Non solo Brignone, dopo un ‘crack’ si torna a vincere grazie al fisioterapista sportivo
Roma, 26 feb. (Adnkronos Salute) – Le medaglie conquistate alle Olimpiadi di Milano-Cortina da Federica Brignone, tornata sugli sci dopo una operazione complessa e un lungo recupero, hanno fanno gridare al miracolo. Ma dietro questi exploit dopo un ‘crack’ c’è un team di specialisti che prevede una figura fondamentale: il fisioterapista sportivo. Sabato 28 febbraio a Roma si terrà il terzo Congresso nazionale della Federazione italiana fisioterapisti dello sport (Fifs), appuntamento dedicato al ruolo sempre più centrale di questo professionista nella tutela della salute e nella performance degli atleti di alto livello. Un momento di confronto tra professionisti dell’area tecnico-sanitaria per approfondire competenze, innovazione e lavoro di squadra. Con una certezza: “Il nostro settore, per sua natura, sarà probabilmente meno condizionato dall’intelligenza artificiale rispetto ad altri ambiti sanitari. Rimane un lavoro molto manuale”, spiega il presidente Fifs, Riccardo Torquati, che anticipa all’Adnkronos Salute alcuni dei temi al centro della giornata.
Quale valore aggiunge il fisioterapista dello sport al team? Come lavora per far tornare un super campione alle competizioni dopo un infortunio? “I recuperi delle nostre atlete olimpioniche, in particolare quello di Federica Brignone, sono il risultato di mesi di lavoro intenso e della sinergia dell’équipe sanitaria che affianca l’atleta. In questo percorso il fisioterapista svolge un ruolo cruciale, soprattutto nella fase iniziale, quando è necessario recuperare la mobilità, controllare il dolore e ridurre il gonfiore – risponde Torquati – Successivamente il lavoro si integra con la preparazione atletica: si passa al rinforzo muscolare, al riadattamento progressivo allo sport, fino al ritorno all’attività agonistica e alle competizioni. Il lavoro di squadra è imprescindibile: il medico che ha eseguito l’intervento chirurgico, il fisioterapista, i preparatori atletici e i tecnici collaborano in modo costante. Questi ultimi, in particolare, curano la rieducazione al gesto tecnico, elemento decisivo per recuperare efficienza e precisione e per conquistare quei centesimi di secondo che fanno la differenza tra una buona prestazione e una medaglia”.
“In questo contesto il fisioterapista rappresenta il vero punto di raccordo tra tutte le figure coinvolte: è la presenza costante accanto all’atleta, anche nelle fasi più avanzate del recupero, monitorando eventuali sovraccarichi, prevenendo infiammazioni, affaticamenti o compensi posturali”, ricorda il presidente della Federazione italiana fisioterapisti dello sport.
Dal punto di vista formativo, oggi un giovane che vorrebbe intraprendere questa professione cosa deve fare? “La fisioterapia sportiva – illustra Torquati – richiede innanzitutto capacità di valutazione clinica e padronanza delle tecniche manuali, che sono fondamentali per ottenere risultati concreti in tempi rapidi, perché è questo che l’atleta chiede. Non sempre c’è la possibilità di applicare protocolli diluiti in molti giorni: spesso occorre prendere decisioni in pochi istanti, essere efficaci subito, intervenire sul problema e consentire all’atleta di proseguire la prestazione. Sono quindi indispensabili competenze nel massaggio sportivo, nelle tecniche di valutazione posturale globale e nelle correzioni manuali. E’ altrettanto importante – continua – saper eseguire bendaggi contenitivi ed essere in grado di lavorare in coordinamento con le altre figure dell’area performance, dal preparatore atletico al nutrizionista, fino all’ortopedico. Questo tipo di percorso noi lo abbiamo strutturato in un programma formativo di 32 ore dedicato ai fisioterapisti impegnati sul campo, costruito sulla base della letteratura scientifica internazionale e delle linee guida già tracciate da diverse federazioni europee, adattandole al nostro contesto professionale”.
La tecnologia ha un peso sempre più importante, quali sono oggi i dispositivi che usate? “La tecnologia ha assunto un peso anche nella fisioterapia sportiva, pur restando una disciplina fortemente legata alla manualità – precisa il presidente della Fifs – La fisioterapia nasce come arte manuale ausiliaria e si è evoluta nel tempo fino a diventare una professione sanitaria a tutti gli effetti, con un proprio Albo. Le nostre radici restano quindi profondamente ancorate alla pratica manuale”. Rispetto alle tecnologie oggi a disposizione del fisioterapista dello sport, descrive Torquati, “riguardano innanzitutto i test di valutazione. Sempre più diffusi sono poi i dispositivi di biofeedback, che attraverso parametri come la risposta impedenziometrica o l’attività muscolare consentono di ottenere un riscontro immediato e di modulare in tempo reale la stimolazione o la contrazione muscolare. Accanto a questi strumenti troviamo un’ampia gamma di apparecchi elettromedicali”.
“La tecnologia offre soluzioni sempre più evolute, capaci di dare risposte rapide e misurabili, ma resta comunque un supporto – ribadisce l’esperto – La differenza, infatti, continua a farla la competenza del professionista: la manualità e soprattutto la capacità di costruire un protocollo riabilitativo personalizzato sul singolo caso clinico, sull’atleta e sui suoi obiettivi specifici”.
Tra i professionisti che prenderanno parte al congresso della Fifs figurano nomi di rilievo: Angelo De Carli, medico ortopedico e membro del team sanitario della Nazionale italiana di calcio, presenterà il caso relativo all’infortunio della sciatrice Lindsey Vonn alle Olimpiadi di Milano-Cortina; Giuseppe Porcellini, ortopedico di fama internazionale, porterà casi e attività legati al trattamento di atleti, tra cui i piloti della MotoGP; Giovanni Di Giacomo, specialista in chirurgia della spalla e responsabile medico degli atleti per l’Atp e la Wta agli Internazionali d’Italia di tennis, terrà una lezione magistrale sulla gestione completa degli sportivi. Interverranno inoltre Giuliano Cerulli e Andrea Ferretti, due senior dell’ortopedia mondiale, con contributi aggiornati sulla disciplina.
Spazio anche all’attività dei fisioterapisti sul campo: Carlo Zazza illustrerà il lavoro svolto con la Nazionale di sci, mentre Angelo Angi racconterà la sua esperienza in qualità di coordinatore dei fisioterapisti della Federazione italiana judo lotta karate arti marziali.
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche