Melanoma in aumento tra giovani, alla Camera focus su diagnosi precoce
Roma, 6 mag. (Adnkronos Salute) – Quasi 13 mila nuove diagnosi l’anno in Italia, un impatto rilevante anche tra gli under 50 e una certezza clinica: quando il melanoma viene intercettato precocemente, le possibilità di cura cambiano radicalmente. È in questo contesto che si è svolta oggi, presso l’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, l’ottava edizione del MelanomaDay, appuntamento nazionale dedicato alla prevenzione, alla diagnosi precoce e alla cura della malattia, con il patrocinio di Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse), Adoi (Associazione dermatologi-venereologi ospedalieri italiani e della sanità pubblica) e Intergruppo melanoma italiano (Imi).
L’evento, nato da un’idea di Gianluca Pistore, fondatore e presidente dell’Associazione Melanoma Day e promosso su iniziativa di Luciano Ciocchetti, vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, ha riunito istituzioni, società scientifiche, clinici, ricercatori, realtà ospedaliere e universitarie, associazioni di pazienti e rappresentanti della società civile. Un appuntamento dal valore particolare, a pochi giorni dal voto definitivo di Montecitorio sulla proposta di legge per istituire la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma, già approvata dal Senato.
Secondo i dati dell’ultimo rapporto Airtum (Associazione italiana registri tumori) – è merso dall’incontro – nel 2024 in Italia sono stati diagnosticati 12.941 nuovi casi di melanoma cutaneo (7.069 negli uomini e 5.872 nelle donne). Il melanoma è tra i tumori più frequenti sotto i 50 anni e nel 2022 ha causato circa 2.500 decessi. La sopravvivenza netta a cinque anni si attesta all’88% negli uomini e al 91% nelle donne, confermando il ruolo decisivo della diagnosi precoce. “È fondamentale ricordare quanto sia importante conoscere i fattori di rischio, sottoporsi a controlli periodici, imparare a riconoscere i segnali di un melanoma. Sulla corretta informazione ai cittadini e sulla diagnosi precoce possiamo ottenere i risultati più immediati” le parole del ministro della Salute, Orazio Schillaci, nel suo messaggio di saluto ai promotori.
“Arrivare alla Camera a pochi giorni dal voto sulla legge nazionale è un segnale importante – dichiara Gianluca Pistore -. L’iniziativa nasce dalla perdita di mio padre Silvio per melanoma, ma oggi è diventato una comunità fatta di medici, ricercatori, istituzioni, pazienti, associazioni e cittadini. Il nostro compito è fare in modo che questa giornata non sia solo una data nel calendario, ma diventi ogni anno un momento di confronto, proposta e azione concreta. La legge, se approvata, non sarà il punto di arrivo, ma il punto da cui partire. Ogni anno dovremo chiederci cosa possiamo fare di più per rendere il melanoma sempre più prevenibile, diagnosticabile precocemente e curabile”. “Investire in prevenzione significa proteggere la vita delle persone e costruire un Servizio sanitario più vicino ai cittadini – sottolinea Luciano Ciocchetti -. Con questo spirito ho promosso il percorso legislativo per istituire la Giornata nazionale per la prevenzione del melanoma e ringrazio tutti i colleghi parlamentari che hanno sostenuto l’iter sino a questo punto. Il confronto di oggi dimostra che società civile, comunità scientifica e istituzioni possono lavorare insieme per trasformare la prevenzione in una priorità politica concreta”.
Nel corso del MelanomaDay, le principali società scientifiche hanno presentato tre richieste operative per rafforzare prevenzione, diagnosi e cura del melanoma in Italia. La prima riguarda l’inserimento nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) di esami diagnostici avanzati per i pazienti ad alto rischio. La proposta, avanzata da Sidemast attraverso il presidente Giovanni Pellacani, ordinario di Dermatologia alla Sapienza Università di Roma, prevede l’inclusione di microscopia confocale cutanea in vivo e fotografia total body digitale. “Si tratta di strumenti non invasivi – assicura Pellacani – che possono migliorare l’accuratezza diagnostica, favorire il monitoraggio nel tempo e ridurre escissioni chirurgiche e biopsie non necessarie”.
La seconda proposta, avanzata dall’Intergruppo melanoma italiano attraverso Daniela Massi, presidente Imi e ordinario di Anatomia patologica all’Università di Firenze, riguarda la rimborsabilità dei test genetici Ngs per i tumori melanocitari più difficili da classificare. “Nei tumori melanocitari atipici o di incerta definizione, la diagnosi può essere particolarmente complessa. I test di Next generation sequencing – spiega Massi – permettono di individuare alterazioni genetiche rilevanti, ma oggi non esiste per il melanoma un pannello diagnostico o prognostico dedicato nel tariffario della rimborsabilità”. La terza richiesta punta a garantire le stesse cure su tutto il territorio nazionale, riducendo i tempi di accesso. Massimo Di Maio, presidente Aiom e ordinario di Oncologia all’Università di Torino, chiede di rendere pienamente operative le reti oncologiche e di accelerare l’accesso ai farmaci innovativi. “Ogni paziente deve poter accedere, in tempi appropriati e in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, a diagnostica molecolare, valutazione multidisciplinare e terapie innovative. I ritardi burocratici – avverte Di Maio – non devono diventare ritardi di cura”.
I lavori si sono aperti con il messaggio del ministro della Salute Orazio Schillaci e i saluti istituzionali del sottosegretario Marcello Gemmato, delle senatrici Daniela Sbrollini e Beatrice Lorenzin, del deputato Gian Antonio Girelli, del senatore Giovanni Satta e di Fabrizio d’Alba, presidente Federsanità e direttore generale del Policlinico Umberto I di Roma. All’iniziativa hanno partecipato rappresentanti del mondo clinico, scientifico, universitario e della ricerca, tra cui Policlinico Agostino Gemelli Irccs, Sapienza Università di Roma, Policlinico Umberto I, Policlinico Tor Vergata, Policlinico universitario Campus Bio-Medico, Idi-Irccs, Ifo San Gallicano, Ospedali Galliera di Genova, Irccs Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori e le università degli Studi di Parma, Firenze e Torino.
Ampio spazio è stato dedicato alle associazioni di pazienti e alle realtà della società civile impegnate nella sensibilizzazione, nella prevenzione e nel supporto alle persone colpite da melanoma, tra cui Carolina Zani Melanoma Foundation, Fondazione Alberto Castelli Ets, Fondazione Melanoma onlus, Piccoli Punti Ets, Il Volo del Colibrì Aps, Mela-Vivo, La Pulce nell’Orecchio, Contro il Melanoma OdV e Insieme con il Sole Dentro.
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