---
title: Dragofobia
description: La sua figura di Mario Draghi risulta a molti sempre più ingombrante. Il problema però sono i partiti che non sanno più fare proposte.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/08/Dragofobia-Mario-Draghi.png
date: 2021-08-01
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/archivio/il-meglio-de-la-ragione-in-edicola/dragofobia/
categories: [Una selezione di articoli de La Ragione in edicola]
tags: [Draghi, Italia]
---

# Dragofobia

![Dragofobia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/08/Dragofobia-Mario-Draghi.png)

Mario Draghi lascia il segno ovunque va, e anche al governo lo sta facendo. La sua figura però risulta a molti sempre più ingombrante. Il problema non è il Premier, che sta svolgendo il suo lavoro, bensì i partiti che non sanno più fare proposte, governare e fare opposizione.

Sempre più ingombrante. Dopo il **faticoso compromesso raggiunto giovedì sulla giustizia**, **Mario Draghi** ha superato un altro ostacolo e compiuto un ulteriore, importante passo nella **sua manovra di governo**.

**Archiviato il rischio di impasse**, che avrebbe fatto traballare l’esecutivo stesso, ha potuto rilanciare, fissando per l’autunno **due snodi delicatissimi**: **fisco** e **concorrenza**.

Pur ostentando tutta l’indifferenza di questo mondo, però, non potrà essergli sfuggito il fastidio a livelli di guardia – **il peso**, se preferite un termine meno impegnativo – **che i partiti provano nei suoi confronti**. Non parliamo solo del Movimento Cinque Stelle, che per alcune ore ha tenuto lo stesso governo in bilico, o della Lega del bacchettato Salvini ma di tutte le formazioni e dei rispettivi leader. Egualmente spiazzati da un **attivismo** e da uno **stile** che non riconoscono e vivono come un’usurpazione.

Ed è proprio qui che il discorso si fa delicato: **i partiti percepiscono la diversità di Draghi come attivismo fine a sé stesso o addirittura prevaricatore** perché del tutto estraneo alla loro natura dilatoria. Senza eccezioni, **gli ultimi lustri di (mancato) governo** sono stati un **continuo rinvio** o al massimo un’**affannosa ricerca di concessioni reciproche**.

Il problema non è ragionare sull’attrazione per il caos del semestre bianco, con i partiti al riparo dal rischio dello scioglimento delle Camere, ma più in generale sulla **loro capacità di tornare a fare il proprio mestiere**: **governare** e **fare opposizione**. Il che comporta [proporre, prendere decisioni e assumersi rischi](https://laragione.eu/evidenza/i-partiti-non-sanno-piu-proporre/). Il tutto in tempi compatibili con le esigenze del Paese.

Non affascinano i dibattiti di scuola su governi militari o altro, ma sappiamo che una democrazia non può funzionare con i partiti ossessionati dai sondaggi, i leader dai social e il Parlamento immobilizzato dal terrore delle impossibili ricandidature.

**Il problema non è Mario Draghi**, che sta semplicemente facendo il lavoro per cui è stato chiamato dal presidente della Repubblica e su cui ha avuto la fiducia dei due rami del Parlamento. **Il problema sono proprio loro**, impegnati in uno sfibrante confronto tattico, utile solo a mascherarne l’immobilismo.

**L’occasione offerta dal governo Draghi è storica anche per i partiti e i loro vertici**, purché abbiano la forza e la volontà di un severo esame di coscienza.

Abbiamo passato vent’anni a imputare a Silvio Berlusconi la personalizzazione della politica per poi trovarci con una schiera di epigoni ancora più ossessionati dal culto della personalità, con l’aggravante di una sterilità di idee e proposte ormai patologica.

 

di *Fulvio Giuliani*
