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title: Giovani fuori
description: In Italia i giovani scarseggiano e scarseggiano i posti di lavoro per i giovani. Tutto questo accade anche per il fin troppo assistenzialismo.
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date: 2021-08-05
author: Davide Giacalone
url: https://laragione.eu/archivio/il-meglio-de-la-ragione-in-edicola/giovani-fuori/
categories: [Una selezione di articoli de La Ragione in edicola]
tags: [giovani, Italia]
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# Giovani fuori

![Giovani fuori](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/08/Giovani-fuori.png)

Ci sono dati che sembrano un paradosso ma che non lo sono affatto: in Italia i giovani scarseggiano e al contempo scarseggiano anche i posti di lavoro per i giovani. Tutto questo accade anche a causa del fin troppo assistenzialismo del nostro Paese.

Nelle cifre sembra esserci un **paradosso**, in realtà ci sono sia la descrizione del male che la necessaria terapia.

Il guaio è che ciascuno, a secondo della **convenienza**, guarda una sola cosa, accampandoci sopra la propria insulsa geremiade. Vediamo le cifre all’apparenza paradossali. **I giovani scarseggiano** a causa dell’andamento demografico, al tempo stesso **scarseggiano i posti di lavoro per i giovani**.

**Rispetto alla Germania abbiamo il triplo dei giovani nullafacenti** (dato Eurostat), al tempo stesso in 345mila, negli ultimi dieci anni, sono andati all’estero perché qui non trovavano granché da fare. Abbiamo la **disoccupazione giovanile altissima** – in dieci anni i giovani al lavoro sono diminuiti di 2 milioni e mezzo (dati Confcommercio) – ma **il settore dell’edilizia cerca 265mila lavoratori e non li trova**. Fuori da quel settore il numero è assai più alto.

Lasciamo perdere quelli che prendono uno di questi aspetti e ne traggono conclusioni infondate – lanciando slogan privi della benché minima conoscenza della realtà, come quelli che reclamano paghe quadruple per giustificare il disturbo – ma come è possibile che questi dati convivano nella medesima realtà? È possibile perché scontano un **disastro formativo e informativo**, reso immodificabile dal crescere della spesa pubblica che lo finanzia.

Puntiamo tutti i soldi sull’antidolorifico, lasciando progredire la malattia, e quando il dolore cresce si chiede che aumenti la spesa per lenirlo, con il risultato che più quella cresce meno si affronta il male. Infine si crepa. I giovani diminuiscono non perché siamo troppo poveri per poterci permettere i figli, ma troppo ricchi per voler rinunciare a godercela. S**pendiamo più in cani che in bambini**. Posto che ciascuno fa quel che gli pare, che procreare non è un dovere e che i cani sono bellissimi: non prendiamoci in giro sul perché **flette la leva demografica**.

Contemporaneamente si parla sempre di **‘classi pollaio’ e giovani disoccupati**, ma se diminuiscono come fanno ad affollarsi? In classe non si affollano affatto e la media del rapporto alunni-insegnanti è inferiore a quella europea, salvo cattiva programmazione e casi di concentrazione urbana. **Al lavoro sarebbero assai richiesti**, se non fosse che sanno far poco e non son granché disposti a imparare, anche perché traggono più soldi dai sussidi per nulla fare o farlo in nero.

Inoltre **chi vuole lavorare** non trova centri che lo indirizzino verso chi cerca lavoratori, perché sono ottusamente regionali e diabolicamente burocratici. Utili solo ad avere la conferma del sussidio. Una follia costruita con meticolosa applicazione.

Tanti sono i giovani bravi che si danno da fare, naturalmente, ma **ci rimane il record del loro spreco**. Quelli che se ne vanno non raggiungono mete dove ci sono maggiori sussidi, pensioni più vicine e contratti più sicuri ma **l’esatto contrario**. Il che consente di avere un **mercato del lavoro elastico** e a loro di entrarci. Sanno che sulle prime saranno pagati poco, ma sanno che star dentro serve a crescere, anche di reddito.

Qui entri con contratti troppo onerosi per le imprese ma con salari bassi perché **impoveriti dal dover pagare tutti quelli che non lavorano**. E se poi cresci – superando il favoloso reddito di 25-30mila euro lordi l’anno – entri di diritto nel novero dei ricchi che, per ciò stesso, sono tenuti a finanziare gli altri. Taluni evasori, ma che ci vuoi fare.

Quei numeri, dunque, convivono perché **abbiamo storto e ritorto il mercato e diffuso overdosi di assistenzialismo**. Tutta roba che impoverisce e **mette in fuga i capaci**.

 

di *Davide Giacalone*
