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title: "Alle radici dell&#8217;odio"
description: "Putin odia l'Occidente fin dai tempi più lontani perché prima gli ha disfatto l'Unione Sovietica, e oggi ostacola la guerra in Ucraina."
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date: 2022-10-01
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/alle-radici-dellodio/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, guerra, politica, russia, Ucraina]
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# Alle radici dell&#8217;odio

![Alle radici dell&#8217;odio](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-15-1.png)

Putin odia l'Occidente fin dai tempi più lontani perché prima gli ha disfatto il suo sogno, l'Unione Sovietica, e oggi  ostacola la guerra in Ucraina.

È lecito e opportuno chiedersi sempre perché Vladimir Putin ci odi così tanto. Le ragioni possono apparire ovvie, ma è evidente che ormai siamo alla psichiatria.

**È altrettanto chiaro che lo zar avesse scommesso tutto sulla possibilità di cancellare l’Ucraina dalla cartina geografica - cosa vi ricorda un processo mentale del genere?** - in una manciata di giorni, mettendo l’Occidente davanti al fatto compiuto e alla possibilità di alzare un po’ la voce, senza fare nulla nel concreto.

Non è andata così, proprio no. Sette mesi dopo, il dittatore si trova a dover mettere su delle lugubri baracconate per reclamare una vittoria che non c’è e a esaltare conquiste che ci sono solo nella sua mente ossessionata.

In estrema sintesi, a continuare a negare la realtà.

Tutto questo ci riporta alle radici dell’odio. **Putin odia tutto ciò che è Occidente, per il banale motivo che da quando era una sbarbata recluta dell’apparato sovietico l’Ovest gli ha negato tutti i suoi sogni. Prima dissolvendo l’Unione Sovietica, oggi mettendosi di traverso ai suoi sogni egemonici.** Finalmente, aggiungiamo noi.

Quello stesso Occidente che per una lunga stagione non ha capito o ha fatto finta di non capire con chi avesse a che fare. Inutile piangere sul latte versato e avremo tempo per le analisi storiche, adesso c’è da confrontarsi con un regime ottuso e ossessionato. Il peggio che ci potesse capitare.

**Davanti alla valanga d’odio e alle minacce non resta che mantenere salde le nostre posizioni. Conservare freddezza e capacità di analisi e avere la forza di aspettare che le sanzioni facciano il loro lavoro.**

Come scriviamo da sette mesi, poi, sperare che infine la Cina ordini al suo vassallo prossimo venturo di finirla. Qualche segnale c’è, ma non basta.

Quanto a noi italiani, come ce ne fosse bisogno, le folli parole di ieri ricordano la pericolosità dei giochi e degli equilibrismi di certe forze politiche e certi leader. **La prossima presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stata chiarissima 12 ore fa, bollando Putin per quello che è: un dittatore di stampo sovietico.** Parole che richiamano con durezza i suoi alleati a responsabilità non più rinviabili.

Di *Fulvio Giuliani*
