Arriva la mediazione tedesca
| Esteri
Sullo scontro fra Francia e Italia, riguardo al tema dei migranti, Berlino non si sottrae a un possibile ruolo di mediazione tra Roma e Parigi.
Arriva la mediazione tedesca
Sullo scontro fra Francia e Italia, riguardo al tema dei migranti, Berlino non si sottrae a un possibile ruolo di mediazione tra Roma e Parigi.
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Arriva la mediazione tedesca
Sullo scontro fra Francia e Italia, riguardo al tema dei migranti, Berlino non si sottrae a un possibile ruolo di mediazione tra Roma e Parigi.
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AUTORE: Massimiliano Lenzi
«Cerchiamo sempre di mediare dove possiamo nell’Ue»: così la ministra dell’Interno tedesca, Nancy Faeser, ha risposto ieri (al G7 dei suoi omologhi che si concluderà oggi in Germania) a una domanda sullo scontro fra Francia e Italia riguardo al tema dei migranti e degli sbarchi, sottolineando che Berlino non si sottrae a un possibile ruolo di mediazione tra Roma e Parigi e aggiungendo che il suo «impegno fin dall’inizio è stato quello di avere una soluzione comune europea».
Che Francia e Italia debbano guardare avanti dopo le incomprensioni è del resto ovvio. Ed è interesse di entrambe oltre che dell’Unione europea che ciò accada al più presto. Sul tema la commissaria Ue all’Interno Ylva Johansson ha fatto sapere d’aver «proposto un nuovo patto sui migranti due anni fa», che «i negoziati stanno andando piuttosto bene» e che lei si aspetta che il patto venga adottato entro questo mandato (il 25 novembre si terrà il vertice dei ministri dell’Interno Ue sul piano europeo).
Bene, perché i tempi sono importanti e ieri la Francia ha tenuto a far sapere – attraverso la sottosegretaria del governo Sonia Backès – che al G7 il bisticcio con l’Italia sui migranti non verrà affrontato. Sottolineatura prevedibile dato che l’agenda principale del vertice prevede confronti sulle conseguenze della guerra in Ucraina, sull’estremismo violento, sul terrorismo e sulla lotta contro le minacce ibride. Anche se prima o poi i governi di Francia e Italia dovranno uscire dal bisticcio. Meglio se prima.
Di Massimiliano Lenzi
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