sinpia, Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, nella Giornata mondiale dedicata al disturbo che nel nostro Paese interessa secondo le stime circa un bambino su 77, con prevalenza maggiore nei maschi, colpiti 4,4 volte in più rispetto alle femmine.

“A causa dell’assenza di esami strumentali in grado di identificarlo più precocemente – spiega Massimo Molteni, neuropsichiatra infantile e direttore sanitario dell’Irccs E. Medea di Bosisio Parini (Lecco) – la diagnosi dell’autismo può essere solo di natura clinica e l’evidenza del disturbo si raggiunge solo nel corso dello sviluppo del bambino. Sarebbe auspicabile riuscire a individuare questa condizione entro i 24 mesi e comunque prima dei 3 anni, mentre purtroppo in molte regioni l’età media della prima diagnosi supera tale età. Con la conseguenza di ritardare i percorsi di presa in carico e i necessari interventi abilitativi, che devono coinvolgere tempestivamente e precocemente la famiglia e i contesti di vita”.

I disturbi dello spettro autistico (Autism Spectrum Disorders, Asd) – ricordano gli esperti Sinpia – sono un insieme eterogeneo di problemi del neurosviluppo caratterizzati da deficit persistente nella comunicazione e nell’interazione sociale in molteplici contesti, e da comportamenti, interessi o attività ristretti e ripetitivi. Gli studi epidemiologici internazionali rilevano un incremento generalizzato della prevalenza di Asd negli ultimi anni, legato probabilmente a fattori quali le modifiche dei criteri diagnostici, la maggiore consapevolezza degli operatori sanitari, sociosanitari ed educativi, e l’aumentata conoscenza del disturbo da parte della popolazione generale. Per arrivare prima possibile alla diagnosi serve “una competenza clinica molto specifica e specialistica in ambiti diversificati: dalla capacità di differenziare tra autismo e altri disordini del neurosviluppo che possono presentarsi con sintomi simili – elencano gli specialisti – alla genetica per le indagini molecolari necessarie, al neuroimaging per una lettura anche patogenetica attenta e competente, a competenze in campo abilitativo per affiancare i percorsi evidence based, comportamentali ed evolutivi-naturalistici”.

I “percorsi abilitativi”, avverte Molteni, “devono essere precoci, rispettosi della naturale evoluzione del bambino, specifici e di intensità adeguata, specie nelle prime fasi della crescita o quando si manifestano situazioni problematiche, in particolare nella fase adolescenziale o se la persona e il suo nucleo famigliare non sono stati adeguatamente sostenuti e accompagnati. In breve, servono servizi multiprofessionali di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, che sappiano coniugare competenze, rigore metodologico e quella flessibile attenzione al bambino e alla famiglia che è fondamentale per garantire percorsi di cura appropriati per i disturbi neuropsichici”.

L’autismo, come altre condizioni complesse dell’età evolutiva, è considerato dagli esperti Sinpia “il paradigma di un moderno sistema di welfare ‘family centered’, dove tutti i servizi sono interconnessi a rete attorno al bisogno della persona e della sua famiglia e dove nessuno opera da solo. E’ stato dimostrato che il coinvolgimento attivo e partecipativo di famiglia e contesto di vita migliora la prognosi. Sono però necessarie risorse di personale adeguate in quantità e qualità, e modelli organizzativi sviluppati appositamente per il complesso mondo di bambini e adolescenti con disturbi del neurosviluppo”.

“La sofferenza di molte famiglie con figli con autismo – rimarca Elisa Fazzi, presidente Sinpia e direttore Uonpia Asst Spedali Civili di Brescia – è anche la conseguenza della cronica disattenzione politica e culturale verso la salute mentale dell’infanzia e dell’adolescenza, nonché della conseguente mancanza di risorse adeguate per i servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza – La Sinpia in questa giornata della consapevolezza è vicina a tutti i bambini e i ragazzi con disturbi del neurosviluppo e alle loro famiglie, e vuole impegnarsi assieme a loro per trasformare l’attuale modello di welfare per renderlo più inclusivo, per lo sviluppo di una vera ‘rete curante e sociale” impegnata a far crescere il benessere, cioè la salute, attraverso modelli di collaborazione partecipativa con le famiglie e con i tanti attori – pediatri, servizi specialistici, scuola, realtà sociali e territoriali – per un contesto più competente e attento a queste particolari condizioni”.

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