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title: A Kabul le donne votavano ed indossavano la minigonna
description: Femminismo e diritto di voto erano presenti a Kabul già dal 1919, grazie al re riformatore Amanullah e alla moglie Soraya Tarzi.
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date: 2021-09-19
modified: 2021-09-18
author: Anna Mahjar Barducci
url: https://laragione.eu/esteri/a-kabul-le-donne-votavano-ed-indossavano-la-minigonna/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, politica, società]
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# A Kabul le donne votavano ed indossavano la minigonna

![A Kabul le donne votavano ed indossavano la minigonna](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/09/soraya-2-sito.png)

C'è stato un tempo in cui l'Afghanistan ha sposato la cultura occidentale e dato maggiore importanza al ruolo della donna.

Gerusalemme – S**ono in molti a pensare che i talebani rappresentino l'Afghanistan, asserendo che la cultura occidentale sia estranea a questo Paese dell’Asia meridionale**. **La storia però ci dimostra una realtà ben diversa**. Nel **1919**, dopo la sconfitta dei britannici, **l’Afghanistan diventa indipendente sotto la guida del re riformatore Amanullah**. Questi, ispirato da Ataturk, inizia una serie di riforme liberali per modernizzare il Paese. **Pertanto, già nel 1919, un anno prima del suffragio universale negli Stati Uniti, decide di garantire alle donne afghane il diritto al voto**. Non solo. Nei suoi soli dieci anni di regno, Amanullah **abolisce la poligamia, i matrimoni con spose bambine e impone gli abiti occidentali a tutti coloro che lavorano nei luoghi pubblici**. Il motto del monarca era: “**L'emancipazione delle donne rappresenta la chiave di volta nella struttura del nuovo Afghanistan**”. Amanullah si sposa infatti con **Soraya Tarzi**: una femminista all’avanguardia, figlia dell'intellettuale Mahmud Tarzi, che – seguendo l'esempio di Atatürk in Turchia – lavora per la secolarizzazione dell’Afghanistan, opponendosi con forza all'estremismo religioso e all’oscurantismo.

La regina Soraya – le foto dell’epoca la ritraggono con *mise* alla Grande Gatsby, con capelli corti e abiti anni Venti scollati e senza maniche – **è stata il primo ministro donna dell'Educazione dell'Afghanistan**. Come tale, ha promosso l'educazione femminile nel Paese, incoraggiato le donne a partecipare alla vita politica e creato dei tribunali speciali per ascoltare le donne vittime di violenze e che volevano richiedere il divorzio. Le foto di quegli anni ci mostrano donne afghane indipendenti, moderne e con gonne al ginocchio e camicie a maniche corte. Nel **1929**, però, una potente e divisiva *élite* tribale e religiosa, che si opponeva alle riforme (i talebani di allora), mettono fine al regno di Amanullah. Il re e la regina partono in esilio, trovando rifugio a Roma, dove muoiono negli anni Sessanta.

In Afghanistan intanto, dopo vari cambi di *leader*, nel 1933 prende il potere Mohammed Zahir Shah, il cui regno dura quarant’anni. Questi, dopo essere riuscito a stabilire la propria autorità nel Paese, cerca di rintrodurre le riforme per i diritti della donna che erano state abolite dopo la fine del regno di Amanullah. Pertanto, **all'inizio degli anni Sessanta le donne afghane possono nuovamente votare, tornare all'università, lavorare fuori casa, gestire imprese e candidarsi in politica**. Kabul diventa cosmopolita, tanto che **nel 1969 “Vogue” dedica un intero *****magazine***** alle ‘avventure afgane**’. Nel numero viene fotografata l'allora giovane stilista Safia Tarzi (probabilmente una parente di Soraya) in minigonna, mentre prepara tubini femminili smanicati nel suo studio a Kabul e modelle afghane in posa da Charlie's Angels con pantaloni attillati e giacche di pelle morbida.

Nel** 1973**, mentre Zahir Shah si trovava a Roma per cure mediche, suo cugino Mohammed Daoud Khan prende il potere con un colpo di Stato e diventa il primo presidente del Paese, rafforzando i comunisti che a loro volta lo soppianteranno cinque anni dopo. In quegli anni, la donna afghana continua a lavorare, ad andare all'università e a uscire senza il velo, come aveva insegnato la regina Soraya. Paradossalmente, nonostante i colpi di Stato e i tumulti interni, **il declino dei diritti della donna afghana inizia quando l'Occidente, per contrastare l'Unione sovietica, interviene negli affari del Paese sostenendo le forze più oscurantiste e facilitando la presa di potere da parte dei talebani negli anni Novanta**.

**L'Occidente però non impara dai propri errori**. Nel 2020, infatti, Washington firma a Doha l’accordo con i talebani per il ritiro delle sue truppe, suscitando critiche in Afghanistan per la scelta di dialogare nuovamente con i terroristi invece che con il governo. Su Twitter vari afghani hanno così commentato, rivolgendosi all'Occidente: «**L'Afghanistan vuole un nuovo Amanullah, per tornare a essere la Parigi dell'Asia meridionale. Questa è la nostra cultura, non i talebani**».
