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title: Azovstal, ultimo atto
description: "Alla base dell'accordo di Azvostal ci sono debolezza necessità di salvare il salvabile. Ma la caduta dell'acciaieria non cambia la guerra."
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date: 2022-05-19
author: Marco Di Liddo
url: https://laragione.eu/esteri/azovstal-ultimo-atto/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, guerra, Ucraina]
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# Azovstal, ultimo atto

![azvostal](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/05/Evidenza-sito-28.png)

Alla base dell'accordo di Azovstal ci sono la debolezza e la necessità di salvare il salvabile. Ma la caduta dell'acciaieria non cambia l'economia della guerra.

Dopo quasi tre mesi di combattimenti, **le acciaierie del complesso Azovstal di Mariupol si accingono a cadere nelle mani dei russi** che, così, entrano in controllo completo della principale città portuale sul **Mare d’Azov** e del punto fondamentale per il corridoio terrestre tra **Russia e Crimea**. Dopo **Kherson**, il Cremlino aggiunge **Mariupol alla lista degli obbiettivi raggiunti** di quella che doveva essere una guerra di 4 giorni e di cui, oggi, non si vede ancora la fine. Azovstal è stato, sinora, il simbolo più potente e controverso della resistenza ucraina: una vecchia cattedrale d’acciaio tra le rovine di una città dilaniata dalle bombe; il rifugio di civili e combattenti che hanno dovuto affrontare il fuoco del nemico, la fame e la sete; **il bastione del reggimento Azov, eroi per Kiev, mostri per Mosca.**

La caduta dell’**Azovstal è stata frutto di un compromesso basato sull’attrito e sullo sfiancamento**. I russi erano stanchi di vagare in quel labirinto di cunicoli, tubi e lamiere; **gli ucraini erano stanchi di restare intrappolati come topi**, senza munizioni, acqua e cibo e privi della speranza di una missione di soccorso. Ecco, dunque, **giungere un accordo il cui pilastro sono la debolezza e la necessità di salvare il salvabile**. Kiev prova a salvare civili e combattenti **del reggimento Azov**, da esibire come eroi per mantenere alto il morale delle truppe e della nazione. Per poter far raccontare i giorni oscuri dell’assedio ed esaltare l’orgoglio patriottico e la voglia di continuare a combattere. Al contrario, Mosca aveva bisogno di chiudere definitivamente la pagina di Mariupol, **porre la propria bandiera** (o quella separatista) sulle acciaierie e concentrare tutto lo sforzo sul fronte del **Donbass**, verso la battaglia finale. In questo modo l’Azovstal può essere data in pasto al fronte interno e addolcire la pillola amarissima del ritiro da **Kiev e del ritiro da Kharkiv**.

Dal punto di vista tattico, **la caduta dell’Azovstal non cambia l’economia della guerra**. Non è un’acquisizione decisiva per controllare il territorio o per modificare gli equilibri sul campo. Il suo valore è simbolico. Tuttavia,** l’accordo sull’evacuazione ne diminuisce molto il peso propagandistico e psicologico**. I russi volevano mostrare al mondo i combattenti neonazisti (vera mania di regime) e quelli stranieri e, forse, parzialmente riusciranno a farlo, visto che gli sfollati dell’Azovstal vengono diretti a strutture in territorio controllato dai russi prima di essere scambiati con prigionieri russi detenuti dagli ucraini. Tuttavia, **senza una fiera battaglia e una resa delle armi non è la stessa cosa.**

Adesso si apre una nuova pagina della guerra.** Con la fine dell’epopea dell’Azovstal, alla narrativa bellica di entrambe le parti in conflitto servirà un nuovo bastione**, una nuova cattedrale, un nuovo rifugio che concentri l’attenzione visiva ed emozionale del pubblico e dei popoli. **Gli ucraini devono impedire a tutti i costi che la guerra si normalizzi** e si sciolga nella quotidianità degli elettori occidentali, soppiantata in importanza da altre problematiche. **Viceversa il Cremlino spera che questo avvenga,** per annacquare il consenso intorno alla causa ucraina e ingrigire e congelare il conflitto nella speranza di ottenere qualcosa che diluisca i fallimenti.

di *Marco Di Liddo*
