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Cancro al seno, Degrassi (Andos): “Qualità di vita dopo intervento ancora inferiore alla media nazionale”

11 Giugno 2026

Roma 11 giu. (Adnkronos Salute) – “Il motivo di questa seconda relazione è dovuto al fatto che nel primo rapporto sono emersi problemi molto importanti sulla qualità di vita. Noi abbiamo analizzato la tossicità finanziaria, guardando anche come le donne debbano pagarsi i controlli del follow-up perché, per problemi di lista d’attesa, non trovano facilità di appuntamento. Abbiamo visto come debbano provvedere da sole a comprarsi tante cose che dovrebbero essere erogate sia dal servizio sanitario che, comunque, dai servizi”. Così Flori Degrassi, presidente di Andos Nazionale (Associazione nazionale donne operate al seno), intervenendo in occasione della presentazione del II Rapporto Andos-Crea Sanità ‘Effetti collaterali del cancro alla mammella: qualità di vita’ a Roma.

“Quello che è emerso, però, è anche la scarsa qualità di vita delle donne operate, perché c’è ancora una media molto bassa rispetto a quella nazionale. In Italia la qualità di vita delle donne tra i 18 e i 64 anni è a quota 0,90; qui è emerso lo 0,78, quindi veramente molto bassa. Allora abbiamo cercato di capire perché ci sia questa scarsa qualità di vita nelle donne operate di cancro”, ha aggiunto Degrassi. L’indagine ha analizzato diversi ambiti attraverso questionari internazionali, prendendo in esame ansia e depressione, qualità della vita sotto il profilo fisico e psicologico, il mondo del lavoro, i rapporti sessuali, la genitorialità, la progettazione del futuro e l’utilizzo dei social media.

“Da questo è emerso un quadro molto complesso. È emerso che il 10% delle donne lascia il lavoro, il 20% riduce le ore di lavoro e il 7% cambia tipo di impiego. È emerso anche che a livello italiano, come sempre, c’è un grande problema di divario tra Nord, Centro e Sud, ma da questa indagine il Centro non ne esce affatto bene. I problemi delle donne giovani sono diversi da quelli delle donne di una certa età: mentre queste ultime si preoccupano per l’evoluzione della malattia, le donne giovani sembra che non abbiano neanche il tempo di occuparsene, perché devono concentrarsi sul loro ruolo sociale, sui problemi familiari e sul loro ambito lavorativo. Inoltre, il 22,5% delle donne rinuncia addirittura a un’evoluzione di carriera”, ha concluso Degrassi.

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