---
title: Buoni gli accordi basati sul consenso non sulla forza
description: "Putin vuole una nuova Yalta, l'Ucraina si sta armando mentre l'UE ha un solo obiettivo: evitare nuove guerre."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-2.png
date: 2022-01-05
author: Ottavio Lavaggi
url: https://laragione.eu/esteri/buoni-gli-accordi-basati-sul-consenso-non-sulla-forza/
categories: [Esteri]
tags: [russia]
---

# Buoni gli accordi basati sul consenso non sulla forza

![Buoni gli accordi basati sul consenso non sulla forza](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-2.png)

Arrivati a questo punto un intervento militare russo in Ucraina è assai probabile. Una nuova Yalta è possibile e preferibile a nuove guerre ma non esattamente nei termini proposti dallo zar Vladimir Putin. Ecco perché.

In un lungo articolo su “Bloomberg”, **Niall Ferguson afferma che un intervento militare russo in Ucraina resta probabile e imminente**, nonostante il previsto dialogo diplomatico. **Putin è stato molto chiaro**, sia nel suo testo pubblicato a luglio sia nell’*ultimatum* presentato a dicembre: **vuole una nuova Yalta, con le buone o con le cattive**.

Americani, inglesi ed europei hanno risposto accettando il dialogo ma respingendo le richieste e chiarendo che in caso di invasione russa non vi saranno risposte militari immediate, ma sanzioni politiche e finanziarie.

**Secondo Ferguson, nuove sanzioni sono un prezzo che Putin sarebbe disponibile a pagare**, con la sua Banca centrale forte di 620 miliardi di dollari di riserve, considerata la fragilità energetica europea. Gazprom può sopravvivere a lungo senza vendere gas agli europei, ma può la Germania passare l’inverno al freddo? Data la sua fragilità militare e la dipendenza energetica, **l’Europa non è in grado oggi di negoziare con Putin da una posizione di forza**. Data la sua fragilità politica interna, l’America non vuole una guerra e può considerare come il male minore sanzioni che saranno di fatto ‘pagate’ essenzialmente dagli europei.

Putin, dunque, ha già vinto senza bisogno di combattere a lungo? Non necessariamente. La Finlandia, Paese militarmente non-allineato per antonomasia, ha tenuto a dichiarare formalmente che intende conservare il diritto «sovrano» di aderire alla Nato. **La popolazione civile ucraina si sta armando**, con l’obiettivo di divenire un boccone difficile da digerire per i russi. Una nuova Yalta, dunque, è possibile e preferibile a nuove guerre, ma non esattamente nei termini proposti dallo zar Vladimir. Il primo punto del nuovo accordo potrebbe essere tuttavia mutuato dall’**articolo scritto da Putin a luglio**, che si concludeva con una importante affermazione di principio: **«Il destino dell’Ucraina (e delle altre nazioni e Paesi dell’Est europeo) dovrà dipendere dalla volontà e dalle aspirazioni dei suoi (loro) cittadini».** In fondo, al di là dei contrastanti interessi geopolitici ed economici, l’oggetto del contendere tra Occidente democratico e Oriente autocratico è proprio questo: sono giusti e stabili solo gli accordi fondati sul libero consenso e non sulla forza.

**L’Unione europea è nata per evitare nuove guerre** e per costruire integrazione politica ed economica fondata sul consenso e su regole condivise. Resta da vedere se nella possibile ‘nuova Yalta’ siederà al tavolo negoziale come soggetto politico in grado di offrire soluzioni o come oggetto del contendere, destinato a subire la forza degli altri.

 

*di Ottavio Lavaggi*
