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title: "America Latina: il caro benzina infiamma le lotte indigene"
description: "Il caro benzina si abbatte sull'America Latina, dove a risentirne sono sono soprattutto le popolazioni indigene, numerose e diverse tra loro"
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date: 2022-07-23
author: Raffaele Bertini
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categories: [Esteri]
tags: [economia, esteri, Evidenza]
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# America Latina: il caro benzina infiamma le lotte indigene

![america latina caro benzina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/07/Evidenza-sito-30-1.jpg)

Il caro benzina si abbatte sull'America Latina, dove a risentirne sono sono soprattutto le popolazioni indigene, numerose e diverse tra loro.

Oramai lo abbiamo capito. Tra pandemia e rigurgiti di una crisi finanziaria che viene sempre più da lontano, **ogni battito d’artiglieria russo in Ucraina provoca un ulteriore aumento dei prezzi fino all’altra parte del mondo**. E quando l’onda dei rincari sulle benzine giunge in **America Latina** **l’aumento dei costi arriva al doppio**, visto che sulle montagne andine e nelle impenetrabili selve amazzoniche le merci viaggiano quasi tutte su strada, su piccole unità e senza nessuna economia di scala.

**Da queste parti i catalizzatori del malcontento sono soprattutto gli indigeni**. Non solo perché come in ogni crisi economica gli aumenti colpiscono di più e prima i meno abbienti, **ma anche perché i “popoli originari” abitano le zone più ruvide del territorio**, ai margini delle città della media borghesia, spesso bianca. **E non si pensi a uno sparuto gruppo folcloristico**, **attore laterale dell’agenda politica locale**. Le comunità indigene, numerose e molto diverse tra loro, sono una ricorrente ossatura dei movimenti sociali che agitano i sonni di governi e istituzioni.

**Un caso su tutti, il più attuale, è quello dell’Ecuador**, Paese in cui – come recita un detto popolare – «se tutti gli indigeni si mettessero d’accordo, prenderebbero il potere in una settimana». **Per buona parte di giugno i manifestanti hanno occupato le strade, dalla periferia alla capitale Quito, soprattutto per chiedere al governo di mettere un freno al prezzo delle benzine**. Una richiesta più volte emersa negli ultimi anni, qui e in altre capitali della regione, ma sempre complicata da soddisfare: per evitare che fare il pieno sia un salasso occorre in ultima analisi mantenere quelle sovvenzioni pubbliche sul prezzo dei carburanti erogate quando le finanze erano, o si volevano vedere, più rigogliose. **Ma vallo a spiegare al Fondo monetario internazionale**, ora che gli si chiedono i soldi per navigare nella bufera economica in cui siamo.

E c’è di più. **Quella indigena non è solo la rivendicazione di un’identità culturale ma anche lo specchio** – non predominante ma diffuso – **di un sentimento anti europeo e anti occidentale**. Un sentimento che è ora benzina dei socialismi locali in eterno *derby* con l’imperialismo *yankee*, ora icona della lotta contro i governi ‘voluti’ dai più ricchi. In questo senso, per diversi analisti locali le proteste vanno oltre il semplice ritocco del prezzo alla pompa, **ma sono anche un *test* per la tenuta dell’architettura regionale**. Ed è anche per questo che, a ogni nuovo battito d’artiglieria da Mosca, **ci si chiede se sull’America Latina soffi più forte il vento degli Usa o di uno a scelta tra Russia e Cina**.

di *Raffaele Bertini*
