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Lactalis in Italia punta sull’autosufficienza energetica

Febbraio 17, 2022

Roma, 17 feb. – (Adnkronos) – Lactalis in Italia, con le sue aziende Galbani, Parmalat, Nuova Castelli, ha scelto di intraprendere un vasto piano di efficientamento energetico per assicurare un percorso di transizione ecologica e garantire il raggiungimento di obiettivi di sostenibilità. Tre esempi fra tutti nel 2021: la fabbrica simbolo di Parmalat a Collecchio (Parma) ha raggiunto un’autosufficienza energetica del 94%, mentre gli impianti Galbani di Corteolona (Pavia) e Casale Cremasco (Cremona) rispettivamente del 90% e del 92%, con conseguenti benefici anche in termini di riduzione di emissioni di CO2.

“Sviluppiamo il nostro modello di business orientandolo a una sempre crescente attenzione all’ambiente, convogliando importanti investimenti verso la transizione ecologica ed energetica, come dimostrano gli ottimi dati sulla nostra capacità di autoprodurre energia – afferma Giovanni Pomella, general manager di Lactalis in Italia – Nonostante questo, la difficile congiuntura legata all’aumento dei costi dei fattori produttivi che stiamo vivendo rischia di limitare le risorse che vogliamo destinare in innovazione e sviluppo per perseguire gli obiettivi di sostenibilità SDGs dell’Agenda 2030. Come leader del settore lattiero-caseario italiano, ci impegniamo per guidare l’evoluzione della filiera del latte anche in termini di sostenibilità, ma il contesto attuale rischia di compromettere i grandi sforzi che stiamo realizzando, mettendo in forte sofferenza l’equilibrio economico della filiera”.

A permettere il miglioramento delle prestazioni sono tecnologie come i cogeneratori e i trigeneratori, che funzionano attraverso turbine e motori alimentati a gas naturale in grado di garantire un elevato livello/percentuale di autoproduzione di energia elettrica e parte del fabbisogno di energia termica.

Analizzando le performance di alcuni stabilimenti di Parmalat: nel 2021 la produzione lorda di energia elettrica da cogenerazione nell’impianto di Collecchio è stata di oltre 44 milioni di kWh, equivalente a quanto possono consumare oltre 34 mila famiglie (da 4 persone per nucleo) in un anno, a cui si aggiungono ulteriori 283 mila kWh tramite fotovoltaico; l’impianto di cogenerazione della fabbrica di Centrale del Latte di Roma ha prodotto 10 milioni di kWh, pari a circa il 67% del fabbisogno energetico dello stabilimento; a Zevio (Verona), infine, la produzione di energia lorda di energia tramite cogeneratore è stata di 13 milioni di kWh, pari a circa l’82% del fabbisogno della fabbrica.

Per quanto riguarda Galbani, invece, l’autoproduzione di tutti gli stabilimenti ammonta in media all’88%, con impianti di cogenerazione a gas naturale e biogas autoprodotto dalla digestione anaerobica delle acque reflue. In particolare, nell’impianto di Corteolona (Pavia), l’autoproduzione di energia elettrica è stata di oltre 54,5 milioni di kWh, mentre in quello di Casale Cremasco (Cremona) l’installazione della terza unità di cogenerazione ha permesso di rendere la fabbrica autosufficiente al 92%.

Accanto a questo, si sono accompagnati negli anni ulteriori interventi strutturali come l’installazione di caldaie ad alta efficienza e la sostituzione delle apparecchiature nei sistemi di refrigerazione presso gli stabilimenti di Corteolona, Certosa e Casale Cremasco, che hanno portato ad un risparmio nel gas naturale con impatti di riduzione delle emissioni ed hanno permesso di ridurre i consumi elettrici del 25%.

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