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title: Assalto a Capitol Hill, per la Corte suprema Donald Trump “è eleggibile”
description: "Assalto Capitol Hill - Storica decisione presa dalla Corte suprema: Donald Trump è eleggibile in Colorado. I giudici hanno accolto il ricorso"
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date: 2024-03-04
modified: 2024-03-05
author: Filippo Messina
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categories: [Esteri]
tags: [Stati Uniti, Trump, usa]
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# Assalto a Capitol Hill, per la Corte suprema Donald Trump “è eleggibile”

![Trump eleggibile](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Trump-eleggibile.jpg)

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2024-02-12 09:07:48

2024-02-12 08:07:48

La verità è che il Trump di oggi è peggio di prima, figlio della giornata più nera della democrazia statunitense: il 6 gennaio 2024

Proviamo a dire le cose come stanno: Donald Trump è molto peggio di prima. Impegnato in una corsa vissuta esclusivamente come rivincita (o vendetta?) personale, sta estremizzando tutti i concetti, i sentimenti, le “idee” che nei quattro anni dalla sua presidenza terremotarono in più occasioni gli Stati Uniti d’America e il mondo.

Il Trump di oggi è il figlio - non deve mai essere dimenticato - della giornata più nera della democrazia statunitense: il 6 gennaio 2021, quando lasciò mano libera ai suoi ultras fuori controllo, consentendo l’ignominioso e sconvolgente assalto a Capitol Hill. Un atto di insurrezione e sedizione senza precedenti, i cui frutti avvelenati continuano a piovere sulle nostre teste. Quel Donald Trump, abbandonato da tutti nello Studio ovale se non dalla cerchia dei più fanatici, è esattamente quello che ci ritroviamo oggi. Con alle spalle quel gran pezzo d’America che non vede l’ora di rinchiudersi in se stessa, provare a dimenticare il mondo in qualche squallido bar nell’infinite pianure del Midwest.

L’America che c’è sempre stata, per carità del cielo, ma mai era stata indicata come orizzonte del destino, termine di paragone, dimensione quasi messianica di contrapposizione con tutto ciò che è “diverso“, “nuovo“, “straniero”, “estraneo“. Trump che cannoneggia senza pietà l’Alleanza atlantica - proprio nel passaggio più delicato dalla fine della guerra fredda a oggi - è esattamente questo riflesso, il portavoce di un’America sorda, cupa, che trova ragion d’essere solo nel “contro”.

E pazienza se questo - in linea teorica - potrebbe costare la libertà di un pezzo d’Europa e la dignità degli Stati Uniti stessi. Un uomo pericoloso. Tanto per cominciare per quello che sarebbe il suo partito, che non esiste più. I Repubblicani sono cannibalizzati, polverizzati, ridotti a scherani.

Ve lo immaginate Ronald Reagan o persino il vituperato George Bush junior dire: “I russi possono fare quello che vogliono” o “Chi non paga quanto previsto alla Nato (ci siamo anche noi italiani…), non lo difenderei in caso di guerra“?

Si badi, l’isolazionismo non è certo una novità: era potentissimo in piena Seconda guerra mondiale, solo che alla Casa Bianca c’era Franklin Delano Roosevelt e i giapponesi sbagliarono drammaticamente i loro calcoli. Pensate un po’ se Donald Trump avesse dovuto avere a che fare con Adolf Hitler, dove ci saremmo ritrovati.

Non è solo un “What If”, un esercizio di stile, potrebbe essere la realtà.

di Fulvio Giuliani

Trump vs resto del mondo

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2024-02-12 09:07:48

2024-02-12 08:07:48

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2024-01-16 07:34:55

2024-01-16 06:34:55

Primarie Usa: in Iowa domina Donald Trump che vince, con oltre il 50%, in tutte le 99 contee. Il risultato, dato dai media, è arrivato dopo soli 31 minuti

Con una temperatura di -30 gradi all’esterno, a scaldare gli animi a Des Moines, capitale dell’Iowa da 200mila abitanti, ci ha pensato Donald Trump, deciso a riconquistare la Casa Bianca, che ha vinto in 99 contee su 99 dello Iowa. Al momento l’ostacolo non sembrano tanto gli avversari interni al partito, quanto i giudici. Le previsioni della vigilia del primo dei caucus, le assemblee locali con cui gli elettori registrati scelgono il proprio candidato in vista della nomination ufficiale di inizio estate, sono state sostanzialmente confermate. “Ad oggi non sembra esserci partita. È vero che la popolarità di Nikki Haley è cresciuta parecchio nelle ultime settimane e potrebbe esserci un effetto-traino dal voto in Iowa, ma al momento il primato di Trump resta. Quanto agli altri sfidanti, Ron DeSantis appare in declino. Dopo essere stato relativamente vicino a Trump, tanto da poter rappresentare temporaneamente uno sfidante credibile, ha pagato il fatto di aver voluto essere troppo simile al suo ‘maestro’. I repubblicani, quindi, si sono chiesti perché scegliere una ‘copia’ quando potevano puntare sull’originale”, spiega Gianluca Pastori, professore di Storia delle Relazioni politiche tra Stati Uniti ed Europea presso l’Università Cattolica di Milano.

Quanto all'imprenditore di origini indiane Vivek Ramaswamy, “nonostante i suoi discorsi piacciano a una parte dell’elettorato, specie quella radicale, non sembra comunque rappresentare un ostacolo né per Trump, né per la Haley o lo stesso DeSantis”, prosegue Pastori. A fermare il tycoon potrebbero essere, invece, le sentenze dei tribunali come in Colorado e nel Maine, contro cui il Trump ha presentato ricorso. “Più che chiedersi cosa accadrebbe in caso di esclusione di Trump dalle primarie, mi interrogherei sulla tempistica, se i verdetti arrivassero troppo tardi: sarebbe un disastro, peraltro senza precedenti nella storia americana”, sottolinea Pastori. “Non dimentichiamo, comunque, che non è affatto certo che i ricorsi di Trump siano respinti: sono una 30ina i casi analoghi in altrettanti stati Usa e in una decina la corsa di Trump alle primarie è stata già ammessa”, aggiunge Pastori. Se la sua nomination al momento appare in discesa, in casa democratica non mancano perplessità nei confronti della candidatura dell’84enne Joe Biden. “L’età è certamente un punto di vulnerabilità per Biden, che non sembra aver convinto del tutto gli elettori anche per altri motivi, come dimostrano gli indici di popolarità in costante declino, dalla sua elezione e fino a poche settimane fa. Adesso si è stabilizzato, ma pare che puntare su di lui sia stato l’esito di una mancanza di alternative. Alle primarie del 2020 il partito era diviso e litigioso, questa volta sembra essersi allineato intorno a Biden, come se non avesse trovato una composizione tra le varie anime, come se fosse il male minore. Ma resta molto debole, sia per motivi anagrafici che politici, in particolare di scelte in materia di esteri: dal disimpegno in Afghanistan, alla situazione di stallo in Ucraina, senza dimenticare la crisi in Medio Oriente dove, a dispetto di molto attivismo, si sono ottenuti finora pochi risultati. Insomma, appare come un presidente debole”. Intanto le cancellerie stanno a guardare: “In Europa certamente sarebbe più gradita una vittoria di Biden, in caso di sfida diretta. Di contro in Medio Oriente il premier israeliano Netanyahu ha più feeling con Trump, che sarebbe preferito anche da Putin, anche solo perché la politica di disimpegno e ripiegamento di Trump a Washington lascerebbe più ampi margini d’azione al Cremlino”, conclude Pastori.

di Eleonora Lorusso

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Trump stravince in Iowa, tutti gli ostacoli del tycoon (e Biden)

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2024-01-16 10:37:51

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25929

2023-12-20 10:18:19

2023-12-20 09:18:19

Donald Trump è stato escluso dalle primarie in Colorado per l'assalto a Capitol Hill: lo scenario completo e dagli esiti incerti dell'America

Favorito assoluto nei sondaggi per le primarie repubblicane e anche nella corsa alla Casa Bianca, ma ‘unfit’, non idoneo a candidarsi in Colorado per l’esistenza di “prove sostanziali” che lo accreditano di colpevolezza nell’assalto a Capitol Hill.

Lo scenario è assai complicato e dagli esiti incerti: Donald Trump non potrà correre per le primarie repubblicane in Colorado (il Super Tuesday del 5 marzo). La Corte Suprema del Colorado lo ha escluso per il suo ruolo determinante nell’assalto al Campidoglio avvenuto nel gennaio del 2021.

E’ stato applicato il 114esimo emendamento della Costituzione americana, la sezione numero 3, su insurrezioni e rivolte, con quattro voti a favore e tre contrari (i giudici sono stati tutti eletti dal partito democratico): causa portata avanti da elettori del Colorado, sostenuti dall’associazione Citizens for Responsability and Ethics di Washington, il tycoon sconta così, forse in modo inatteso, la cambiale di Capitol Hill ed è il primo candidato presidenziale a non potersi candidare per questo tipo di emendamento che tiene lontano dalla contesa chi ha preso parte a una rivolta contro il governo americano. Questa decisione non gli impedisce di correre per le primarie Gop negli altri stati.

Ora, il Colorado è uno stato storicamente dalla parte dei democratici, sarebbe andato a Biden in ogni caso ma il punto centrale verte intorno alla decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti: se confermerà il verdetto di quella del Colorado potrebbero poi esserci altre corti statali ad accodarsi alla storica decisione anti Trump. Ci sono stati casi promossi e poi bocciati in Minnesota e in Michigan ma si potrebbe procedere anche nel Wisconsin. La conferma però difficilmente arriverà perché i repubblicani hanno nominato sei dei nove giudici che siedono alla Corte Suprema. In ogni caso, la sentenza della corte del Colorado è sospesa sino al giorno precedente alle primarie.

Non ci sono stati commenti ufficiali dell’ex presidente americano, ma lo staff che cura la sua campagna elettorale ha definito la decisione della Corte Suprema del Colorado “completamente errata”, che presto ci sarà il ricorso e che, come riferisce il portavoce della campagna, Steven Cheung, c’è fiducia che la Corte Suprema si esprima a favore di Trump, che se davvero ne fosse escluso, potrebbe lanciare la corsa più incendiaria di sempre alla White House.

Intanto il candidato repubblicano Vivek Ramaswamy ha promesso di ritirarsi dalla corsa in Colorado qualora Trump non fosse riammesso alla contesa elettorale e ha invitato su X gli altri candidati per le primarie Gop a fare altrettanto, a partire dal governatore della Florida, Ron De Santis. E se in Colorado rischia di non potersi candidare, altrove Trump continua a far discutere.

A un evento elettorale nell’Iowa ha detto di non aver mai letto il Mein Kampf di Adolf Hitler e quindi di non citare quasi testualmente il dittatore tedesco quando afferma che gli immigrati clandestini stanno avvelenando e distruggendo il sangue dell’America.

di Nicola Sellitti

Trump e la via giudiziaria

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2023-12-20 10:18:19

2023-12-20 09:18:19

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