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title: Nemmeno il mito resiste all’ingordigia
description: "Spencer Elden, l'allora bambino della copertina di Nevermind, fa causa ai Nirvana: \"I miei genitori non firmarono nessuna liberatoria\"."
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date: 2021-08-26
author: Contributor esterno
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tags: [musica]
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# Nemmeno il mito resiste all’ingordigia

![Spencer Elden](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/08/Immagine-in-evidenza-7-1.png)

Spencer Elden, l'allora bambino della copertina di Nevermind, **fa causa ai Nirvana**: "I miei genitori non firmarono nessuna liberatoria".

È una delle immagini più significative del rock e in generale della musica degli anni ‘90: la copertina dell’album ‘Nevermind’ dei Nirvana. Fu pubblicato nel 1991 e oggi fa notizia per una richiesta di risarcimento danni perlomeno sorprendente. Tanto per cominciare per l’identità del ricorrente, nientemeno che il meraviglioso pupo immortalato in copertina sott’acqua, mentre tende una manina verso un dollaro tenuto all’amo.

**Spencer Elden**, ormai divenuto adulto deve sentirsi molto furbo o aver incrociato sulle strade della California avvocati appena usciti da un film di Hollywood. Sostiene, infatti, di dover essere risarcito per lo sfruttamento sessuale subito con quella foto.

“I miei genitori **non firmarono alcuna liberatoria** all’epoca“, precisa il legale di Elden, che aggiunge di ritenere quell’immagine lesiva, perché fa apparire “il minore come una prostituta“, nell’atto di afferrare la banconota. Senza timore di far apparire vagamente pretestuosa la denuncia...

Contano i denari, **150.000 $, chiesti a ciascuno dei 15 imputati**. Fra loro, i membri sopravvissuti della band, Dave Grohl e Krist Novoselic, l’amministratore del patrimonio di Kurt Cobain, la sua ex moglie Courtney Love e naturalmente l’autore dello scatto, il fotografo Kirk Weddle.

Essere l’immagine dell’album-manifesto del movimento Grunge, per una breve stagione apparso il futuro possibile del rock, non deve essere bastato al buon Elden.

L’unico sollievo è che questa sceneggiata sia stata almeno risparmiata al povero Kurt Cobain.

di *Mery Gelmi*
