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title: Biden e Xi, uscire dagli schemi funziona
description: Una fotografia come risultato del vertice fra Biden e Xi Jinping non è poco. Uscire dagli schemi in diplomazia a volte serve
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/11/Evidenza-sito-691.jpg
date: 2023-11-17
author: Massimiliano Lenzi
url: https://laragione.eu/esteri/biden-e-xi-uscire-dagli-schemi-funziona/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, Evidenza, politica]
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# Biden e Xi, uscire dagli schemi funziona

![Biden Xi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/11/Evidenza-sito-691.jpg)

Una fotografia come risultato del vertice fra Biden e Xi Jinping non è poco

Una fotografia come risultato del vertice di San Francisco fra il presidente americano Joe Biden e il *leader*comunista cinese Xi Jinping non è poco, con i due che si danno la mano e, in altri scatti, si confrontano assieme ai propri *staff*. Non è poco perché, dopo le tensioni corse in questi ultimi due anni e passa, **il dialogo *de* *visu* rappresenta il miglior segno di distensione possibile.** Ma soprattutto non è poco perché del bilaterale in California non resteranno soltanto gli scatti fotografici ma anche la sostanza. **A cominciare dal fatto che Washington e Pechino si riconoscono come le due forze** – contrapposte ma non in guerra – in grado di sostenere gli equilibri (possibili) del mondo, fuor dal multipolarismo. Le parole usate da Xi Jinping («Il mondo è abbastanza grande per entrambi» ha detto a Biden) son qualcosa di più d’un quieto vivere. Sono la rappresentazione di ciò a cui la Cina comunista aspira da tempo: **il riconoscimento del bipolarismo con gli Usa.**

**Questo quadro significa parecchie cose, la prima delle quali riguarda la Russia di Vladimir Putin**. Dopo San Francisco Mosca non è più una potenza globale – neppure nelle fotografie (nei fatti la sua crisi di forza si trascina da parecchio tempo) – ma una potenza regionale, impantanata in una guerra che ha mosso all’Ucraina e che non riesce a vincere.** Ovviamente un crocevia di relazioni e di interessi passano ancora da Mosca, come ad esempio il rapporto con l’Iran, ma sono accessori alla svolta del potere globale che viviamo: schiacciata da una guerra sbagliata**, la Russia di Putin appare oggi una possibile arma geopolitica che Pechino può usare, essendo divenuta la Cina il *player* al centro del gioco assieme agli Stati Uniti.

**Un altro elemento di cui bisogna tener conto dopo il vertice riguarda la questione di Taiwan e gli equilibri nel Medio Oriente.** Xi Jinping ha detto che non farà la guerra a nessuno, aggiungendo però che considera ovvia e ineluttabile la riunione di Taiwan con la Cina. **È evidente quindi che ci saranno ancora tensioni fra Cina e Stati Uniti nell’Indo-Pacifico, su Taiwan e non solo. Così come continuerà la concorrenza in campo economico e sulle tecnologie.** Il dialogo fra Biden e Xi ha però messo tali rivalità in una cornice che è forse il miglior risultato del lavoro della diplomazia di questi mesi: non si promuoveranno guerre a vanvera, soltanto per mostrare i muscoli. Guardando al Medio Oriente, per restare al tema delle guerre, **conforta in queste ore la posizione dell’Iran che ha fatto sapere ad Hamas che non si farà trascinare in un conflitto dopo l’attacco del 7 ottobre a Israele**. Non c’è da esser ottimisti, ovviamente, sul groviglio di quell’area ma forse un pochino meno pessimisti sì.

**Nella fotografia della coppia Biden-Xi si ritrova infine lo specchio delle differenti situazioni interne** che i due presidenti stanno vivendo nei rispettivi Paesi. Partiamo da Joe Biden, **che con ogni probabilità si ritroverà a duellare nuovamente con Donald Trump** alle elezioni presidenziali dell’anno prossimo. Ebbene, in un momento di preoccupazione di una buona parte dell’opinione pubblica americana per la guerra in Medio Oriente e per il conflitto in Ucraina, **l’incontro di San Francisco costituisce per lui un successo politico importante**. Se poi da Washington voliamo a Pechino, vediamo che pure Xi Jinping ha problemi interni (e non di poco conto) per un’economia cinese che non tira più e per i rapporti di potere interni alla nomenclatura comunista. **Anche per lui, quindi, il bilaterale col presidente americano è un successo da spendere in patria.**

Il ritorno della diplomazia – che non se n’è mai andata ma che quando lavora seriamente lo fa fuor dalla scena e senza pubblicità, almeno finché non ottiene qualche risultato concreto – segnato dal vertice ci dice un’ultima cosa: **andare fuori dagli schemi prestabiliti, in politica estera, funziona. A volte.**

di *Massimiliano Lenzi*
