Artemis II: voliamo verso la Luna, torniamo a sognare – IL VIDEO
Stiamo volando verso la Luna e non c’è errore più clamoroso del considerare le missioni spaziali routine; nell’articolo, il filmato di una giornalista della Bbc che si emoziona durante la partenza della missione Artemis II
Stiamo volando verso la Luna e non c’è errore più clamoroso del considerare le missioni spaziali routine. Operazioni complesse quanto si vuole, ma così ben studiate e preparate da essere quasi esenti da sorprese ed errori, che nell’ambiente più inospitale che esista per l’uomo significa tragedia pressoché certa.
Eppure il grande pubblico è assuefatto all’idea della Stazione spaziale internazionale che orbita 400 km sopra le nostre teste, abbacinato dalle promesse spaziali di visionari come Musk o Bezos e finisce per credere che l’esplorazione spaziale sia solo una questione di denari e volontà (anche politica). Nulla di più fuorviante e riduttivo.
Prende ufficialmente il via la missione Artemis II. Direzione: Luna
Nel giorno del lancio della missione Artemis II verso la Luna, partita 35 minuti dopo la mezzanotte, dovremmo spazzar via tutte le superficiali certezze. Impegnarci a contestare l’insopportabile benaltrismo di chi sarà sempre pronto a chiedervi con aria saputella: “Ma che ci andiamo a fare sulla Luna?”.
Se all’uomo togliamo la tensione all’esplorazione e alla scoperta, non resta quasi nulla. Gli americani che conquistarono la Luna nel 1969 lo fecero grazie alla Guerra fredda e alla necessità di vincerla ma resta il fatto che il “primo uomo” Neil Armstrong pretese che il proprio nome e quello dei compagni Buzz Aldrin e Michael Collins non fossero riportati sullo stemma ufficiale di Apollo 11. Sarà retorico ma la motivazione fu semplice: “Voliamo per l’umanità“. Chapeau.
I quattro astronauti di Artemis II
I quattro astronauti partiti questa notte dalla storica base di Cape Canaveral sono il frutto di un mondo diverso e basta guardare la composizione del team: c’è la prima donna a essere lanciata verso la Luna, Christina Koch, il primo afroamericano, Victor Glover, il comandante Reid Wiseman e c’è anche un canadese, Jeremy Hansen.
L’equipaggio decollato a bordo del gigantesco razzo Space Launch System – SLS – è il primo da 54 anni a oggi a superare l’orbita alta terrestre, affrontare il viaggio di 384.000 km per sorvolare la Luna e preparare l’allunaggio entro due anni.
Lo spazio che divide la Terra dalla Luna
Perché ci saremo anche “abituati” ma un conto è orbitare nella pur affascinante e fondamentale Stazione spaziale internazionale a 400 km di quota, un altro – ma proprio un altro – affrontare lo spazio che ci divide dalla Luna. Per capirci, tale che potremmo metterci in fila Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno, vale a dire tutti gli altri pianeti del sistema solare.
Negli anni Sessanta c’era l’Unione Sovietica e John Fitzgerald Kennedy lanciò la corsa per galvanizzare gli Stati Uniti depressi dai successi rossi nello spazio: primo satellite, primo uomo, prima donna e così via. Oggi c’è la Cina, che ha messo nel mirino la Luna e sparso pepe sulla coda della Nasa e soprattutto della Casa Bianca.
Avremo tempo per analizzare tutto questo, oggi è il giorno del naso all’insù, il giorno in cui si torna a “Riveder le stelle”.
di Fulvio Giuliani
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