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title: "La coerenza politica considerata un&#8217;inutile zavorra"
description: "Tarantella su reddito di cittadinanza, giustizia e immigrazione. L'incoerenza della politica italiana non devono pagarla gli italiani."
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date: 2021-09-01
author: Carlo Fusi
url: https://laragione.eu/archivio/il-meglio-de-la-ragione-in-edicola/reddito-di-cittadinanza/
categories: [Evidenza, Una selezione di articoli de La Ragione in edicola]
tags: [Italia, politica]
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# La coerenza politica considerata un&#8217;inutile zavorra

![reddito di cittadinanza](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/Immagine-in-evidenza-3.png)

Tarantella su reddito di cittadinanza, giustizia e immigrazione

Si ride per non piangere? Beh, diciamo che non si sa se è meglio l’uno o l’altro.

**L’infinita tarantella della politica italiana** offre un altro classico del suo repertorio: il disconoscimento di quello che ieri era un trofeo e adesso un disvalore da rivedere o addirittura rinnegare. È successo sulla giustizia con l’abolizione della prescrizione rivista grazie alla **riforma Cartabia**: la Lega l’aveva approvata, il Pd prima contestata e poi accolta.

Ora entrambi hanno ricambiato opinione: Salvini ha detto sì alla Guardasigilli e promosso referendum su altri temi giudiziari; i Democrat appoggiano l’improcedibilità ma solo dopo aver chiuso l’esperienza di governo con il MoVimento. Poi si è proseguito sui decreti immigrazione, varati *in pompa magna* dal governo gialloverde presieduto da Giuseppe Conte e adesso rigettati da Conte non più *premier*.

Adesso tocca all’altro vessillo – forse il più identitario – dell’iconografia grillina: **il reddito di cittadinanza**. Il Capitano (o ex, non è chiaro) leghista che a suo tempo lo votò chiede di cancellarlo; il Pd è d’accordo sul rivisitarlo per ‘migliorarlo’; Conte (sempre lui) lo difende a spada tratta però è f[avorevole a monitorarlo «per verificarne l’efficacia».](https://laragione.eu/il-meglio-de-la-ragione-in-edicola/superare-i-fallimenti-del-reddito-di-cittadinanza-e-dei-navigator/)

Una volta c’era Di Maio che gongolava per aver abolito la povertà: *vaste programme*, avrebbe detto con sarcasmo De Gaulle.

Che la **coerenza** non sia più considerata una virtù nell’agone politico nostrano è acclarato: meglio inseguire il consenso surfando sull’onda dei *like* sulle piattaforme digitali o inseguendo gli umori degli italiani attraverso i sondaggi.

Però forse qui si esagera.

**Il sostegno alla parte più debole della società**, alle famiglie che la pandemia ha ridotto in povertà, alle attività professionali azzerate dal *lockdown*, **è un dovere dello Stato** e un obbligo di solidarietà in qualunque comunità democratica. A patto che le risorse arrivino a chi ne ha effettivamente bisogno.

È fondamentale cioè che non vengano disperse, rese improduttive o alimentino aspettative che possono diventare distorsioni come accaduto per i *navigator*. Altrimenti, al di là delle perverse paradossalità di denaro che fluisce nelle tasche sbagliate, si precipita nel buco nero del ‘debito cattivo’ denunciato da Mario Draghi.

Mettiamola giù dura. Se la guerra è una cosa troppo seria per lasciarla fare ai generali, così sostenere chi versa in difficoltà è una cosa troppo importante per trattarla con secchiate di demagogia e *slogan* un tanto al chilo.

**C’è un Paese che soffre e merita attenzione e rispetto.

**Per tutto il resto… ci sono i manifesti 6x3 da affiggere dell’eterna campagna elettorale.

 

di* Carlo Fusi*
