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Elettricità Futura: “Dalla Russia importiamo anche il carbone. La soluzione? Rinnovabili”

Marzo 1, 2022

Roma, 1 mar. – (Adnkronos) – “Nel suo discorso odierno in Senato, il Presidente del Consiglio Mario Draghi è tornato a sottolineare l’urgenza di puntare sulle rinnovabili e investire nello sviluppo del biometano, continuando a semplificare le procedure burocratiche, unico e vero ostacolo alla loro diffusione. Concordo pienamente con il Premier, dobbiamo essere energeticamente più indipendenti, è vero, ne va della nostra libertà non solo della nostra prosperità! E’ un momento complicatissimo e a fronte del rischio dell’interruzione delle forniture di gas dalla Russia non è possibile escludere nessuna soluzione. Va però ricordato che l’unico modo di aumentare la sicurezza energetica dell’Italia è valorizzare al massimo i nostri asset nazionali. Anche il carbone, come il gas, viene importato per il 40% dalla Russia”. Così all’AdnKronos il presidente di Elettricità Futura, Agostino Re Rebaudengo.

E se è vero che l’Italia è povera di fossili, è anche vero che è ricca di risorse energetiche rinnovabili “che sono anche le energie che costano meno – sottolinea Re Rebaudengo – Già quest’anno i produttori rinnovabili hanno stipulato con il Gse contratti per 20 anni a 65 €/MWh, un quarto rispetto al prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica di gennaio 2022 pari a 225 €/MWh. Venerdì scorso alla Conferenza Stampa di Elettricità Futura ho condiviso una proposta per risolvere in modo strutturale la grave emergenza energetica e ridurre drasticamente il costo della bolletta elettrica. Per aumentare l’indipendenza dalle importazioni di gas dalla Russia, ho chiesto al Governo e alle Regioni di autorizzare entro giugno di quest’anno 60 GW di nuovi impianti rinnovabili”.

Per il presidente di Elettricità Futura “abbiamo la capacità e le tecnologie per installare nei prossimi tre anni 60 GW di nuovi impianti rinnovabili che farebbero risparmiare il 20% del gas importato (15 miliardi di metri cubi), oltre 7 volte rispetto a quanto si potrebbe ottenere con l’aumento dell’estrazione di gas nazionale. Quello che manca per raggiungere l’obiettivo 60 nuovi GW di rinnovabili, come ha detto Mario Draghi, sono la autorizzazioni per i nuovi impianti. Da anni in Italia le rinnovabili sono bloccate, mediamente ci vogliono 7 anni per autorizzare un impianto, mentre per legge non dovremmo attendere più di un solo anno!”.

Per questa ragione, “chiediamo un’azione straordinaria di semplificazione della burocrazia per autorizzare 60 GW di nuovi impianti rinnovabili. Il settore elettrico è pronto a investire 85 miliardi di euro nei prossimi 3 anni per installare 60 GW di nuovi impianti rinnovabili e creare 80.000 nuovi posti di lavoro, dando un grande slancio all’economia italiana. Elettricità Futura è pronta a lavorare con il Governo per individuare le misure straordinarie per l’obiettivo 60 GW di nuova capacità rinnovabile”.

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