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title: Barack Obama e la speranza svanita
description: Sette anni dopo la fine del suo secondo mandato, Barack Obama resta un unicum nel panorama politico mondiale
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date: 2023-05-04
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/barack-obama-e-la-speranza-svanita/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, Evidenza, politica, usa]
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# Barack Obama e la speranza svanita

![Barack Obama](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/05/Evidenza-sito-328.jpg)

Sette anni dopo la fine del suo secondo mandato, Barack Obama resta un unicum nel panorama politico mondiale.

Ha commesso errori? Ovvio e lo ammette lui per primo. È stato perfetto nei suoi otto anni alla Casa Bianca? Tutt’altro e neppure l’imbarazzante successore può spingere qualcuno a sostenerlo.

**Sia come sia, sette anni dopo la fine del suo secondo mandato, Barack Obama resta un unicum nel panorama politico mondiale**. L’ultimo leader in grado di accendere il sentimento più complesso e inebriante che ci sia: **la speranza.**

Oggi, l’ex Presidente degli Stati Uniti d’America **è in tour in Europa come una rock star**. Arene, convention a pagamento, **posti VIP da 3000 € a testa con annesso selfie e stretta di mano**, come l’altra sera a Berlino. Fondi raccolti per l’**Obama Foundation**, che lavora alla **formazione e all’istruzione di bambini e giovani disagiati.**

Ad ascoltarlo oggi, **oltre la magia della sua retorica e di una voce che hanno contribuito a una carriera impensabile**, **emerge oggettiva la distanza siderale fra ciò che rappresentò la sua apparizione nel panorama politico americano e mondiale e la realtà odierna**, stretta fra il rabbioso e rancoroso ritorno del suo disperante successore e l’allora suo vice, tenuto in servizio dal Partito democratico anche per una sconcertante **mancanza di alternative.** Discorso drammaticamente simile nel caso dei repubblicani, che non riescono più a liberarsi della distruttiva presenza di **Donald Trump.**

Senza cedere all’agiografia e alla nostalgia per le impressionanti doti mediatiche, è ciò che dice - non solo nel come, in cui ancora oggi fa una mostruosa differenza - **che si avverte la mancanza di un personaggio del calibro di Barack Obama**. Qualche passaggio, dalla serata berlinese: una riflessione sui media, che è una lezione: “una delle più grandi minacce alla democrazia **è l’emergere di una infrastruttura mediale che alimenta il risentimento e la rabbia delle persone**, la combinazione di Fox News o del loro equivalente e social media ha creato quasi una realtà diversa. **Oggi non siamo d’accordo neanche sui fatti basilari**”.

Accade, anche se in forme minori, anche in Italia. Sull’intelligenza artificiale, di cui facciamo gran parlare: “**È solo all’inizio e sarà molto distruttiva**. Occorrono regole, standard e occorre attrezzare le nuove generazioni per questa nuova realtà”. Sull’Ucraina: “**Guerra oltraggiosa e criminale scatenata da Putin**”, ma il passaggio chiave per chi - come noi - crede nelle democrazie liberali e nella superiorità intrinseca della libertà è questo: “Non ero neppure senatore alla Convention democratica del 2004 (quella della sua ‘rivelazione’, ndr) **e feci un buon discorso**. **Ci pensò Michelle a riportarmi con i piedi per terra: “Don’t screw it up!”** (Non fare casini!). Il giorno dopo la mia vita era cambiata, ma ho imparato che **uno dei segreti della leadership è che non devi prenderti troppo sul serio**. Se stai troppo al potere perdi il senso della realtà, nessuno ti dice le cose come stanno ed è questo lo svantaggio delle autocrazie rispetto alle democrazie”.

**Ad avercelo un altro Barack Obama.**

di *Fulvio Giuliani *
