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title: Aveva ragione Macron  
description: "Macron, l'unico leader nella vecchia Europa ad aver parlato senza ipocrisie elettorali della situazione in Ucraina."
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date: 2024-05-20
modified: 2024-05-21
author: Massimiliano Lenzi
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, russia, Ucraina]
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# Aveva ragione Macron  

![Macron sull'Ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Macron-sullUcraina.jpg)

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2024-05-16 10:00:00

2024-05-16 08:00:00

L'analisi sulle ultime dichiarazioni di Vladimir Putin in un'intervista all'agenzia di stampa di Pechino "Xinhua". Cosa aspettarsi dalla prossima conferenza di pace sull’Ucraina che avverrà in Svizzera

Oggi scriviamo del cattivo nella guerra in Ucraina: il russo Vladimir Putin. E lo facciamo partendo dalle sue parole più recenti (parole che spesso in passato lo zar ha tradito). Ieri, alla vigilia del suo viaggio in Cina che comincerà oggi da un incontro con Xi Jinping, Putin ha rilasciato un’intervista alla agenzia di stampa di Pechino “Xinhua”. Fra le tante cose dette dal presidente russo soltanto alcune son degne di nota.

La prima riguarda il tema del negoziato sulla guerra in Ucraina: «Non ci siamo mai rifiutati di negoziare. Stiamo cercando una soluzione globale, sostenibile e giusta di questo conflitto con mezzi pacifici. Siamo aperti al dialogo sull’Ucraina, ma tali negoziati devono tenere conto degli interessi di tutti i Paesi coinvolti nel conflitto, compreso il nostro». Tradotte in termini facili, queste parole significano che la Russia non riconosce la conferenza di pace in Svizzera prevista per la metà del prossimo giugno e che probabilmente anche la Cina, a modo suo, farà altrettanto. A questo proposito, non deve passare inosservato che nei giorni scorsi lo stesso cancelliere tedesco Olaf Scholz ha sottolineato che non ci si dovrà aspettare molto dalla conferenza di pace sull’Ucraina in Svizzera.

Secondo aspetto interessante nelle parole di Putin: ha spiegato di appoggiare il piano della Cina per una soluzione pacifica alla crisi ucraina, affermando che Pechino ha una piena comprensione di ciò che sta dietro alla crisi. Putin ha detto che la Russia rimane aperta al dialogo e ai colloqui per risolvere il conflitto che dura da più di due anni e che nel piano cinese i princìpi resi pubblici dal presidente Xi Jinping, il mese scorso, tengono conto dei fattori alla base del conflitto. «La nostra valutazione dell’approccio cinese alla soluzione della crisi ucraina è positiva. A Pechino capiscono veramente le cause profonde della crisi e il suo significato geopolitico globale» ha dichiarato, aggiungendo che alcuni punti stabiliti da Xi Jinping nei colloqui avuti di recente con il cancelliere tedesco Olaf Scholz sono «passi realistici e costruttivi che sviluppano l’idea della necessità di superare la mentalità della Guerra fredda».

Dopo le carezze, il presidente russo ha lasciato spazio anche ai pugni. A cominciare dall’ordine internazionale, con critiche feroci a quello che Mosca ritiene l’ordine occidentale. Putin ha spiegato che Russia e Cina hanno posizioni simili o identiche su questioni chiave dell’agenda internazionale. Considerato che ieri la Cina ha alzato – militarmente e giuridicamente – le sue pressioni su Taiwan, la questione dirimente oggi è: la Russia che aggredisce l’Ucraina sta in proporzione alle scelte future della Cina su Taiwan? Dalla risposta su questo tema dirimente, incontri a parte, si potranno comprendere le sorti dell’ordine internazionale. Di Massimiliano Lenzi

Le parole di Putin e l’enigma cinese

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2024-05-16 12:20:06

2024-05-16 10:20:06

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2024-05-14 15:14:34

2024-05-14 13:14:34

In visita alla Brigata Karelia, uno dei reparti di punta dell’esercito finlandese. I suoi battaglioni coprono l’intero spettro delle operazioni belliche

Kouvola (Finlandia) – Dall’esterno è un’anonima foresta di conifere, uguale a mille altre in Finlandia, attraversata da una strada che a un certo punto è interrotta da sbarre e filo spinato. Un militare in mimetica verde acceso si avvicina al nostro finestrino e chiede i documenti. L’aria minacciosa non riesce a dissimulare la realtà: più che un uomo, quella sentinella è un ragazzino.

La Brigata Karelia è uno dei reparti di punta dell’esercito finlandese. I suoi battaglioni coprono l’intero spettro delle operazioni belliche: dalla fanteria meccanizzata all’artiglieria, dalla logistica al genio. A mantenerla viva ci pensano oltre 4mila (a tratti anche 7mila) uomini e donne. Soprattutto uomini. Perché in Finlandia vige ancora uno stringente sistema di leva obbligatoria, che ogni anno porta 24mila giovanissimi a unirsi alle Forze armate. Alcuni si fermano all’addestramento base, dopo sei settimane. Altri, destinati a servizi non armati, restano per sei mesi; i combat ready invece per undici.

Alla Karelia l’età media è di 20 anni. I coscritti affollano il sottobosco antistante ai poligoni di tiro: è l’ora di pranzo e hanno appena concluso una sessione di sparo con i loro fucili Rk 62. Chi con l’elmetto, chi con il berretto a visiera con la coccarda tricolore (bianco-azzurro-bianco) sul davanti. Ridono, scherzano. Qualcuno urla parole a noi incomprensibili. Ma che ne pensano ragazzi poco meno che ventenni del servizio militare? Sembrano così spensierati. «È un dovere che ha ognuno di noi, ci rende molto orgogliosi essere qui» rispondono Onni e Juho. Reggono fieri l’elmetto, con le mani sotto il giubbotto antiproiettile. «La Russia ci penserebbe due volte prima di attaccarci» aggiunge Aarni, che timidamente osserva: «Certo, la preoccupazione per un’escalation c’è». Ma in fondo c’è sempre stata. Proprio per questo Helsinki non ha mai rinunciato alla coscrizione obbligatoria. Un meccanismo che fa talmente tanto parte della cultura finlandese che nel 2013, quando un gruppo di cittadini propose una raccolta firme per abolire almeno gli arresti per chi si rifiuta di servire sia nell’esercito sia come civile (si parla di un anno di domiciliari, con tanto di cavigliera elettronica), non venne nemmeno avvicinato il numero minimo legale richiesto di 50mila sostenitori.

Com’è logico, questo non significa che tutti vedano di buon occhio la leva. Kimi non abbassa il passamontagna verde oliva, mostrandoci soltanto gli occhi celesti: «Non capisco perché si debba ancora svolgere questo servizio. Stiamo qui, facciamo quello che ci ordinano. Ma poi cosa resta?». I suoi superiori, dietro le nostre spalle, sorridono: gli scaglioni di coscritti sono lo specchio del Paese reale e come tali hanno le loro contraddizioni.

Un pulmino ci riporta al comando, mentre nelle strade nel bosco sfilano plotoni di ragazzini in tenuta da combattimento. Sul piazzale sventola una grande bandiera finlandese. Davanti, due residuati della Guerra d’Inverno, quella che noi conosciamo come Seconda guerra mondiale. Su un carro armato T-34 catturato ai sovietici campeggia una svastica bicolore. Non c’è da stupirsi: ancora oggi l’antico emblema solare è simbolo di molte unità militari finlandesi.

Dopo una rapida visita alla palestra e alla piscina (con sauna inclusa), nella mensa ci accoglie il comandante della Brigata Karelia. Il generale Jyri Raitasalo ha il viso duro, ma un sorriso amichevole. Con piglio militaresco ci dice di scegliere e preparare «in due minuti» il punto per l’intervista. Dall’alto del suo metro e novanta, che lo accomuna a molti suoi sottoposti, ci spiega come la sua unità sia sempre pronta al combattimento. Un combattimento che però vede come assai improbabile: «Non accadrà. Non ora che siamo nella Nato. Certo, per integrarci servirà tempo, ma il percorso è bene avviato». Ma quando gli chiediamo se abbia mai vissuto un periodo di tensione così alta, ammette a denti stretti: «Sono nell’esercito da 35 anni e ho comandato contingenti all’estero ma no, non ho mai sentito un pericolo così forte per il mio Paese».

di Umberto Cascone

Brigata Karelia: finlandesi preparati e senza paura della Russia

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2024-05-14 23:05:28

2024-05-14 21:05:28

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2024-05-14 08:26:34

2024-05-14 06:26:34

Il segretario di Stato americano Antony Blinken vedrà Zelensky, nel pieno dell'offensiva che la Russia ha lanciato contro Kharkiv

Il segretario di Stato americano Antony Blinken è arrivato oggi a sorpresa a Kiev, dove vedrà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel pieno dell'offensiva che la Russia ha lanciato contro Kharkiv. Secondo quanto riferito dal portavoce del dipartimento di Stato, Matthew Miller, Blinken "sottolineerà il sostegno duraturo degli Stati Uniti all'Ucraina". E ancora, "discuterà dello stato sui campi di battaglia, del'impatto della nuova assistenza economica e di sicurezza americana, degli impegni a lungo termine sulla sicurezza e del lavoro in corso per la ricostruzione dell'Ucraina".

Intanto il ministero della Difesa russo ha annunciato oggi di aver abbattuto 25 missili ucraini sulla regione di confine di Belgorod. Lo riferisce la Tass. Domenica, 19 persone erano rimaste uccise in un attacco attribuito da Mosca a Kiev contro un edificio residenziale di Belgorod.

di Ruggero Fontana

Antony Blinken a sorpresa in Ucraina

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2024-05-14 22:49:55

2024-05-14 20:49:55

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