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title: Non basta far cadere il tiranno per creare una società libera
description: "Bisogna rifuggire l'illusione che rimuovendo i tiranni si hanno società più libere e quello che sta accadendo in Afghanistan lo insegna."
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date: 2021-08-17
author: Contributor esterno
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tags: [giornalismo, società]
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# Non basta far cadere il tiranno per creare una società libera

![Non basta far cadere il tiranno per creare una società libera](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/08/kabul.png)

## Cosa ci insegna la caduta di Kabul.

La caduta di Kabul avrà conseguenze geo-politiche più gravi per l’Occidente della caduta di Saigon? Panebianco ricorda un articolo di **Samuel Huntington**, che nel **1993 anticipava il rischio di un asse cinese-islamico**, e invita al pessimismo al riguardo. Il costo politico della *débâcle* occidentale in Afghanistan non va certo sottovalutato: a vent’anni dall’intervento militare, e dopo aver speso centinaia di miliardi per tentare di creare uno Stato moderno in Afghanistan, la costruzione crolla come un castello di carte non appena si ritirano le truppe.

**L’Afghanistan si conferma ‘cimitero degli imperi’**. Finirono male i britannici due secoli fa, all’epoca signori dell’India e maggiore potenza globale; ebbero peggiore destino i russi, la cui avventura afghana finì nel secolo scorso per accelerare il crollo del loro impero, e son usciti male gli americani in questo secolo.

**I contatti fra la Cina e i talebani devono preoccupare**? Certamente la questione va seguita con attenzione, ma anche *cum grano salis*. Il problema, a mio parere, non sta nel fatto che i cinesi, che hanno un confine diretto con l’Afghanistan, aprano un dialogo con i vincitori, ma nella **riflessione che il fallimento della lunga missione militare occidentale ci impone di fare**. Cinicamente, si potrebbe ricordare il vecchio proverbio sud-africano (*very politically incorrect*): «*You can take the negro out of the jungle, but you cannot take the jungle out of the negro*», per concludere che in Afghanistan era comunque ‘*mission impossible*’. E si può anche notare che un eventuale *flirt* tra Pechino e i talebani dovrebbe spingere l’India verso posizioni più filoccidentali, e che anche da Mosca un tango cinese con l’islamismo sarebbe guardato con sospetto.

Ma una riflessione seria su quel che è andato storto a Kabul non può essere evitata. Il primo passo consiste nel ricordare il monito di Colin Powell – «*If you break it, you own it*» – prima, e non dopo il lancio di invasioni militari. Il secondo passo consiste nel comprendere che le democrazie hanno interesse a restare reciprocamente solidali e disponibili a sostenere attivamente chi si batte per la libertà sotto regimi tirannici – come in Bielorussia, ad esempio – ma devono rifuggire dall’**illusione illuminista che una mera rimozione violenta dei tiranni può creare quasi magicamente società libere e rispettose delle libertà**. Sul lungo termine le idee restano più potenti dei cannoni, ma la strategia di cercare di imporle a cannonate non è evidentemente efficace.

di *Ottavio Lavaggi *

 
