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Vultaggio (Careggi): “Bene monoclonali per poliposi nasale e asma severa”

29 Maggio 2026

Roma, 29 mag. (Adnkronos Salute) – “Abbiamo recentemente pubblicato uno studio su pazienti con asma severa o eosinofilica associata a poliposi nasale, valutando l’impatto del trattamento con anticorpi monoclonali anti‑interleuchina‑5 sulle caratteristiche istologiche delle alte vie aeree. L’analisi ha evidenziato una riduzione della quota di eosinofili infiammatori, cioè di quelle cellule attivate coinvolte direttamente nel danno tissutale”. Lo ha detto Alessandra Vultaggio, professoressa di Allergologia e immunologia clinica dell’Aou Careggi di Firenze, in occasione del congresso nazionale della Società italiana di otorinolaringologia e chirurgia cervico‑facciale (SIOeChCf), in corso a Roma fino al 30 maggio.

“E’ emerso chiaramente – ha spiegato – che quanto più si riesce a incidere su queste cellule, tanto migliore è l’esito clinico in termini di poliposi nasale, come indicato dai principali score di severità della malattia”. L’esperta sottolinea inoltre l’importanza di considerare asma e poliposi nasale come manifestazioni di un unico processo patologico: “Si tratta di una condizione che coinvolge sia le alte sia le basse vie aeree. Pur con alcune differenze locali, i meccanismi infiammatori sono condivisi e questo ha implicazioni rilevanti anche sul piano terapeutico, rendendo strategico disporre di trattamenti attivi su entrambi i distretti”.

Sul fronte dell’approccio clinico, Vultaggio richiama il ruolo della personalizzazione delle cure: “Non siamo ancora in una piena medicina di precisione, ma disporre di più opzioni terapeutiche impone criteri di selezione rigorosi per identificare il paziente giusto al momento giusto e intervenire precocemente sui meccanismi patogenetici. Essendo patologie croniche caratterizzate da possibile rimodellamento dei tessuti, un trattamento tempestivo può contribuire a prevenire esiti irreversibili”. Attenzione anche ai bisogni ancora insoddisfatti: “I pazienti con poliposi nasale presentano frequentemente recidive anche dopo interventi chirurgici. L’accesso alle terapie biologiche può variare nel percorso di cura ed è quindi fondamentale un approccio multidisciplinare, con il coinvolgimento di allergologo, immunologo, pneumologo e otorinolaringoiatra, per definire la strategia più appropriata nelle diverse fasi della malattia”, ha concluso.

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