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title: Bolsonaro aizza i social e il Brasile viene bloccato dai camionisti
description: Sconti sempre più duri e parole fuori misura. La prima economia dell’America Latina dipende ancora molto dal trasporto su gomma.
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date: 2021-10-12
author: Raffaele Bertini
url: https://laragione.eu/esteri/bolsonaro-aizza-i-social-e-il-brasile-viene-bloccato-dai-camionisti/
categories: [Esteri]
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# Bolsonaro aizza i social e il Brasile viene bloccato dai camionisti

![Bolsonaro aizza i social e il Brasile viene bloccato dai camionisti](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/10/Brasile.png)

Scontri sempre più duri e parole fuori misura. La prima economia dell’America Latina dipende ancora molto dal trasporto su gomma, che copre circa il 60% del traffico merci.

**Festa dell’indipendenza del Brasile, 7 settembre**. **Il presidente Jair Bolsonaro**, mai restio a prendersi la scena, ne fa quest’anno un evento decisamente politico. Vuole e ottiene la piazza piena per far rimbombare l’eco delle sue invettive contro gli **altri poteri dello Stato**, prima fra tutti la **Corte suprema**, che lo accusa di farcire di **fake news le sue campagne social** e lo mette al centro di **nuove inchieste**.

**Il suo principale accusatore, Alexander de Moraes**, è «una canaglia» il cui tempo «è scaduto». Parole che alimentano – tra gli altri – il ruggito di alcuni camionisti che sposando la causa del presidente **bloccano le strade per almeno due giorni**. E questo è un problema: da settimane **una pesante siccità sgonfia le centrali idroelettriche**, provocando un **rincaro della bolletta** che spinge l’**inflazione** oltre i livelli di guardia.

Rallentare l’ingresso di cibo e benzina nelle città rischia di essere esplosivo e, per evitare guai peggiori, **il presidente** fa girare su **WhatsApp** un audio in cui invita gli «amici» **camionisti a liberare le strade**. Ma loro credono sia un falso opera dei «nemici della libertà» e tengono duro, fino a quando non interviene il **ministro dei Trasporti** a garantire che è tutto vero.

Per un articolo di colore potrebbe bastare “Chi di fake ferisce…” ma – come sempre – c’è molto altro. La vicenda conferma che il **Brasile, prima economia dell’America Latina**, dipende ancora molto dal **trasporto su gomma**, su cui corre circa il 60% del traffico merci. Sulle ferrovie viaggia più o meno un quinto del totale, ma in modo tutt’altro che efficiente: solo il 25% è a pieno regime e su poco meno del 30% delle rotaie non si vede neanche un pacchetto, spiega **il quotidiano “O Globo”**.

Lo sa bene **il Senato brasiliano**, che ha varato in prima lettura e all’unanimità un’ambiziosa riforma pensata per ampliare la **rete ferroviaria**, che dà ai privati non solo il diritto di sfruttare, ma anche di costruire nuove rotaie. E lo sa bene anche **l’ex presidente del Brasile** che nel **2018** pagò **un mese di sciopero dei camionisti**, questo sì appoggiato da tutta la categoria, con circa un punto percentuale di **Pil**: **Michel Temer**. Lo stesso che **Bolsonaro** ha mandato a chiamare nei giorni caldi della crisi per stendere un comunicato di **‘pace’ con la Corte suprema**, derubricando le parole di fuoco di un mese fa a una poco perdonabile «eccitazione del momento».

Perché lo sa bene anche **Bolsonaro**: qualche colpo di clacson ci può stare, ma con gli ingorghi non si va da nessuna parte.

 

di *Raffaele Bertini*
