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title: Attivisti di “Palestine Action” distruggono il ritratto di Lord Balfour
description: "Università di Cambridge: gli attivisti di “Palestine Action” prima spruzzano dello spray rosso sul ritratto di Lord Balfour e poi lo tagliano"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Palestine-Action-Lord-Balfour.jpg
date: 2024-03-08
modified: 2024-03-09
author: Mario Catania
url: https://laragione.eu/esteri/cambridge-attivisti-di-palestine-action-distruggono-il-ritratto-di-lord-balfour/
categories: [Esteri]
tags: [Palestina, viral]
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# Attivisti di “Palestine Action” distruggono il ritratto di Lord Balfour

![Palestine Action Lord Balfour](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Palestine-Action-Lord-Balfour.jpg)

2024-02-04 14:29:17

2024-02-04 13:29:17

Il Museo del Prado di Madrid ha aggiornato le didascalie delle opere: eliminate le parole ritenute offensive e/o sessiste e che potrebbero urtare oggi la sensibilità delle persone

Viviamo in un momento storico in cui molte persone vogliono dare un taglio netto con il passato, la cui cultura viene ritenuta offensiva. Per farlo si cerca di eliminarlo e, quando non si riesce, di modificarlo. È in un contesto del genere che si sviluppano orientamenti ‘culturali’ – come il politicamente corretto, la cancel culture, la cultura woke – che si ripercuotono nella vita reale in diversi modi: utilizzando l’asterisco alla fine delle parole, modificando parti di testi letterari e distruggendo statue di personaggi storici.

Anche l’arte finisce nel mirino di tali ideologie. Accade che il Museo del Prado di Madrid decida di revisionare le didascalie delle opere esposte, con l’obiettivo di raggiungere l’uguaglianza e la tanto agognata inclusione sociale. Vengono quindi sostituiti termini ritenuti peggiorativi e/o sessisti e che possono urtare la sensibilità. Nel mirino parole come “nano”, “nanismo” o “minorato”. E così la parola “nano” viene sostituita con “buffone di corte” (anche se nulla c’entra con l’aspetto fisico, riguardando invece il mestiere) e “nanismo” con “acondroplasia”. Fanno eccezione i titoli delle opere come quello dell’incisione di Francisco Goya “El maricón de la tía Gila” poiché dato dallo stesso artista.

Il Prado fa sapere che i vecchi titoli non sono stati del tutto eliminati: si trovano nel database come “titoli storici”. Proprio una gran bella mossa… Ma tornando a Goya, perché a questo punto non coprire la celebre “Maja desnuda”?

di Filippo Messina

Il Museo del Prado di Madrid e il "problema" delle didascalie

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2024-02-04 22:23:05

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2024-01-18 19:49:59

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National Maritime Museum di Greenwich - La cultura woke colpisce ancora: questa volta il bersaglio è il celebre ammiraglio britannico Horatio Nelson. Ecco perché

A volte su vinti e vincitori cala lo spariglio della Storia. Prendiamo due generalissimi che hanno determinato i destini dell’Europa moderna, l’uno contro l’altro, sul campo di battaglia. Duecento anni dopo la morte in esilio, Napoleone Bonaparte «è parte di noi e le sue azioni si conservano nel nostro secolo» gli rende atto Emmanuel Macron. Dall’altro lato della Manica, il provvidenziale Horatio Nelson viene oggi preso a pesci in faccia. Non ancora dalla Corona, ma poco ci manca. Perché il National Maritime Museum di Greenwich – che ne custodisce l’uniforme con cui cadde a Trafalgar (praticamente la vera Croce, in fatto di reliquiari britannici) – ha deciso di sottoporre l’ammiraglio a un piccato j’accuse figlio dei nostri tempi.

«Delle tue medagliette me ne frego» sibila una voce sotto forma di schermo interattivo. Proviene da una nuova statua, rivela il “The Telegraph”, a fianco del busto di Nelson: è la “Dea protettrice di tutti i migranti”, venerata ad hoc dall’universo woke ed evocata dal museo «in sinergia con i nostri stakeholder» per dispensare la sua giustizia riparatrice. Del povero Horatio viene perfino sminuito il sacrificio per il proprio Paese: «Coraggio e tenacia comuni a tanti altri, compresi i profughi che attraversano i mari per scampare alla guerra» lo demolisce la Dea, nell’ipotetico dialogo inscenato dal museo. Il bronzo in questione ha naturalmente le sembianze di una donna nera. Ma non è l’unico. Qualche teca più in là, ecco una creatura degli abissi che si definisce «né maschio né femmina, né umano né pesce». E valla a immaginare. Quello che conta, per gli illuminati organizzatori dell’esposizione, è che «dà voce genderless agli sconosciuti eroi degli oceani: di ammiragli, capitani e politici ce n’è abbastanza».

Tutto questo fa rabbia tanto per la storiografia quanto per le vittime degli sbarchi, che nulla c’entrano coi memorabilia dell’impero britannico e non potevano essere tirati in ballo in maniera più caotica. Per la cronaca: il museo aveva valutato di ‘degradare’ l’ammiraglio già nel 2020 – in pieno fermento Black Lives Matter – poiché riconducibile a schiavismo e colonialismo (foss’anche per aver posto le basi del dominio acquatico di Sua Maestà). In ambito militare le fonti accertano le zone d’ombra di Nelson, soprattutto nella Repubblica napoletana del 1799, con una sanguinosa repressione sulla coscienza. Ma che fosse un sudista mancato è fiction. O accanimento. E a Greenwich devono fare i conti con l’essere l’istituzione che cura il patrimonio della Royal Navy e al contempo con il volerne espiare ogni colpa agli occhi acritici del falso progressismo: equazione irrisolvibile, salvo la demolizione controllata. Allora riecheggia beffardo il paradosso del Bonaparte, che «da vivo ha perso il mondo, da morto lo possiede» (F. R. Chateaubriand). Al postumo trionfatore di Trafalgar, c’est la guerre, né l’uno né l’altro.

di Francesco Gottardi

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La cultura woke e il museo all'attacco di Nelson

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2024-01-18 19:49:59

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2023-04-15 14:50:15

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Il titolo dell’articolo apparso su di un tabloid britannico è emblematico: «È tempo di cancellare Picasso». Follia allo stato puro

Roald Dahl, Enid Blyton, Ian Fleming, J. K. Rowling. E ancora, i capolavori di Agatha Christie e il già bersagliato “Via col vento”. Il politicamente corretto è il vero rivale di arte e cultura, con il tritacarne della cancel culture sempre in azione e il buonismo dilagante destinato a reprimere qualsivoglia ambizione. L’ultima offensiva dei talebani dell’ideologia woke ha chiamato in causa uno degli artisti più influenti del XX secolo: Pablo Picasso.

13mila tra dipinti e disegni, oltre 100mila tra incisioni e litografie, più di 300 sculture: il genio di Malaga è conosciuto in tutto il mondo per la sua arte audace e trasgressiva, in grado di tracciare un solco tra la tradizione dell’Ottocento e l’arte contemporanea. Ancora oggi punto di riferimento per tanti pittori, Picasso ha un’importanza incontrovertibile per il suo linguaggio rivoluzionario e per la costante innovazione formale e stilistica.

Ma c’è anche chi, sul quotidiano “The Guardian”, definisce il pittore spagnolo «un mostruoso misogino». Oppure, come il critico d’arte inglese Adrian Searle, lo descrive come «vampiro, macho andaluso, manipolatore carismatico, sociopatico e narcisista». A suo avviso, «se non fosse per la sua arte, Picasso sarebbe ricordato come un mostro che ha trattato le donne in modo terribile». Il titolo dell’articolo apparso sul tabloid britannico è emblematico: «È tempo di cancellare Picasso». Follia allo stato puro. Ma non è tutto: secondo quanto confidato dall’esperta Elizabeth Cowling, molti studenti dei dipartimenti di storia dell’arte chiederebbero ai professori di non trattare la biografia e l’opera del fondatore del cubismo.

Picasso è stato un genio carismatico, sicuramente testardo ed egocentrico, con una grande passione per le donne. Due mogli, tante amanti, decine di storie tormentate. Il grande errore – secondo certi soloni – è stato ostentare la sua vita privata e vantarsi della sua sessualità. Sagre del moralismo a parte, le donne nell’arte di Picasso sono state un veicolo espressivo per emozioni universali. Ma il tema è in realtà un altro: nel 2023 c’è chi ancora non riesce a fare una netta distinzione fra l’uomo e l’artista. La storia dell’arte è ricca di artisti che hanno commesso dei crimini – spesso anche orrendi – ma non per questo abbiamo smesso di prendere in considerazione e ammirare le opere che hanno prodotto. Con buona pace degli alfieri del politically correct.

di Massimo Balsamo

Anche Picasso nel tritacarne della cancel culture

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2023-04-15 11:15:29

2023-04-15 09:15:29

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