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title: Postare pare più bello che ballare
description: Tramite i social sono stati documentati come le discoteche in Italia non abbiano rispettato alcune regole sulla sicurezza.
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date: 2021-08-31
author: Annalisa Grandi
url: https://laragione.eu/archivio/il-meglio-de-la-ragione-in-edicola/postare-pare-piu-bello-che-ballare/
categories: [Evidenza, Una selezione di articoli de La Ragione in edicola]
tags: [Italia, social media, società]
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# Postare pare più bello che ballare

![Postare pare più bello che ballare](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/08/ballare-2.png)

Tramite i social è stato possibile vedere, ben documentati, come le discoteche in Italia - da Nord  a Sud - abbiano violato le regole più elementari di prevenzione Covid.

Quell’irresistibile tentazione di dimostrare quanto ci si diverta, anche a prezzo di finire (giustamente) nei guai per violazione delle più elementari regole di prevenzione del Covid: **sono numerosi i casi di discoteche e locali notturni sanzionati perché facevano ballare le persone, assembrate e senza mascherine**. Violazioni che vanno da Nord a Sud, e quello che colpisce è come nella stragrande maggioranza dei casi a fornire un ***assist***** essenziale** alle forze dell’ordine siano stati **proprio quelli che a ballare ci sono andati**. E che sui ***social*** hanno puntualmente documentato le loro notti in barba ai divieti.

A Misano Adriatico un locale è stato chiuso nei giorni scorsi: c’erano 500 persone che ballavano senza mascherine. Ma lo stesso era accaduto in Puglia, a Taranto, e poi nel comasco e sul litorale romano. Non sorprende che non tutti siano ligi alle norme e c’era da immaginare che i gestori dei locali puntassero sulla stagione estiva per cercare almeno in minima parte di risollevare una situazione economica per molti diventata drammatica dopo un anno e mezzo di chiusure.

Quello che è singolare è come in molti casi **a svelare il segreto di Pulcinella siano stati proprio coloro che hanno scelto di ballare accalcati nonostante non si potesse**. Ma d’altronde si tratta dell’ennesima dimostrazione di come quello che conta ormai non sia più neanche tanto divertirsi, quanto il poterlo sbandierare. Neanche fosse tutta lì, in un video pubblicato sui *social*, la tanto rivendicata libertà di non adeguarsi alle regole.

di *Annalisa Grandi*
