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title: "Aereo da rifornimento Usa cade in Iraq. Trump apre al petrolio russo. Il primo discorso di Mojtaba Khamenei, la nuova Guida suprema dell’Iran: &#8220;Lo stretto di Hormuz resta chiuso&#8221;"
description: "Iran, il presidente americano Donald Trump smentisce il New York Times e dichiara: \"Stiamo distruggendo completamente il regime terroristico\""
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date: 2026-03-11
modified: 2026-03-13
author: Margherita Medici
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, guerra, Iran, israele, usa]
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# Aereo da rifornimento Usa cade in Iraq. Trump apre al petrolio russo. Il primo discorso di Mojtaba Khamenei, la nuova Guida suprema dell’Iran: &#8220;Lo stretto di Hormuz resta chiuso&#8221;

![Iran](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/03/Iran-35-1024x639.jpg)

2026-03-01 21:55:16

2026-03-01 20:55:16

Sabato 28 febbraio Usa e Israele hanno attaccato l'Iran uccidendo, fra i vertici del regime iraniano, anche la Guida suprema Ali Khamenei. Le fasi iniziali dei raid spiegate dal "The New York Times"

Sabato 28 febbraio Usa e Israele hanno attaccato l'Iran uccidendo, fra i vertici del regime iraniano, anche la Guida suprema Ali Khamenei.

Ma come si è svolta l'operazione Epic Fury (Furia epica)?

Lo ha spiegato il celebre quotidiano statunitense "The New York Times".

Ecco le principali fasi che hanno dato il via agli attacchi.

Innanzitutto, la Cia ha individuato con precisione la posizione dell'obiettivo più importante da colpire in territorio iraniano: Khamenei.

Poi, è cominciato l'attacco contro l'Iran.

Secondo le informazioni rilasciate da persone informate, il "The New York Times" riferisce che la Cia aveva seguito per diversi mesi la Guida suprema iraniana prima dell'attacco.

L'agenzia statunitense ha saputo che sabato 28 febbraio, alla mattina, si sarebbero riuniti i vertici iraniani, nel cuore di Teheran.

E qui è stata ottenuta l'informazione più importante: fra loro ci sarebbe stato anche Khamenei.

Secondo funzionari a conoscenza delle decisioni, il "The New York Times" spiega che Usa e Israele hanno deciso di modificare la tempistica del loro attacco.

Inizialmente - secondo quanto riferiscono fonti informate - i due Paesi avevano deciso di lanciare l'attacco di notte; poi, il cambio di orario con le informazioni sulla riunione che si sarebbe tenuta sabato mattina.

Persone informate sui fatti riferiscono che è a questo punto che la Cia ha trasmesso a Israele le proprie informazioni d'intelligence.

Informazioni validissime, che spiegavano nello specifico dove si trovava la Guida suprema iraniana.

È qui che Israele - con la propria intelligence e quella statunitense - ha quindi eseguito un'operazione che stava pianificando già da tempo: colpire i leader iraniani, in particolare Khamenei ma non solo.

Fra i vertici iraniani che avrebbero partecipato alla riunione governativa di quel sabato mattina, spiccano: Mohammad Pakpour (comandante in capo del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica); Aziz Nasirzadeh (ministro della Difesa); Ali Shamkhani (ammiraglio e capo del Consiglio Militare); Seyyed Majid Mousavi (comandante della Forza Aerospaziale delle Guardie della Rivoluzione); Mohammad Shirazi (vice ministro dell'intelligence).

E non solo.

L'operazione effettiva è cominciata intorno alle 6:00 (ora israeliana): è in quel momento che i caccia sono partiti dalle loro basi.

Con precisione: 2 ore e 5 minuti dopo il decollo dei jet, ecco che - intorno alle 9:40 del mattino (ora iraniana) - i missili a lungo raggio hanno colpito il complesso dell'Iran.

E al momento dell'attacco, gli alti funzionari della sicurezza nazionale iraniana si trovavano in un edificio del complesso.

Khamenei era invece in un altro edificio, nelle vicinanze.

In questo modo è cominciata l'operazione combinata di Usa e Israele contro l'Iran.

Così è iniziata un'operazione piena di incognite, nella speranza di un Iran con un futuro migliore: libero.

di Filippo Messina

Iran, ecco come Usa e Israele hanno attaccato Teheran (e non solo): l'operazione Epic Fury (Furia epica). La ricostruzione del "The New York Times"

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2026-03-07 14:37:32

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L’attacco combinato di Usa e Israele che la mattina del 28 febbraio ha portato alla morte della Guida Suprema Ali Khamenei in Iran è il risultato di anni di pianificazione condotti da CIA e Mossad. La trappola di Pasteur Street. Nel filmato, la spiegazione dettagliata

L’attacco combinato di Usa e Israele che la mattina del 28 febbraio ha portato alla morte della Guida suprema Ali Khamenei a Teheran non è altro che il risultato di anni di pianificazione condotti da CIA e Mossad. Per riuscire a mettere in atto un attacco così complesso, gli 007 si sono serviti di spie, talpe e attacchi hacker. Cosa sappiamo: il Financial Times ha pubblicato un report dettagliato sull’intera operazione.

Prima di tutto, il leader supremo andava scovato, intercettato e seguito. A tale scopo, da diversi anni il Mossad si sarebbe infiltrato nel sistema di videosorveglianza stradale della città. Teheran, ma più in generale molte città iraniane, sono tappezzate di telecamere, quasi sul modello cinese. Una volta dentro il sistema, è diventato quindi possibile seguire i movimenti delle alte cariche dello Stato islamico. Come? Tramite le loro guardie del corpo.

Infatti, una di queste telecamere era orientata proprio nell’area in cui la scorta del leader supremo era solita parcheggiare le auto blindate. Grazie a sistemi di tracciamento basati su algoritmi e intelligenza artificiale, gli analisti israeliani sono riusciti a ricostruire una mappa dettagliata delle abitudini delle guardie dell’ayatollah: indirizzi, turni di lavoro, e perfino gli incarichi. Così facendo, avevano di fatto gli occhi puntati sull’intero entourage della Guida Suprema. “Conoscevamo Teheran come conosciamo Gerusalemme” – ha dichiarato un funzionario dell'intelligence israeliana – “E quando conosci un posto così bene come conosci la strada in cui sei cresciuto, ti accorgi di una sola cosa fuori posto”.

Il complesso di Pasteur Street, nel centro della capitale, era il bersaglio designato. Si tratta degli edifici che ospitavano la presidenza e il consiglio supremo del regime. Presidiati giorno e notte dall’esercito, protetti da un ombrello radar e missili pronti al lancio. Qui si svolgevano le riunioni segrete delle più alte cariche dello stato. Era il cuore del potere della Repubblica islamica iraniana, un fortino con bunker a diverse profondità e una fitta rete sotterranea di tunnel e gallerie. Ed è proprio qui che è avvenuto l’attacco.

Dopo lunghi periodi di appostamento è arrivata una segnalazione da un informatore al soldo della CIA: una riunione fissata per sabato 28 febbraio. Una colazione che vedeva Ali Khamenei banchettare con altri funzionari di alto prestigio. Tra i partecipanti figuravano: Mohammad Pakpour, comandante delle Guardie della Rivoluzione; il ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh; l’ammiraglio Ali Shamkhani, capo del consiglio militare; Seyyed Majid Mousavi, responsabile delle forze aerospaziali e Mohammad Shirazi, vicecapo dell’intelligence. Quest’ultimo sembra essere sopravvissuto all’attacco, mentre molti altri sarebbero morti o rimasti gravemente feriti. L’Iran ha successivamente confermato la morte di Pakpour, Shamkhani e Khamenei. 

Inizialmente il piano prevedeva un attacco notturno, ma è stato cambiato in corso d’opera proprio per sfruttare la convergenza dei dirigenti del regime. Gli F-15 israeliani sono decollati alle sei del mattino, ma grazie a degli aerei da rifornimento hanno aspettato la conferma dell’informatore prima di colpire il complesso di edifici con 30 missili Sparrow. Il raid ha avuto luogo alle 9:40 del mattino e si è trattato del più grande dispiegamento aereo mai messo in campo dall’IDF. Dal canto suo, il regime iraniano potrebbe aver abbassato la guardia dal momento in cui erano in corso i negoziati a Ginevra. Inoltre, le dichiarazioni erratiche di Trump sulla situazione del dispiegamento militare nel Golfo Persico e la convenzione che un eventuale attacco aereo sarebbe arrivato col favore delle tenebre, avevano forse gettato sabbia negli occhi dei vertici iraniani. 

Ma come hanno fatto 200 caccia israeliani a violare indisturbati lo spazio aereo iraniano? Qui è entrata in gioco la cyber guerra. Per prima cosa, la mattina del raid le forze occidentali hanno bloccato la rete telefonica della zona e schermato la rete internet di Pasteur Street con attacchi hacker e spam, per impedire qualsiasi tipo di comunicazione e rappresaglia. Mentre un battaglione specializzato con bombe bunker buster (ordigni progettati per distruggere obiettivi sotterranei) si dirigeva sull’obiettivo, gli altri aerei hanno colpito oltre 500 obiettivi tra basi militari, radar e batterie missilistiche.

Dunque, dopo due ore e cinque minuti di volo il complesso è stato colpito dai missili Sparrow. Dopodiché, analizzando le reazioni dei leader iraniani agli attacchi precedenti, CIA e Mossad hanno individuato i bunker e i rifugi utilizzati dal regime. Per questo, subito dopo il primo bombardamento delle 9:40, una seconda ondata di missili bunker buster avrebbe colpito nuovamente il sito. Secondo il Financial Times, la rete di intelligence utilizzata per questa operazione era la stessa che aveva già permesso di eliminare diversi alti dirigenti iraniani come il Generale delle Guardie della Rivoluzione (Pasdaran), Mohammad Reza Zahedi, ucciso nel 2024 in un raid a Damasco contro un edificio collegato all’ambasciata iraniana.

di Angelo Annese

Ali Khamenei, ecco come CIA e Mossad hanno eliminato la Guida suprema dell'Iran. L'attacco a Teheran - IL VIDEO

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2026-03-07 18:20:43

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