L’impatto nascosto delle cure degli animali, cosa dicono i veterinari
Milano, 27 mag. (Adnkronos Salute) – Boehringer Ingelheim ha pubblicato oggi i risultati di un’indagine globale che accende i riflettori sugli aspetti spesso trascurati della medicina veterinaria, essenziali per proteggere gli animali, le persone e la società, informa l’azienda in una nota. Basata sulle risposte di 1.046 professionisti veterinari qualificati in 51 Paesi, la survey ha identificato tre degli aspetti più importanti, ma anche meno riconosciuti della pratica veterinaria: individuazione di problemi di salute nascosti e segnali di dolore, identificati dall’87% dei veterinari per animali da compagnia e dal 60% dei veterinari equini; protezione della sicurezza della filiera alimentare, identificata dal 65% dei veterinari per animali d’allevamento; programmi di sorveglianza per limitare la diffusione delle malattie, identificati dal 62% dei veterinari per animali d’allevamento. Risultati che evidenziano “il ruolo di vasta portata della professione veterinaria nella nostra vita quotidiana, dalla cura degli animali da compagnia presenti in oltre la metà delle famiglie del mondo, alla tutela degli animali e dei prodotti di origine animale che aiutano a nutrire il 97% della popolazione mondiale”, commenta la società biofarmaceutica attiva nel settore della salute umana e animale.
“Il contributo della medicina veterinaria si esprime ogni giorno non solo nella tutela della salute e del benessere animale, ma anche nella prevenzione dei rischi sanitari, nella sicurezza delle filiere alimentari e nel monitoraggio delle malattie che possono avere un impatto sull’uomo – dichiara Karin Ramot, Head of Boehringer Ingelheim Animal Health Italia – In un contesto sempre più interconnesso, il veterinario rappresenta un presidio chiave di equilibrio tra salute animale, umana e ambientale. Rendere più evidente questo suo contributo significa rafforzare una cultura della prevenzione e promuovere una consapevolezza più ampia del suo ruolo strategico all’interno dell’approccio One Health, a beneficio dell’intera collettività”. Queste competenze invisibili nascono da anni di formazione, sottolinea l’azienda. Individuare problemi di salute e definire il percorso terapeutico richiedono infatti un livello di conoscenza che non è immediatamente evidente. “Molto spesso, durante una visita veterinaria, il proprietario vede solo il risultato finale: una diagnosi, una terapia, un consiglio. Dietro quelle decisioni, però, ci sono anni di formazione universitaria, specializzazione ed esperienza clinica – afferma Marco Melosi, presidente Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari) – Il medico veterinario è chiamato ogni giorno a riconoscere segnali deboli, intercettare patologie nascoste e prendere decisioni che possono cambiare la qualità e l’aspettativa di vita degli animali. Non sorprende quindi che l’87% dei veterinari per animali da compagnia indichi proprio questa capacità diagnostica come l’aspetto meno riconosciuto della professione. E’ un lavoro spesso invisibile, ma essenziale non solo per la salute animale, bensì anche per la salute pubblica e per l’equilibrio dell’approccio One Health”.
Il percorso per diventare veterinario – si ricorda nella nota – richiede generalmente 5 anni di studi universitari, ai quali si possono aggiungere fino ad almeno 3 anni di formazione specialistica. Alcune decisioni cliniche sono quindi basate su oltre un decennio di studi ed esperienza clinica pratica. Per cani e gatti, questa expertise può fare la differenza nelle diagnosi precoci di condizioni gravi, come ad esempio il diabete o la malattia renale cronica. Con l’aumento delle aspettative dei proprietari di animali in termini di salute e benessere, il giudizio clinico veterinario diventa sempre più centrale in tutte le fasi della cura: dalla prevenzione alla diagnosi precoce fino alla gestione di condizioni complesse. Eppure, gran parte di questo lavoro resta invisibile: non a caso quasi 9 veterinari per animali da compagnia su 10 ha indicato “l’individuazione di problemi di salute nascosti” come l’aspetto più importante, ma meno riconosciuto del loro ruolo. “Ogni giorno i medici veterinari svolgono un lavoro silenzioso, ma essenziale: proteggono la salute e il benessere degli animali, garantiscono la sicurezza degli alimenti e contribuiscono alla prevenzione e al controllo delle malattie che possono avere un impatto anche sull’uomo – avverte Gaetano Penocchio, presidente Fnovi (Federazione nazionale Ordini veterinari italiani) – Gran parte di questo impegno resta invisibile agli occhi del pubblico, proprio perché la prevenzione efficace spesso non fa notizia. Questa indagine contribuisce a riportare l’attenzione sul valore strategico della professione veterinaria all’interno dell’approccio One Health, evidenziando il ruolo fondamentale dei medici veterinari nella tutela della salute collettiva e della società”.
Gran parte della medicina veterinaria è orientata alla prevenzione, prosegue la nota. Interventi tempestivi e osservazione attenta permettono di evitare l’aggravarsi di problemi di salute e di ridurre l’impatto emotivo ed economico per i proprietari. Nel caso dei veterinari per equini, l’indagine ha rilevato che tra gli aspetti più importanti, ma meno riconosciuti della loro professionalità ci sono “l’identificazione del dolore nascosto e dei segni precoci delle malattie”, per 6 su 10, e “l’utilizzo dell’ambiente e della storia clinica del cavallo per prevedere i rischi legati alla sua salute”, per il 42%. Nella pratica, questo significa fornire indicazioni personalizzate sull’alimentazione del cavallo, sulla sua igiene orale e degli zoccoli, vaccinazioni, controllo dei parassiti, valutazione dello stato osteoarticolare e la gestione degli ambienti in cui vive, contribuendo a prevenire patologie come coliche, laminite, zoppie, malattie respiratorie e cardiocircolatorie. “Nel nostro settore – riferisce Giorgio Strozzi, prsidente Sive (Società italiana veterinari per equini) – una parte fondamentale del lavoro veterinario si svolge lontano dai riflettori: significa saper leggere segnali sottili, interpretare il comportamento dell’animale e integrare informazioni cliniche, ambientali e gestionali. Questo approccio non solo migliora il benessere e le performance del cavallo, ma consente anche di prevenire patologie complesse e costose. Rendere più visibile questo valore significa riconoscere il contributo specialistico dei veterinari equini all’interno dell’approccio One Health e alla sostenibilità dell’intero sistema”.
La medicina veterinaria applicata al mondo dell’allevamento – che protegge animali come bovini, suini e pollame – ha un impatto diretto e misurabile sulla filiera alimentare, contribuendo a circa il 34% dell’apporto proteico globale, riporta Boehringer Ingelheim. E’ inoltre cruciale per la salute pubblica: il 60% delle malattie infettive umane si trasmette tra animali e uomini, e il 70% delle malattie emergenti ha origine animale. Per Vito Loconte, presidente Sivarsib (Società italiana veterinari per animali da reddito e buiatria), “questa indagine contribuisce a far emergere un aspetto ancora poco noto della professione. Nella pratica quotidiana, i veterinari che operano nel settore buiatrico sono impegnati non solo nella cura degli animali, ma anche nella prevenzione, nel monitoraggio continuo degli allevamenti e nella gestione dei rischi sanitari che possono avere un impatto sull’intera collettività. Rafforzare la consapevolezza di questo contributo è essenziale per valorizzare una professione che è parte integrante dell’approccio One Health e della sostenibilità delle produzioni zootecniche”. Ma nonostante i dati, secondo i veterinari specializzati in animali d’allevamento intervistati, questo impatto più ampio del loro ruolo è spesso sconosciuto. Per questo nella survey il 65% ha identificato la “protezione della sicurezza alimentare” come l’aspetto del loro lavoro più trascurato dal pubblico, seguito dalla “sorveglianza per limitare la diffusione delle malattie” (62%).
“Questa indagine – commenta Bartolomeo Griglio, presidente Aivemp (Associazione italiana veterinari per la medicina pubblica e le produzioni) – evidenzia con chiarezza quanto il ruolo del medico veterinario sia ancora oggi percepito solo in parte nella sua reale ampiezza e complessità. Accanto alla cura e al benessere degli animali, la professione veterinaria svolge infatti una funzione essenziale nell’ambito della sanità pubblica, della sicurezza alimentare, della prevenzione e sorveglianza delle malattie. Ogni giorno i veterinari operano per garantire la tutela della salute animale e umana, contribuendo concretamente alla sicurezza delle produzioni alimentari e al rafforzamento dell’approccio One Health, sempre più centrale nelle sfide sanitarie contemporanee”.
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