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title: Biden, non una gaffe ma una linea politica
description: "La battuta di Biden su Putin è la manifestazione per nulla diplomatica di un sentimento maggioritario nell'opinione pubblica dei Paesi liberi"
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date: 2022-03-31
author: Ottavio Lavaggi
url: https://laragione.eu/esteri/biden-non-una-gaffe-ma-una-linea-politica/
categories: [Esteri, Evidenza]
tags: [guerra, russia, usa]
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# Biden, non una gaffe ma una linea politica

![Biden](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-5-1.jpg)

## La battuta di Biden su Putin è la manifestazione per nulla diplomatica di un sentimento maggioritario nell'opinione pubblica dei Paesi liberi ma rafforza la Paranoia di Putin rendendo difficile ogni dialogo futuro.

**Come è noto, Joe Biden soffre di balbuzie**, il che è un grosso problema per un *leader* politico e dunque una prova della forza del suo carattere. **Ne soffriva anche Giorgio VI re d’Inghilterra** ma, a differenza del presidente degli Stati Uniti, il papà di Elisabetta II non doveva confrontarsi con il problema di vincere le elezioni e di parlare ogni giorno davanti alle telecamere: **a quell’epoca non c’era la tv**.

La battuta di Biden su Putin – «**Perdio! Quest’uomo non può restare al potere!**» – non è stata una *gaffe* **ma la manifestazione per nulla diplomatica di un sentimento che credo maggioritario nell’opinione pubblica dei Paesi liberi**. Il problema vero dell’Occidente, purtroppo, non è di sapere per quanto tempo Putin resterà al potere a Mosca ma per quanto tempo Biden, o un suo successore che la pensa in maniera analoga, **resterà alla Casa Bianca**. Gli americani hanno chiarito subito che la fine di Putin dipenderà dal volere dei russi e che non è un obiettivo strategico esplicito della politica americana. **La battuta di Biden nell’immediato rafforza la paranoia** nazionalista** di Putin e rende più difficile un ipotetico futuro dialogo**.

Comunque finisca la guerra in Ucraina, **credo sia evidente che nulla sarà più come prima**, in Europa. Putin forse resterà al Cremlino **ma la Russia di Putin non potrà essere un *partner* commerciale o politico dell’Occidente**. Questo fatto, difficilmente contestabile, impone all’Unione europea di agire molto rapidamente per adattarsi alla nuova situazione strategica del Vecchio Continente, in materia di sicurezza e di energia. Il cambiamento dovrà essere ancor più rapido e radicale per la Germania e per l’Italia, i due grandi Paesi dell’Ue oggi più dipendenti dalla Russia.

**Draghi ha gestito il suo governo in maniera magistrale e i nemici domestici fortunatamente non hanno la forza per farlo cadere.** Ma l’anno prossimo in Italia si vota e non è pensabile che un nuovo governo “di larghe intese”, in teoria giustificabile con la perdurante gravità della situazione, possa nascere senza un chiaro mandato di politica internazionale ed energetica. I nodi inevitabilmente verranno presto al pettine e all’Europa non **sarà più consentito ‘balbettare’**. L’obiettivo Nato di spesa militare è stato tacitamente disatteso dall’Italia per otto anni. **Eluderlo nella prossima legislatura sarà un obiettivo non tanto arduo quanto masochistico**.

di* Ottavio Lavaggi*
