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La mascherina ci consente di ‘guardare’ oltre la bellezza

L’uso della mascherina non è solo uno svantaggio.

La bellezza ha il privilegio di essere, essere e basta. Non richiede introspezioni né tempo o fatica, e anzi procura piacere. Un’ottima combinazione questa, fin troppo allettante per l’uomo che, colpito nel suo tallone d’Achille, si lascia così adescare e abbindolare dal bello.

Essere belli, avere un aspetto piacevole, è un po’ come giocare il jolly prima ancora di aver cominciato la partita a carte: una garanzia di vantaggio. Se dunque occorre rinunciare a minimizzare l’importanza e il valore della bellezza, ad oggi il trionfo di quest’ultima sembra vacillare e il fascino del bello si sgretola colto da un inaspettato terremoto: il jolly scompare e si gioca ad armi pari.

Dove trova posto la bellezza in mezzo a volti nascosti e resi quasi irriconoscibili da impenetrabili mascherine chirurgiche? La pandemia ha messo in discussione le prerogative della bellezza esteriore, lasciando precipitare alcune tra le più incrollabili certezze umane: siamo costretti ad abbandonare quei criteri estetici che, attraverso accurate selezioni preliminari, ci consentivano di scegliere con chi e come relazionarci.

Ma è questo necessariamente uno svantaggio? Se risulta indiscutibile affermare che a volto scoperto il successo di una persona potesse dipendere esclusivamente dalla sua bellezza, allora apparirà rivoluzionario ritenere che forse non avere accesso immediato all’esteriorità del singolo ci sta dando l’opportunità di ‘guardare’ oltre essa, rivalutando tutte quelle caratteristiche interiori, la cui esistenza rischiava di sfumare dietro l’immediata apparenza di un sorriso poco gradevole o di un naso eccessivamente tondeggiante.

Quindi, invece che limitarci a puntualizzare ciò che le mascherine impediscono di vedere, potremmo spingerci alla ricerca di ciò che invece ci danno la possibilità di cogliere. E chissà, magari una semplice mascherina sul volto della bellissima Elena avrebbe spinto Paride ad approfondire meglio la questione prima discatenare la guerra di Troia.

 

di Anna Bai

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