Gemmato: “Più chimica di base per produzione farmaceutica in Italia”
Roma, 29 nov. (Adnkronos Salute) – “Con l’80% dei principi attivi che servono per i farmaci salvavita prodotto in Cina e in India, ci dobbiamo riappropriare della grande chimica di base, dobbiamo fare in modo che in Italia si possa produrre, si possa essere autosufficienti nella produzione di farmaci salvavita”. Così Marcello Gemmato, sottosegretario al ministero della Salute, intervenendo al Forum Risk Management, ad Arezzo, conferma “l’impegno di licenziare” la legge delega sul Testo unico della legislazione farmaceutica “entro dicembre 2026 per dare un perimetro di certezza al cittadino, ai players internazionali”. L’impegno è di “rendere accessibile il farmaco, da un lato, e fare chiarezza” con un “ Testo unico che dirima la questione di 100 leggi e 700 norme che si sono affastellate con anche 2 regi decreti, uno del 1934 e l’altro del 1938 – ” per definire “un perimetro all’interno del quale declinare puntualmente: il diritto del cittadino d’accesso al farmaco; il ruolo della farmacia; quello della digitalizzazione, come strumento di erogazione di prestazioni sanitarie e quindi di salute; il ruolo strategico dell’industria farmaceutica italiana che quest’anno ha cubato 56 miliardi di euro, prima in Europa”, perché possa “essere ulteriormente attrattiva”.
La Toscana, è “una regione in cui l’industria farmaceutica è molto presente, è molto attrattiva – sottolinea Gemmato – La Toscana è indubbiamente una delle regioni più performanti per presenza di industria farmaceutica, aggiungerei italiana, che è un ulteriore elemento di orgoglio”. Con la produzione in Italia, il cittadino ha la “certezza che laddove vi dovessero essere dei problemi – l’abbiamo visto purtroppo durante il Covid con le mascherine, con i dispositivi di protezione individuale – si possa avere la certezza di continuare ad avere il farmaco”. Attualmente, se “l’India e la Cina dovessero sospendere l’invio dei principi attivi per allestire farmaci salvavita, noi avremmo l’orizzonte di qualche settimana di autonomia, poi non avremmo più farmaci per curare gli italiani. È un problema europeo ed italiano – conclude – In Italia ce ne stiamo occupando puntualmente anche con questa legge”.
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