Aereo da rifornimento Usa cade in Iraq. Trump apre al petrolio russo. Il primo discorso di Mojtaba Khamenei, la nuova Guida suprema dell’Iran: “Lo stretto di Hormuz resta chiuso”
Iran, il presidente americano Donald Trump smentisce il New York Times e dichiara: “Stiamo distruggendo completamente il regime terroristico dell’Iran
Aereo da rifornimento Usa cade in Iraq. Trump apre al petrolio russo. Il primo discorso di Mojtaba Khamenei, la nuova Guida suprema dell’Iran: “Lo stretto di Hormuz resta chiuso”
Iran, il presidente americano Donald Trump smentisce il New York Times e dichiara: “Stiamo distruggendo completamente il regime terroristico dell’Iran
Aereo da rifornimento Usa cade in Iraq. Trump apre al petrolio russo. Il primo discorso di Mojtaba Khamenei, la nuova Guida suprema dell’Iran: “Lo stretto di Hormuz resta chiuso”
Iran, il presidente americano Donald Trump smentisce il New York Times e dichiara: “Stiamo distruggendo completamente il regime terroristico dell’Iran
Guerra in Iran, i principali aggiornamenti.
Aereo da rifornimento Usa cade in Iraq. Trump apre al petrolio russo
Il presidente americano Donald Trump smentisce il New York Times e dichiara: “Stiamo distruggendo completamente il regime terroristico dell’Iran, militarmente, economicamente e in ogni altro modo, eppure, se leggete il fallimentare New York Times, pensereste erroneamente che non stiamo vincendo”, ha scritto Trump su Truth. “La marina iraniana è stata spazzata via, la loro aviazione non esiste più, i missili, i droni e tutto il resto sono stati decimati, e i loro leader sono stati cancellati dalla faccia della terra”, ha aggiunto Trump. “Abbiamo una potenza di fuoco senza pari, munizioni illimitate e tutto il tempo che vogliamo. Guardate cosa succederà oggi a questi pazzi bastardi. Hanno ucciso persone innocenti in tutto il mondo per 47 anni e ora io, come 47esimo presidente degli Stati Uniti d’America, li sto uccidendo. Che grande onore è farlo!”, così il leader della Casa Bianca.
Nelle ultime 24 ore, decine di attacchi aerei israeliani hanno colpito oltre 200 obiettivi terroristici appartenenti alla Repubblica islamica. Secondo un portavoce dell’Idf, tra gli obiettivi figuravano lanciamissili balistici, sistemi di difesa e siti di produzione di armi.
Il primo discorso di Mojtaba Khamenei, la nuova Guida suprema dell’Iran: “Lo stretto di Hormuz resta chiuso. Vendicheremo i nostri martiri”
“Vendicheremo il sangue dei martiri”. Questa la promessa di Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema dell’Iran, nel suo primo messaggio al Paese da quando è stato nominato dall’Assemblea degli Esperti domenica scorsa in seguito alla morte del padre. Khamenei non è apparso in pubblico o in televisione, il suo messaggio è stato invece letto dalla tv di Stato iraniana.
“Finora è stata ottenuta una vendetta limitata per il sangue dei martiri, ma finché non sarà pienamente realizzata, questo continuerà ad avere la priorità. Il crimine deliberatamente commesso dal nemico nel caso della scuola ‘Shajarah Tayyiba’ a Minab e in altri casi simili occupano un posto speciale”, le parole di Khamenei.
“Garantisco a tutti che non ci asterremo dal vendicare il sangue dei nostri martiri. La vendetta che intendiamo compiere non è legata solo al martirio del grande leader della rivoluzione (Ali Khamenei, ndr), ma di ogni appartenente alla Nazione martirizzato dal nemico”, ha aggiunto.
“La leva della chiusura dello Stretto di Hormuz deve continuare a essere utilizzata come strumento di pressione – ha poi esortato il leader spirituale di Teheran -. Abbiamo studiato l’apertura di altri fronti dove il nemico ha poca esperienza ed è estremamente vulnerabile. Questi saranno attivati se la situazione di guerra persiste e in base agli interessi nazionali”, ha aggiunto la Guida.
Secondo Khamenei, “i Paesi della regione devono assumersi la responsabilità per gli aggressori della nostra amata patria e per gli assassini del nostro popolo. Raccomando loro di chiudere quelle basi il prima possibile, perché ormai devono aver capito che la pretesa americana di garantire sicurezza e pace non era altro che una menzogna”, ha poi intimato.
“Da anni – recita ancora il messaggio – il nemico installa gradualmente basi in alcuni Paesi confinanti. Nel recente attacco sono state utilizzate alcune di queste basi e, come avevamo avvertito, abbiamo colpito solo le basi, senza attaccare quei Paesi”, ha aggiunto Mojtaba Khamenei, sottolineando che “chiederemo un risarcimento al nemico e, se dovesse rifiutare, prenderemo la maggior parte dei suoi beni che riterremo opportuni. Se ciò non fosse possibile, distruggeremo una quantità equivalente di beni”.
E ancora: “Esprimo la mia sincera gratitudine ai combattenti del Fronte della Resistenza. Consideriamo i Paesi del Fronte della Resistenza i nostri migliori amici e parte integrante dei valori della rivoluzione islamica”.
“Non c’è dubbio che la solidarietà tra le componenti del Fronte di Resistenza abbrevierà il cammino verso la liberazione dalla sedizione sionista. Il coraggioso e leale Yemen non ha mai smesso di difendere il popolo oppresso di Gaza, il devoto Hezbollah è accorso in aiuto della Repubblica Islamica nonostante tutte le difficoltà, e la resistenza irachena ha coraggiosamente seguito la stessa linea”, ha aggiunto.
Crosetto: “Un missile ha colpito la base dell’Italia a Erbil, in Iraq. Non ci sono vittime”
Mercoledì 11 marzo 2026 un missile colpito la base italiana a Erbil (nel Kurdistan dell’Iraq, ndr).
Così ha riferito il ministro della Difesa Guido Crosetto, letto dal deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli in diretta durante la trasmissione tv Realpolitik, su Rete 4.
Crosetto aveva assicurato “Stanno tutti bene”, le parole del comandante Stefano Pizzotti:”
“La base di Camp Singara era in condizioni di preallarme per la situazione di crisi in atto e, verso le 8.30 locali, è stato attivato l’allarme della coalizione per una minaccia aerea. E tutti quanti, seguendo procedure già rodate tra tutto il personale, ci siamo recati in sicurezza nei bunker assegnati. E poco prima dell’una, c’è stata una minaccia aerea: è ancora è in fase di accertamento la tipologia della minaccia, sia un drone o un missile, e ha colpito la base italiana e ha provocato alcuni danni a infrastrutture e materiali della base. Il personale sta bene, era protetto all’interno dei bunker, stanno tutti bene”. Lo dice in collegamento con Sky Tg24 il comandante dell’Italian National Contingent di Erbil, nel Kurdistan iraqeno, colonnello Stefano Pizzotti.
“Dalle 8.30 di ieri sera siamo nei bunker perché continua ad esserci una minaccia: non è stato possibile né valutare sul posto i danni alle infrastrutture, quindi quantificare quello che è successo, né sapere qual è la provenienza di questa minaccia”. Il lavoro del personale, ricorda Pizzotti, è “prevalentemente di addestramento per le truppe locali curde. Sulla base di una specifica richiesta del governo iracheno”.
“Dal momento dell’incidente sono in costante contatto sia con il ministro della Difesa Guido Crosetto sia con il capo di Stato Maggiore della Difesa, il generale Luciano Portolano, che ha assistito tutte quante le fasi della, di questa notte dell’attacco. E al momento è finito, è finito l’allarme della minaccia aerea, ma ci sono sul posto gli artificieri della coalizione che stanno verificando, stanno mettendo in sicurezza l’area prima di di poterci accedere. Il morale del personale è comunque alto, volevamo rassicurare le famiglie”, conclude Pizzotti, sottolineando come “siamo preparati ed addestrati per queste situazioni”.
Poi, si sono registrate anche altre esplosioni a Erbil.
Nuovi bombardamenti su Teheran e Beirut
Durante la notte -mercoledì 11 marzo 2026- Israele ha lanciato nuovi raid su Teheran, colpendo siti militari e strutture del regime iraniano. Si sono registrati attacchi anche nel sud di Beirut contro Hezbollah. Secondo le prime informazioni ci sarebbero almeno 7,8 morti e diversi feriti.
Teheran: “Preparatevi al petrolio a 200 dollari al barile”
“Preparatevi al raggiungimento dei 200 dollari al barile perché il prezzo del petrolio dipende dalla sicurezza regionale che avete destabilizzato”, questa la minaccia delle forze armate iraniane nei confronti di Usa, Israele e dei Paesi loro partner, nel pieno della crisi lungo lo Stretto di Hormuz.
“Non permetteremo che nemmeno un litro di petrolio raggiunga gli Usa, Israele e i loro partner. Qualsiasi nave o petroliera diretta a loro sarà un obiettivo legittimo”, ha dichiarato Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare di Teheran.
L’Iran ha così minacciato di colpire gli interessi economici e bancari di Usa e Israele: nel Golfo di Hormuz sarebbero state posate mine navali che stanno bloccando parte del traffico petrolifero mondiale.
di Margherita Medici
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