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Sanità: Time, 3 italiani all’estero tra persone più influenti del settore

3 Maggio 2024

Milano, 3 mag. (Adnkronos Salute) – Ci sono anche 3 cervelli italiani all’estero, due donne e un uomo – in forze in strutture sanitarie e centri di ricerca, in prima linea nelle emergenze – fra i 100 personaggi più influenti del settore salute, selezionati dalla rivista ‘Time’ per il 2024. Paolo De Coppi, Francesca Dominici, Carlotta Pianigiani: un chirurgo pediatrico che con i suoi studi ha aperto la strada alla ‘coltivazione’ di organoidi da cellule del liquido amniotico; una biostatistica che ha sfondato il tetto di cristallo ad Harvard e usa la matematica per ‘inchiodare’ lo smog ai danni che provoca sulla salute umana; un’esperta sul campo, in prima linea ad Haiti e in tante crisi ed emergenze, con la sua ‘assistenza mobile’.

Volti del Belpaese, biglietto da visita dell’Italia nel mondo. De Coppi (il suo nome compare nel gruppo degli innovatori) ha acceso una luce su un regno che resta ‘segreto’, nonostante i tanti progressi della biologia: il mondo intrauterino di un feto in via di sviluppo. Gli ultrasuoni e i test genetici possono rivelare alcune parti di questo universo, ma i medici – si legge sul Time – hanno ancora difficoltà a capire esattamente tanti passaggi di come si sta sviluppando un feto e a riconoscere quando le cose non stanno procedendo come previsto. De Coppi, chirurgo pediatrico del Great Ormond Street Hospital di Londra, ha una missione: ripara malformazioni congenite trovando modi per fornire al feto le cellule giuste per far crescere tessuti o organi mancanti. Per farlo, nel 2024, lui e il suo team guidato da Mattia Gerli, hanno esplorato modi per prelevare cellule dal liquido amniotico e far crescere organoidi – repliche di tipi specifici di tessuti – che imitano le cellule polmonari, intestinali e renali del feto. È la prima volta che questo tipo di organoidi vengono creati dal liquido amniotico. Il loro primo utilizzo potrebbe essere per una rara malattia a causa della quale i bambini nascono con polmoni non sviluppati.

In utero è difficile prevedere quanto grave sarà questa patologia e quindi determinare quali casi necessitano di un intervento chirurgico fetale invasivo e rischioso e quali no. Un organoide, costruito a partire dal liquido amniotico prelevato in qualsiasi momento dopo la 16a settimana di gravidanza, potrebbe permettere di simulare la patologia e fornire a chirurghi come De Coppi informazioni cruciali su quali feti potrebbero trarre beneficio dall’intervento. Lui e il suo team stanno testando l’approccio e sperano di arrivare a condurre studi sugli esseri umani. “Un sistema organoide apre completamente un nuovo modo di guardare alla diagnosi prenatale del feto”, osserva De Coppi. “E si spera che in futuro si aprano anche nuove strade per il trattamento”.

Francesca Dominici è nella lista dei ‘catalizzatori’. La scienziata al top negli Usa, professoressa di biostatistica alla Harvard School of Public Health svela con i suoi calcoli legami nascosti con un mondo invisibile. Non vedremo mai una particella che misura 2,5 micrometri di diametro. Si tratta solo di 2 milionesimi e mezzo di metro. Ma le cosiddette PM2, pur imperscrutabili dai nostri occhi, sono qualcosa a cui urge prestare attenzione. Sono praticamente ovunque, prodotti all’aria aperta dagli scarichi dei veicoli, dalle centrali elettriche, da incendi e altro, e all’interno da fonti come il fumo, la cottura alla griglia o la frittura di cibi, il fumo dei caminetti. Queste polveri sottilissime sono abbastanza piccole da penetrare nel tessuto polmonare e sono collegate a malattie cardiache, asma, basso peso alla nascita e altri mali, ricorda il Time nel capitoletto dedicato alla ricercatrice.

I bambini, gli anziani, le donne incinte e le persone economicamente svantaggiate, le cui comunità spesso sperimentano livelli elevati di inquinamento atmosferico, sono particolarmente suscettibili alle PM2,5. Dominici mira a contribuire a risolvere questo problema. E’ “leader nel collegare l’inquinamento da PM2,5 al rischio di morte prematura, soprattutto tra gli anziani e le persone affette da Covid”, evidenzia la rivista. A febbraio, l’Environmental Protection Agency (Epa) degli Stati Uniti ha avviato un giro di vite riducendo le concentrazioni consentite di queste particelle. “Sebbene sia impossibile identificare un particolare studio o ricercatore il cui lavoro sia stato singolarmente utile – ha evidenziato un portavoce dell’ente – l’Epa apprezza il lavoro innovativo di Francesca Dominici, che ha condotto studi, indagando sul legame tra i livelli” di queste polveri sottili “e gli effetti negativi sulla salute”.

“Abbassare da 12 a 9 (microgrammi)” le loro concentrazioni “significa respirare aria più pulita per tutti. È un’enorme vittoria per la salute pubblica”, ha osservato la scienziata italiana.

Il viaggio in compagnia degli italiani più influenti del settore salute fa infine tappa ad Haiti, dove una violenta rivolta ad Haiti, esacerbata dalle dimissioni del primo ministro Ariel Henry a marzo, ha provocato centinaia di migliaia di sfollati, causato carenze di approvvigionamenti e costretto a chiusure diffuse di scuole e ospedali. “L’accesso all’assistenza sanitaria di base è un incubo in questo momento”, ha testimoniato Carlotta Pianigiani, coordinatrice dell’emergenza per l’organizzazione umanitaria Alima, che lavora sul campo per fornire assistenza nelle zone di crisi. “L’acqua potabile è un problema, l’accesso al cibo è un problema e la libertà di movimento è un problema a causa dei continui attacchi”.

Pianigiani guida gli sforzi di una squadra ad Haiti dal 2023, quest’anno l’impegno è stato per l’allestimento di cliniche mobili. L’équipe si occupa di circa 50 persone al giorno, fornendo assistenza primaria e psicologica essenziale alle persone che sono rimaste senza studio medico o ospedale locale di riferimento, perché queste strutture sono state costrette a chiudere. A causa delle continue minacce alla sicurezza e della situazione politica instabile, il team deve essere pronto a modificare i propri piani in qualsiasi momento, e questo rendendo la ‘configurazione mobile’ della loro assistenza particolarmente utile. “Da un giorno all’altro metà dei siti potrebbero chiudere perché le persone sono costrette ad andarsene, quindi dobbiamo adattarci costantemente”, dice Pianigiani.

Il sostegno di Alima è stato fondamentale nel Paese che si sta ancora riprendendo dal catastrofico terremoto di magnitudo 7.0 del 2010 e da una recente epidemia di colera. “Non disponiamo di molte risorse e le sfide sono enormi, ma essere in grado di curare le persone, anche in piccoli modi, come consentire a una madre di accedere ai farmaci per suo figlio o aiutare un bambino a ricordare come sorridere, è così importante e significativo”, racconta l’esperta italiana. “Le persone – conclude – sono ciò che ti fa andare avanti”.

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