Airbus ferma oltre 6mila aerei A320: “Un’intensa radiazione solare può corrompere dati critici”
Un incidente a un A320, a fine ottobre, ha rivelato che un’intensa radiazione solare può corrompere dati critici per il funzionamento dei comandi di volo
Airbus ferma oltre 6mila aerei A320: “Un’intensa radiazione solare può corrompere dati critici”
Un incidente a un A320, a fine ottobre, ha rivelato che un’intensa radiazione solare può corrompere dati critici per il funzionamento dei comandi di volo
Airbus ferma oltre 6mila aerei A320: “Un’intensa radiazione solare può corrompere dati critici”
Un incidente a un A320, a fine ottobre, ha rivelato che un’intensa radiazione solare può corrompere dati critici per il funzionamento dei comandi di volo
Con una nota diffusa ieri sera, venerdì 28 novembre, Airbus ha informato che dopo alcune indagini effettuate “è stato rivelato che un’intensa radiazione solare può corrompere dati critici per il funzionamento dei comandi di volo. Airbus – continua la società – riconosce che queste raccomandazioni porteranno a interruzioni operative per passeggeri e clienti”. Saranno oltre 6mila gli aerei – utilizzati per i voli brevi e medi – che verranno sottoposti a una modifica urgente di uno dei software del computer di bordo che controlla diversi comandi critici.
L’intervento sugli A319, A320 e A321 – da effettuarsi dalle 00.59 di domenica 30 novembre – richiederà da un minimo di “tre ore” a un massimo di “qualche settimana.
La decisione è arrivata dopo l’episodio accaduto il 30 ottobre a un A320 in volo tra il Messico e gli Stati Uniti. In quella circostanza, il jet a corridoio singolo di JetBlue – in piena fase di crociera (cioè con il pilota automatico attivo) – ha iniziato a scendere in modo incontrollato per alcuni secondi prima di tornare in quota. Un “incidente” che ha provocato il ferimento di una quindicina di persone.
Nella “direttiva di aeronavigabilità d’emergenza” dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) si legge che “la valutazione tecnica preliminare ha identificato un malfunzionamento dell’ELAC interessato come possibile fattore contributivo. Questa condizione, se non corretta, potrebbe portare, nello scenario peggiore, a un movimento non comandato dell’elevatore e comportare il superamento delle capacità strutturali dell’aeromobile”.
Di Matilde Testa
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