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Famiglia morta a Lucca, “per il monossido di carbonio fino a 600 vittime l’anno in Italia”

5 Febbraio 2026

Roma, 5 feb. (Adnkronos Salute) – “Si stima che il monossido di carbonio provochi ogni anno solo in Italia tra i 350 e i 600 decessi, con oltre 6mila ricoveri ospedalieri, e l’80% delle intossicazioni che si verifica tra le mura domestiche”. Lo affermano gli esperti della Società italiana di medicina ambientale (Sima), che lanciano l’allarme dopo la nuova tragedia avvenuta a Porcari (Lucca) dove a perdere la vita è stata un’intera famiglia: padre, madre e due figli.

Il monossido di carbonio (CO) – spiegano – è particolarmente insidioso poiché è un gas incolore e inodore in grado di provocare a concentrazioni eccessive la morte quasi immediata. Si tratta di un gas da combustione emesso da motori a benzina, fornelli, generatori, lampade a gas, radiatori portatili a kerosene e a gas, caldaie, scaldabagni, caminetti e stufe a legna o a gas. Una volta inalato, il CO si lega all’emoglobina con un’affinità oltre 200 volte superiore rispetto all’ossigeno, formando carbossiemoglobina e compromettendo la capacità del sangue di acquisire e trasportare ossigeno, con conseguente ipossia tissutale.

Nelle abitazioni, in condizioni normali, i livelli sono compresi tra 1,5 e 4,5 mg/m3, ma in presenza di processi di combustione, quali sistemi di riscaldamento e di cottura o di fumo di tabacco, e inadeguata ventilazione, le concentrazioni interne possono raggiungere livelli sino a 60 mg/m3. Per concentrazioni ambientali di CO inferiori a 5 mg/m3 non si hanno effetti apprezzabili sulla salute negli individui sani, mentre in pazienti con affezioni cardiach, anche basse concentrazioni possono provocare una crisi anginosa. A concentrazioni maggiori si verificano mal di testa, vertigini, debolezza, nausea, vomito, dolori al petto e stato confusionale. In alcuni soggetti esposti per lungo tempo all’assorbimento di piccole quantità di monossido di carbonio è stata descritta una sintomatologia caratterizzata da astenia, cefalea, vertigini, nevriti, sindromi parkinsoniane ed epilettiche, aritmie, crisi anginose.

“La severità delle manifestazioni cliniche da intossicazione da CO dipende dalla sua concentrazione nell’aria inspirata, dalla durata dell’esposizione e dalle condizioni di salute delle persone coinvolte – afferma il presidente della Sima, Alessandro Miani – Particolarmente suscettibili sono gli anziani, le persone con affezioni dell’apparato cardiovascolare e respiratorio, le donne in stato di gravidanza, i neonati ed i bambini in genere”.

Per evitare incidenti e casi di intossicazione, “è fondamentale sottoporre a manutenzione periodica gli impianti di riscaldamento delle abitazioni – raccomanda Miani – spegnere i motori degli autoveicoli quando si staziona all’interno di spazi chiusi, non usare mai in ambienti chiusi sistemi di cottura progettati per l’utilizzo all’aria aperta. Può essere inoltre utile dotare le abitazioni private di sistemi di allarme in grado di rilevare la presenza di CO”.

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