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title: "Bollettino del quinto giorno della guerra fra Israele e Iran. Troppo tardi per arrendersi &#8211; IL VIDEO"
description: "Con l'uccisione - da parte di Israele - di Ali Shadmani, la situazione militare in Iran continua a peggiorare"
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date: 2025-06-18
modified: 2025-06-19
author: Camillo Bosco
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categories: [Esteri, Video]
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# Bollettino del quinto giorno della guerra fra Israele e Iran. Troppo tardi per arrendersi &#8211; IL VIDEO

![Israele e Iran](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/Israele-e-Iran-1024x639.jpg)

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2025-06-17 09:35:52

2025-06-17 07:35:52

La popolazione di Teheran in fuga dalla capitale, lunghe file nelle autostrade per lasciare il Paese. Un'ondata di impiccagioni potrebbe spingere gli iraniani a una ribellione interna

«Tutti dovrebbero immediatamente evacuare Teheran!» è la verità di Donald Trump, rivelata sul suo social Truth. Un consiglio colto da molti teherani, con lunghe file nelle autostrade. Il ‘presidente della pace’ sta salendo sul carro della terza guerra che il suo mandato non è riuscito a risolvere o prevenire, come invece aveva promesso in campagna elettorale. Ora, mentre l’Ucraina sembra cadere nel dimenticatoio e Gaza diviene un «fronte secondario» (in attesa della sua prossima cisgiordanizzazione), l’Iran trema per l’immenso errore politico compiuto dal suo senescente regime. I razzi iraniani che dovevano atterrire il mondo vengono lanciati con un’intermittenza che ricorda più l’impaccio di un intestino pigro di un condottiero stanco, che non il vigore rivoluzionario di cui si è sempre ammantato il regime degli ayatollah.Scariche sempre più modeste di missili balistici si sono infatti susseguite nella notte, annunciate con una goffa immagine autocelebrativa creata con l’Ai e diffusa dall’account X (ex-Twitter) ufficiale dell’ayatollah seyyed ʿAli Hoseyni Khamenei. Qualche decina di missili balistici, lanciati a piccoli gruppi nella notte, hanno generato pochissimi danni in Isreale. Lo scarso impiego del formidabile arsenale missilistico iraniano può essere spiegato con l’efficace azione di disturbo israeliana, che si è sovrapposta al panico logistico che ha travolto le Forze armate iraniane: sono stati diffusi video in cui i caccia della Heyl Ha'Avir (l’aviazione militare d’Israele) colpiscono i lanciatori nemici mentre si spostano in autostrada da Ovest a Est, nel vano tentativo di porsi fuori dal raggio degli aerei di Gerusalemme.Pare che persino l’aviazione iraniana abbia evitato di ingaggiare i caccia israeliani sin dal primo giorno, cercando riparo nelle basi più orientali del grande Paese persiano. La Heyl Ha'Avir ha diffuso però anche i filmati dei vetusti F14 iraniani, vestigia delle acquisizioni pre-Repubblica Islamica, che vengono sistematicamente distrutti al suolo. Come reazione agli attacchi, nella notte sono stati bersagliati anche decine e decine di lanciatori e residui sistemi antiaerei iraniani (tra cui le vetuste e superstiti apparecchiature statunitensi). Prima della guerra il regime di Teheran aveva mostrato con orgoglio le sue basi aeree e missilistiche sotterranee, ma è ormai evidente quanto siano rare nel totale delle infrastrutture militari degli ayatollah.Ieri si sono susseguite indiscrezioni, alcune riportate dal Wall Street Journal, su un desiderio del regime iraniano di riprendere le trattative sul nucleare. Una volontà indotta dall’incombere dell’ombra di un intervento statunitense, preannunciato dall’invio di una trentina di aerei cisterna nel teatro mediorientale e dal ridislocamento della portaerei nucleare “Uss Nimitz” dall’Oceano Pacifico a quello Indiano (affiancandosi alla sorella di classe “Uss Vinson” già presente nel Golfo Persico). Azioni che vanno oltre i semplici preparativi per un’esercitazione o un ‘semplice’ supporto alle azioni israeliane, a cui si deve aggiungere l’abbandono del G7 da parte del presidente Donald Trump. Tornato a Washington, il mercuriale tycoon ha smentito brutalmente la ricostruzione del presidente francese Emmanuel Macron che lo descriveva intento a voler stringere un accordo di cessate il fuoco.La dichiarazione su Truth ha poi confermato il reale pericolo per i cittadini di Teheran di vedere aumentare gli attacchi sulla loro capitale, con modalità ancora non esplicite. Dal canto suo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha escluso categoricamente la possibilità di uno stop agli attacchi sul nemico iraniano: «È chiaro che il nemico voglia una tregua mentre è colpito così duramente, ma dobbiamo proseguire col piano per eliminare il suo programma nucleare». Il regime di Khamenei, a quanto pare scosso dalla perdita subitanea di così tanti consiglieri e aiutanti fidati, sembra quindi bloccato in un cul-de-sac politico e militare di difficile soluzione. La reazione contro i sabotatori interni ha già portato a una prima ondata di impiccagioni, ma – invece che serrare i ranghi – queste misure isteriche e sommarie potrebbero spingere la popolazione iraniana a una ribellione per dare una spallata a un regime il cui fallimento è sempre più conclamato. Per anni i cittadini iraniani hanno sopportato povertà e autoritarismo con l’implicita promessa di creare uno Stato forte che potesse combattere i nemici interni, quando invece questa narrativa si è sfarinata in appena quattro giorni di guerra con un avversario settantacinque volte più piccolo e con una popolazione nove volte inferiore.

Di Camillo Bosco

Bollettino del quarto giorno della guerra fra Israele e Iran. Caos a Teheran - IL VIDEO

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2025-06-17 10:14:19

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2025-06-16 10:56:38

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Ben ventotto aerei cisterna statunitensi si starebbero muovendo verso Est, direzione Europa e Medio Oriente, dalla madrepatria statunitense. Si tratta di una di quelle azioni preparatorie che Washington dovrebbe adottare per unirsi alla guerra fra Israele e Iran

Ben ventotto aerei cisterna statunitensi si starebbero muovendo verso Est, direzione Europa e Medio Oriente, dalla madrepatria statunitense. Sebbene non siamo a conoscenza della loro destinazione finale, si tratta di un numero così grande che porterebbe a escludere la coincidenza. Si tratta di una di quelle azioni preparatorie che Washington dovrebbe adottare per unirsi alla guerra fra Israele e Iran. O quantomeno per mettere le sue forze aree mediorientali (cioè quelle sotto il comando del Central Command, il CENTCOM) in condizioni di sostenere vaste e prolungate campagne di bombardamento. Riguardo lo schieramento bellico statunitense in questo teatro regionale, in questo momento è schierato nel Golfo Persico ‘soltanto’ il gruppo d’attacco della portaerei a propulsione nucleare “USS Carl Vinson”. Capace già solo lei di ospitare 85 velivoli d’attacco.

La sua potenza è stata già sperimentata dagli Huthi, che hanno subito mesi di bombardamenti continui da aerei partiti dal suo ponte di volo.

La Vinson è infatti una classe Nimitz. Una classe di portaerei da circa 100mila tonnellate di dislocamento (il peso complessivo della nave) con un equipaggio di circa 5mila membri. Gli aerei cisterna, utili per permettere l’uso di cacciabombardieri di basi più arretrate rispetto all’Iran. O per aiutare Israele a mantenere l’intenso ritmo di bombardamenti sull’Iran, non sarebbero però gli unici rinforzi in arrivo. La stessa portaerei nucleare “USS Nimitz”, cioè la capostipite della Vinson, si è disimpegnata dall’Oceano Pacifico – dove era schierata in sostegno alla Terza e alla Settima flotta in funzione deterrente verso il bullismo marittimo cinese – per muoversi in direzione dell’Oceano Indiano. Se raggiungerà davvero il Golfo persico, le opzioni in mano all’amministrazione Trump per intervenire nel conflitto aumenterebbero di molto.

La tentazione di entrare a gamba tesa in un conflitto praticamente già vinto potrebbe essere infatti fin troppo ghiotta per un politico opportunista e vanitoso. Come il tycoon statunitense. Che non ha escluso la possibilità di un intervento. Le bombe bunker buster dell’arsenale degli Stati Uniti sono poi indispensabili per seppellire le parti più difese del programma atomico iraniano. Come il centro di arricchimento di Fordo. L’Heyl Ha'Avir (l’aviazione militare israeliana) sta dando comunque una prova eccellente di sé anche con le sue sole forze. Sebbene sempre rinforzate negli anni precedenti dalla generosità materiale trumpiana. Gli attacchi di Gerusalemme hanno raggiunto persino il confine orientale dell’Iran, continuando a disabilitare radar e lanciatori nemici.

Le squadre del Mossad hanno poi continuato la loro campagna di attentati esplosivi nella capitale Teheran. Mentre le squadre investigative del regime degli ayatollah scoprivano in città un palazzo di tre piani – ormai abbandonato – destinato alla produzione di droni, un’ondata di autobombe sincronizzate ha eliminato un’altra mezza dozzina di scienziati nucleari iraniani. Che Israele riteneva legati al progetto della bomba. Moltissime altre eliminazioni mirate sono state invece compiute con l’ausilio di droni fatti librare dalla squadre infiltrate a poca distanza dagli obiettivi. Un’umiliazione continua per il regime iraniano, che non sembra essere capace di fermare queste forme ibride di attacchi nel cuore del suo territorio.

La missilistica iraniana tuttavia si sta dimostrando all’altezza della sua famigerata fama. Nonostante le continue azioni di disturbo israeliane contro la catena di comando missilistica e i lanciatori. È infatti impossibile annullare le capacità di lancio di un Paese così vasto come l’Iran. Anche se gli sforzi del governo di Benjamin Netanyahu abbiano brillato per precisione e sincronicità.

Nella notte sono continuati i bombardamenti dei missili balistici iraniani, anche se via via sempre meno consistenti. Dai 150 iniziali si è arrivati a ‘soltanto’ 30 ordigni balistici, ma la riduzione del numero non deve indurre a pensare che le scorte mortali degli ayatollah siano già finite. Si stima che Teheran abbia ancora poco meno di 3mila missili per attaccare Israele e la progressione del loro uso rispecchia spesso complessi calcoli per vagliare la reazione della contraerea nemica, in modo da massimizzare l’uso di ogni salva. Finché i missili andranno a segno, come abbiamo visto anche nella notte abbiamo passata, il leone iraniano si sarà dimostrato ben capace di infliggere danni al suo nemico.

di Camillo Bosco

Bollettino del terzo giorno della guerra fra Israele e Iran. Gli Stati Uniti si avvicinano al conflitto

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2025-06-16 11:04:25

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