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Rondena (Novartis): “Prevenire recidive cancro seno fa bene a pazienti e Ssn”

10 Marzo 2026

Roma, 10 mar. (Adnkronos Salute) – Il ripresentarsi della malattia è “una delle principali preoccupazioni delle pazienti con tumore al seno Hr+/Her2- in fase precoce, cioè con una malattia ancora potenzialmente guaribile, ad alto rischio di recidiva. Intervenire precocemente in questa fase rappresenta un investimento sia per le pazienti sia per il sistema sanitario nel suo complesso, perché ridurre le recidive significa diminuire eventi ad alto impatto clinico, economico e sociale”. Lo ha detto Roberta Rondena, Country Value & Access Head, Novartis Italia, commentando il via libera alla rimborsabilità di ribociclib, in associazione alla terapia endocrina (Et) con inibitori dell’aromatasi, per il trattamento adiuvante di pazienti con cancro al seno in fase iniziale positivo per i recettori ormonali e negativo per il recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano.

“Trasformare rapidamente l’innovazione in accesso al trattamento può fare la differenza per le pazienti e per il sistema sanitario – sottolinea Rondena – Proprio per valutare questo impatto, Novartis ha realizzato, insieme al Cergas dell’università Bocconi di Milano, un’analisi di costo-beneficio. Lo studio dimostra che intervenire precocemente con questa terapia, nelle fasi iniziali di malattia, rappresenta un vero investimento: a fronte di un costo iniziale, i benefici derivanti dalla riduzione delle recidive compensano ampiamente la spesa, generando vantaggi sia per le pazienti sia per l’intero sistema, grazie alla diminuzione delle perdite di produttività e dei costi sociali associati alla malattia”.

La farmaceutica “è impegnata nel tumore al seno da oltre trent’anni con l’obiettivo di migliorare l’aspettativa e la qualità di vita delle donne che ne sono colpite – spiega Rondena – Questo impegno si fonda su tre direttrici principali. La prima è la ricerca e sviluppo di nuove terapie in grado di modificare la storia naturale della malattia. La seconda riguarda l’accesso alle cure, perché l’innovazione ha valore solo se riesce a raggiungere concretamente le pazienti che ne hanno bisogno. Per questo l’azienda collabora con le autorità regolatorie in un dialogo costruttivo, basato sulle evidenze scientifiche e su una visione condivisa della sostenibilità, con l’obiettivo di garantire che le nuove terapie arrivino alle pazienti in modo tempestivo, appropriato ed equo, senza disuguaglianze territoriali. La terza direttrice riguarda l’impegno per migliorare i percorsi di presa in carico delle pazienti. Innovare – osserva Rondena – significa infatti collaborare con tutti gli attori dell’ecosistema sanitario affinché i modelli assistenziali possano evolvere verso forme più efficaci ed efficienti, sempre più costruite attorno ai bisogni delle persone. In questo modo l’innovazione farmacologica può esprimere pienamente il proprio valore”. Si tratta di “un valore – conclude – che emerge nel tempo, ma che richiede decisioni tempestive oggi: nel tumore al seno il tempo è una variabile decisiva”.

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