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Senza l’energia di adesso non c’è futuro verde

Gennaio 7, 2022

L’ex Premier Conte ribadisce la linea del M5s: no al nucleare e al gas. Ma l’Italia dipende quasi totalmente da queste due fonti. Per cui è sacrosanto salvare il pianeta, ma prima bisognerebbe evitare il fallimento.
Se non si supera il presente non può esserci futuro. Un uomo politico che è stato presidente del Consiglio in Italia – Paese tra i più industrializzati del mondo – dovrebbe saperlo. E, nel caso lo scordasse, è dovere rammentarglielo. Questo proviamo a fare in queste righe con Giuseppe Conte.

Ieri l’ex inquilino di Palazzo Chigi e leader dei 5 Stelle, ha tuonato: «Lo abbiamo detto con chiarezza, lo abbiamo scritto da mesi nero su bianco: il nucleare e il gas non fanno parte di quel futuro di cambiamento, sostenibilità e tutela ambientale che va incentivato con i soldi dei cittadini, con il denaro pubblico». E ha aggiunto: «Il M5s, già ad agosto, ha depositato al Senato e poi alla Camera una mozione dell’intero gruppo per non includere gas e nucleare tra le attività considerate eco-compatibili e quindi da incentivare in base al regolamento Ue sulla tassonomia».

Conte, ma che dice? L’Italia importa circa il 15% della propria elettricità dal nucleare francese e per gran parte del resto va a gas, quasi tutto comprato da fuori. La politica populista da una parte grida allo scandalo del caro bollette e dall’altra parla di futuro senza tener conto della realtà. Salvare il pianeta dall’inquinamento è cosa buona e giusta ma per renderla concreta sarebbe il caso di evitare, da qui al 2050, il fallimento. La Germania, governata anche dai Verdi, ci sta ragionando. Ma non serve guardare all’estero, basterebbe ricordarsi d’un vecchio proverbio dell’Italia contadina: «Alla gallina ingorda solitamente schianta il gozzo».

di Aldo Smilzo

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