Disfunzione erettile, esperti: “Può indicare altre problematiche di salute maschile”
Roma, 21 lug. (Adnkronos Salute) – Il maggior coinvolgimento sul piano sociale ed emotivo, tipico dell’estate, può far emergere difficoltà nella sfera sessuale che molti uomini tendono ancora a vivere con imbarazzo o a liquidare come semplici ‘défaillances’. Tra queste problematiche, la disfunzione erettile (De) interessa circa 3 milioni di uomini in Italia, con una prevalenza che aumenta con l’età. Oltre a essere un disturbo della sfera sessuale, la De può rappresentare anche un possibile indicatore di squilibri più ampi nello stato di salute generale della persona. È proprio questo il concetto al centro del volume interdisciplinare di Emmanuele A. Jannini, professore ordinario di Endocrinologia e Sessuologia medica all’università di Roma Tor Vergata, intitolato ‘The Canary in the Coalmine: Erectile Dysfunction as the Best Biomarker of Non-Communicable Chronic Diseases’, pubblicato con il patrocinio della Siams (Società italiana di andrologia e medicina della sessualità), con il supporto di Viatris.
Il testo – pubblicato da Springer Nature all’interno della collana internazionale ‘Trends in Andrology and Sexual Medicine’ e disponibile in open access – propone una lettura innovativa sulla disfunzione erettile, identificandola non solo come disturbo della sfera sessuale, ma come possibile indicatore precoce di un ampio spettro di malattie croniche non trasmissibili. Non a caso il titolo definisce la De il ‘canarino nella miniera di carbone’: proprio come gli uccellini utilizzati in passato nelle miniere per rilevare tempestivamente la presenza di gas tossici invisibili, la De può essere un primo segnale di condizioni di salute più gravi e ancora non diagnosticate. Questa condizione – ricorda Viatris in una nota – può infatti essere associata a molteplici fattori sottostanti e rappresentare un elemento predittivo di diversi problemi di salute, dalle patologie cardiovascolari al diabete e ai disturbi metabolici, fino alle alterazioni ormonali ed endocrine e ai disturbi legati alla salute mentale. “La disfunzione erettile – spiega Jannini – non dovrebbe essere interpretata come un problema esclusivamente fisico, ma come una condizione multifattoriale in cui aspetti biologici, psicologici, relazionali e sociali concorrono tra loro”.
In ambito cardiovascolare, ad esempio, la De può manifestarsi diversi anni prima della comparsa dei sintomi della malattia coronarica: in circa 2 uomini su 3, infatti, i problemi di erezione precedono in media di oltre 3 anni quelli cardiaci. Una finestra di tempo preziosa per identificare precocemente gli uomini a rischio e intervenire sui fattori modificabili. Il legame tra De e altre problematiche di salute è confermato anche da una ricerca condotta da Iqvia in collaborazione con Viatris su un campione di mille uomini tra i 18 e i 70 anni, che evidenzia infatti come chi soffre di disfunzione erettile presenti più frequentemente patologie cardiovascolari (+6% di eventi cardiovascolari pregressi), sovrappeso o obesità (+17%) e diabete (+7%), rispetto agli uomini non affetti da De.
Il libro inoltre – continua la nota – approfondisce il rapporto bidirezionale tra salute mentale e De. Ansia, depressione e stress possono infatti influenzare direttamente la funzionalità sessuale, interferendo con i meccanismi fisiologici dell’eccitazione, tanto da rappresentare il maggiore fattore di rischio di disfunzione erettile, soprattutto nei giovani. Allo stesso tempo, la disfunzione erettile può avere un impatto significativo sul benessere psicologico dell’uomo, alimentando stress, insicurezza, ansia e sintomi depressivi, con possibili ripercussioni sulla qualità di vita, sulle relazioni e sulla salute complessiva. I dati Iqvia confermano questo quadro: tra gli uomini con De si osserva una maggiore prevalenza di ansia e depressione (+8%) e disturbi del sonno come l’insonnia (+11%). La comparsa della disfunzione erettile, proprio perché “condizione multifattoriale – rimarca Jannini – può rappresentare un possibile segnale precoce della presenza di problematiche legate a patologie croniche non trasmissibili, funzionando anche come marcatore della salute mentale maschile e di coppia, rendendo fondamentale un approccio integrato e olistico alla salute sessuale”.
In quest’ottica si inserisce ‘Pronti, via’, campagna di comunicazione digitale di Viatris dedicata alla salute sessuale maschile, volta ad accrescere la consapevolezza sulla De e incoraggiare un dialogo aperto e informato tra pazienti e professionisti sanitari. Il sito informativo della campagna offre contenuti educazionali e approfondimenti utili per aiutare gli uomini a riconoscere i segnali da non sottovalutare e a comprendere meglio le possibili cause della De. Recentemente il portale è stato arricchito con una nuova sezione dedicata a consigli pratici, esercizi fisici e suggerimenti alimentari per favorire il benessere sessuale. Lanciata nel 2025, la campagna ha già raggiunto quasi 4 milioni di utenti unici, generando circa 50 milioni di impression complessive sui canali Facebook e Instagram. Quest’anno il progetto prosegue con il restyling del portale informativo e nuovi contenuti video per raccontare differenti esperienze e stili di vita maschili, con l’obiettivo di normalizzare la conversazione sulla disfunzione erettile e superare i tabù che ancora circondano questo tema.
“In Viatris crediamo sia fondamentale promuovere una cultura della salute maschile più aperta e consapevole – afferma Matteo Surace, Medical Lead Italy & Head of North Cluster Europe di Viatris – che aiuti gli uomini ad intercettare precocemente i segnali del proprio corpo e della propria mente, a superare stigma e reticenze, ancora molto diffusi, e a prendersi cura della propria salute in modo completo, in linea con la nostra mission di consentire alle persone nel mondo di vivere una vita più sana in ogni sua fase. Circa il 70% degli uomini con disfunzione erettile non riceve una diagnosi, proprio perché molti sono ancora riluttanti a parlarne. Attraverso la campagna ‘Pronti, via’, Viatris vuole incoraggiare un confronto più precoce con i professionisti sanitari, poiché riconoscere la disfunzione erettile – conclude – può non solo migliorare la qualità della vita, ma anche offrire l’opportunità di individuare tempestivamente problemi di salute più ampi”.
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