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title: Storia del fuoriclasse che giocò sempre e solo per sé stesso
description: È fragoroso il silenzio con cui Cristiano Ronaldo lascia la Juventus per il Manchester United. Ancora una volta, in una fredda indifferenza.
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date: 2021-08-29
modified: 2021-08-28
author: Contributor esterno
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tags: [calcio, sport]
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# Storia del fuoriclasse che giocò sempre e solo per sé stesso

![Cristiano Ronaldo Manchester United](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/08/Immagine-in-evidenza-15.png)

È fragoroso il silenzio con cui Cristiano Ronaldo lascia la Juventus per il Manchester United. Ancora una volta, il club è in secondo piano, CR7 è un brand che gioca per sé stesso.

La storia fra Cristiano Ronaldo e la Juventus arriva ai titoli di coda, in un misto di scontata indifferenza e film già visto. Del resto, gli addii di CR7 sono sempre un po’ così, anticipati da mal di pancia tattici e poi freddamente comunicati alla società e all’ambiente: «Me ne vado, grazie e arrivederci».

Ronaldo è il paradigma del fuoriclasse di oggi, molto più un’azienda che un calciatore, per quanto forte e decisivo. Le cifre, nel suo caso, sono allo stesso tempo impressionanti e del tutto incapaci di descriverne il fenomeno. Quanto a numero di goal segnati, spaventose medie realizzative, trofei vinti e collezione di campionati e coppe, parliamo di uno dei più grandi di sempre. Se non del più grande in assoluto.

Eppure, nessuno si sognerebbe di accostare Cristiano Ronaldo a Diego Armando Maradona o Pelé. Ma neanche a George Best, Alfredo Di Stefano, Puskás, Joan Cruijff, Roberto Baggio. Tutta gente rimasta lontanissima dai suoi record personali. Il punto è che il portoghese è un brand, costruito con lucida e ammirevole caparbietà e una professionalità che rasenta la maniacalità.

Detto ciò, **ossessivamente concentrato sempre e solo su sé stesso**. Nel mondo di Cristiano Ronaldo c’è spazio solo per Cristiano Ronaldo e le squadre sono un inevitabile dettaglio. Un fuoriclasse che sarebbe stato perfetto per giocare a tennis, psicologicamente parlando.

Non vi tedieremo ricordando il rapporto fra Maradona e Napoli, ma provate a chiedere a un tifoso del Manchester United, non conta che abbia i capelli bianchi o sia un millennial, di George Best. Guardate come si accendono i suoi occhi, ancora oggi. Roberto Baggio è finito in una canzone, al fianco di Ayrton Senna e potremmo andare avanti così all’infinito. CR7 è perfetto per pubblicizzare qualsiasi cosa, **purché non sia necessario trasferire un’emozione**. Non è una colpa, è una scelta.

Enrico Mattei, nei suoi anni ruggenti, amava ripetere che per lui i partiti politici erano null’altro che dei taxi, dai quali salire e scendere per pura utilità. Ronaldo non avrà probabilmente mai neppure sentito nominare il fondatore dell’Eni, ma con i club si comporta allo stesso modo: si scende dalla Juve, si sale a Manchester, solo perché a Parigi c’è il sold out e lì un’altra proprietà araba senza limiti di spesa (parleremo presto di questo mondo, nel mondo del calcio, ndr.) e una americana desiderosa di non perdere altro terreno nel derby. Un taxi via l’altro, con i tifosi della Juve sullo sfondo, **indistinti e poco considerati dalla superstar**, ma anche ben poco addolorati da un addio scontato.

Del resto, era stato preso per la Champions e la Champions non è arrivata. Nessun dubbio su un’ultima valanga di goal, in maglia red devils, di questo incredibile atleta. Capace di trascorrere una lunghissima e fenomenale carriera, **senza far mai ricordare il suono della sua voce**.

di *Diego de la Vega*
