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title: Ascoltando le Olimpiadi
description: "Dalle Olimpiadi di Tokyo 2020 l'Italia supera i record precedenti con 40 medaglie. Il successo dato da sacrifici ed impegno."
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date: 2021-08-10
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Una selezione di articoli de La Ragione in edicola]
tags: [Italia, Olimpiadi, sport]
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# Ascoltando le Olimpiadi

![Ascoltando le Olimpiadi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/08/Olimpiadi.png)

## Concluse le Olimpiadi di Tokyo 2020 si tirano le somme di un'Italia che supera i record passati raggiungendo 4o medaglie: 10 oro, 10 argento e 20 bronzo. L'Unione europea con 83 ori.

L'Italia che a Tokyo ci ha fatto sognare, commuovere, urlare di incredulità è **un’Italia che non merita etichette**. Anche con le migliori intenzioni, definirla nuova, diversa, multietnica o in chissà quale altro modo significa volere a tutti costi cercare un vestito ‘politico’ da infilarle a forza. **Successi e record azzurri sono il frutto esclusivo del sacrificio, delle rinunce, del lavoro e di una programmazione puntuale e severa**. Se vogliamo scovare a tutti i costi una diversità, è con il Paese dell’assistenzialismo senza fine.

C’è una voragine fra questa Italia cupa e arrendevole e quella ammirata ai Giochi. Per primeggiare a livello mondiale, del resto, non esistono scorciatoie. Lo sosteniamo da tempo e le 40 medaglie in terra nipponica ne sono una fragorosa conferma: **il Paese che accetta la competizione e la consapevolezza di un’asticella sempre più alta è l’Italia che vince**. Gimbo Tamberi ne è un’immagine straordinaria, con l’infortunio trasformato in trampolino per il risultato di una vita. [Marcell Jacobs ha fatto la storia](https://laragione.eu/evidenza/tokyo2020-oro-jacobs-e-tamberi/): discutere pensosamente di quanto l’Italia sia multietnica, sull’onda della sua volata nei 100, spalanca solo il baratro delle polemiche. L’Italia di Tokyo 2020, non appaia un’eresia, è erede dell’Italia del Piave: un Paese allora dei mille dialetti e campanili, che non riuscivano neppure a intendersi in trincea.

Eppure quell’Italia, certo non multietnica ma dalle diversissime origini, seppe farsi Nazione e trovare energie insperate. Il Paese di oggi – grazie al cielo non chiamato a imbracciare il moschetto – mantiene tante delle diversità e distanze di allora, aggiungendone sempre di nuove e arricchenti. In più, certo, i differenti colori della pelle, motivo di polemica solo per chi non ha l’onestà intellettuale di vedere in queste ragazze e ragazzi semplicemente dei meravigliosi italiani. Lo sono negli accenti, dialetti, passioni e tic.

Non inquiniamo questa bellezza con discussioni da avanspettacolo. A Tokyo, intanto, gli Stati Uniti sono riusciti in extremis a tener dietro la Cina (39 ori a 38). Tirando le somme, però, a vincere è un’entità che alle Olimpiadi non si vede: **l’Unione europea con 83 ori**. Sia chiaro, nessuno di noi – italiani, francesi, spagnoli o tedeschi – vorrebbe mai rinunciare al campanile dello sport, però non famale ricordare che l’Unione non è solo un gigante economico, potenzialmente politico se lo volesse, ma anche un colosso dello sport. Che Ue e Usa, poi, si piazzino davanti a tutti ci ricorda anche che i regimi dispotici possono provare da sempre a rendere lo sport mezzo di propaganda, ma alla lunga finiscono per perdere la sfida con le democrazie. Capitò all’Urss e alla Repubblica democratica tedesca nell’epoca del doping di Stato, capita oggi alla Cina. Nonostante il miliardo e quattrocento milioni di esseri umani da buttare nella mischia, quasi il doppio di Stati Uniti e Unione messi insieme. Orgoglio nell’orgoglio, dopo la Brexit, il Paese dell’Unione ad aver sommato più podi è proprio l’Italia, per una volta vero e felice contributore netto delle fortune europee.

 

di *Fulvio Giuliani*
