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Denti a rischio tra i giovani, Sidp: “Il 36% della Gen Z ha gengive che sanguinano”

29 Maggio 2026

Roma, 29 mag. (Adnkronos Salute) – “Un italiano su 4 soffre di sanguinamento gengivale, uno dei primi segnali di problemi alle gengive che, se trascurati, possono evolvere in parodontite e portare perfino alla perdita dei denti”. Così all’Adnkronos Salute Leonardo Trombelli, presidente della Società italiana di parodontologia e implantologia (Sidp), a margine di ‘Parola alla medicina’, format audiovisivo della Fism (Federazione società medico-scientifiche italiane), di cui Adnkronos è media partner.

Secondo una recente indagine realizzata dalla Sidp su un campione rappresentativo di 3mila italiani, il 25% degli intervistati ha dichiarato di avere gengive che sanguinano. Un dato che sale addirittura al 36% tra i giovani della Generazione Z. “Il sanguinamento gengivale non è normale – spiega Trombelli – ma è il segnale di un’infiammazione che può indicare gengivite o parodontite, la forma più grave della malattia gengivale”. Il fenomeno colpisce soprattutto i più giovani. “Molti ragazzi curano molto l’estetica del sorriso e l’apparenza, ma trascurano la salute reale della bocca”, sottolinea l’esperto. Se “non trattati in tempo”, questi problemi possono peggiorare negli anni, “causando mobilità dei denti e, nei casi più gravi, la loro perdita”. La causa principale? Un’igiene orale insufficiente. “Nella maggior parte dei casi il sanguinamento è legato a una pulizia dei denti non adeguata – avverte Trombelli – Per questo la prevenzione è fondamentale: migliorare l’igiene quotidiana e fare regolari sedute di pulizia professionale dal dentista o dall’igienista può bloccare la malattia nelle fasi iniziali”. Le regole base sono semplici: lavare i denti almeno 2 volte al giorno, soprattutto la mattina e prima di andare a dormire; usare il filo interdentale o lo scovolino per pulire gli spazi tra i denti e, se necessario, scegliere dentifrici con azione antimicrobica. Anche lo spazzolino elettrico può essere utile, ma da solo non basta.

“Dall’indagine emerge inoltre che le forme più gravi della malattia aumentano con l’età e sono più diffuse tra le persone con un livello di istruzione più basso. Anche le differenze territoriali pesano: Centro e Sud Italia risultano più svantaggiati rispetto al Nord. Prevenzione, informazione e accesso alle cure sono fondamentali per proteggere la salute orale degli italiani”, conclude Trombelli.

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