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title: Quanto la Bielorussia ha da perdere rompendo con l’Ue
description: Diversi esperti sostengono che dal 2022 le sanzioni UE produrranno importanti effetti negativi sul PIL della Bielorussia.
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date: 2021-11-24
author: Pierluigi Mennitti
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categories: [Esteri]
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# Quanto la Bielorussia ha da perdere rompendo con l’Ue

![sanzioni ue bielorussia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/11/Evidenza-sito-50-2.png)

Nonostante le sanzioni, le esportazioni bielorusse in Europa sono cresciute del 58%. Per la Banca mondiale, però, che gli effetti negativi sul PIL della Bielorussia si avvertiranno dal 2022.

Berlino – Ai confini fra Bielorussia e Polonia non si svolge solo una tragica partita sulla pelle di migliaia di migranti, ma anche il grande traffico dei commerci. Da un lato filo spinato e guerriglia sobillata dalle forze militari bielorusse, dall’altro il continuo andirivieni di tir e camion carichi di prodotti. **Nulla sembra intralciare il commercio tra Unione europea e Bielorussia, che appare fiorente come sempre.**

Nonostante le sanzioni economiche, infatti, l’interscambio commerciale tra le due aree ha vissuto nel 2021 un vero e proprio *boom*. Secondo dati forniti dall’Ue e ripresi dalla “Frankfurter Allgemeine Zeitung”,** tra gennaio e agosto di quest’anno le esportazioni bielorusse nei Paesi dell’Unione sono cresciute del 58%.**

Un aumento imponente. Certo, il confronto con il 2020 sconta il crollo che si registrò a causa della pandemia, ma **anche il riferimento al 2019 tradisce un +10%.** E se l’Unione europea costituisce nel suo complesso il secondo *partner* commerciale di Lukashenko, alcuni suoi Stati nazionali si piazzano subito a ridosso dei primi tre: dopo Russia, Ucraina e Cina ci sono infatti Germania, Polonia e Paesi Bassi. In un anno l’*export* bielorusso è cresciuto del 51% con Berlino (primi tre trimestri) e del 40% con Varsavia (primo trimestre).

Eppure, nell’agosto 2020, all’indomani dei brogli elettorali e delle repressioni, l’Unione europea aveva varato quattro pacchetti di **sanzioni economiche, evidentemente piuttosto morbide,** dal momento che non colpivano i settori chiave dell’industria bielorussa e non intaccavano in maniera sostanziale gli scambi commerciali fra Minsk e i Paesi Ue. Dopo il dirottamento del volo Ryanair, si sono aggiunte sanzioni sui prodotti petroliferi e sul potassio, di cui la Bielorussia è terzo produttore mondiale.

In questo caso si tratta di** settori strategici, ma l’eventuale efficacia si avvertirà solo l’anno prossimo.** Lo conferma Katerina Bornukowa dell’Istituto economico Beroc di Minsk: «Le misure non hanno funzionato, perché, ad esempio, per potassio e prodotti petroliferi riguardano contratti di fornitura conclusi dopo l’entrata in vigore delle sanzioni», ha detto alla “Faz”. La maggior parte dei contratti attualmente in vigore non è dunque colpita. In più, ci sono molte eccezioni: finora solo un quinto circa della produzione di potassio è soggetto a sanzioni.

E i prodotti in legno e metalli, richiestissimi nella fase di ripresa economica dopo la pandemia, non sono stati presi in considerazione. **Tuttavia, sempre secondo l’esperta di Minsk, comincia ad avvertirsi l’effetto delle cosiddette sanzioni secondarie.** Un investitore cinese, ad esempio, ha revocato il progetto di realizzazione di nuove mietitrebbie (altro settore di punta dell’industria bielorussa) e l’agenzia Fitch ha ritirato il *rating* di due banche statali bielorusse.

Per la Banca mondiale il vero contraccolpo delle sanzioni si avvertirà solo a partire dai prossimi mesi e fra pochi giorni entreranno in vigore anche nuove misure punitive americane. **Le stime indicano una flessione del Pil bielorusso del 2,8% per il prossimo anno, dopo il sorprendente +3% di quello in corso.**

di *Pierluigi Mennitti*
