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title: "Carenza d&#8217;acqua, gli iraniani in piazza contro Khamenei"
description: "Continuano le manifestazioni in Iran contro il regime degli ayatollah mentre l'Occidente non vuole compromettere gli accordi sul nucleare."
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date: 2021-12-02
author: Anna Mahjar Barducci
url: https://laragione.eu/esteri/carenza-dacqua-gli-iraniani-in-piazza-contro-khamenei/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, politica]
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# Carenza d&#8217;acqua, gli iraniani in piazza contro Khamenei

![Carenza d&#8217;acqua, gli iraniani in piazza contro Khamenei](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Iran.png)

L'Occidente ignora le proteste degli iraniani, contro il regime degli ayatollah, per non compromettere i negoziati sul nucleare.

Gerusalemme – **Continuano le manifestazioni in Iran contro il regime degli *****ayatollah*****.** È ormai da questa estate che gli iraniani scendono per le strade al grido di «Abbasso il *leader* supremo Khamenei», ma l’Occidente sembra volutamente ignorarli. **Lo scorso venerdì, per la seconda settimana consecutiva, la popolazione ha nuovamente manifestato pacificamente a Isfahan contro la carenza d’acqua, accusando il regime di essere responsabile del declino socio-economico del Paese.** Non riuscendo a fermare le proteste, la polizia è intervenuta violentemente, ferendo una cinquantina di dimostranti (molti sono rimasti ciechi da un occhio), uccidendone almeno tre e arrestandone più di duecento (inclusi tredici minorenni). I manifestanti hanno pertanto reagito lanciando pietre contro le forze di sicurezza, bruciando almeno una motocicletta della polizia e gridando slogan anti-governativi. Nei video postati *online* da attivisti iraniani, si vedono i dimostranti urlare all’unisono: «Non abbiamo paura! Siamo tutti insieme», «Siamo tutti qui per combattere contro il *leader* », «Basta con Khamenei» e poi ancora «Vergognati Khamenei per le tue menzogne, il sangue della nostra gioventù cola dai tuoi artigli».

**Il giorno dopo il quotidiano iraniano “Kayhan”, controllato dal regime, ha descritto i manifestanti di Isfahan come «delinquenti pagati» dall’Occidente** e «truppe combattenti a piedi degli Stati Uniti», istruite per «seminare il caos» alla vigilia dei negoziati per gli accordi sul nucleare, che sono ripresi lo scorso 29 novembre a Vienna. **Nonostante la palese e continua violazione dei diritti umani da parte del regime degli *****ayatollah*****, gli Stati Uniti non hanno fatto pressione sull’Iran durante i negoziati ancora in corso.** Anzi, è stato l’Iran a fare la voce grossa e a far capire che Teheran non ha intenzione di essere flessibile, richiedendo così la rimozione di tutte le «disumane» sanzioni. Il ministro degli Affari esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian, ha poi dichiarato: «Gli Stati Uniti non riescono ancora a comprendere correttamente il fatto che non c’è modo di tornare all’accordo senza una revoca verificabile ed efficace di tutte le sanzioni imposte alla nazione iraniana… Questa opportunità non è una finestra che può rimanere aperta per sempre».

**Alcuni attivisti iraniani però hanno scritto su Twitter che gli Stati Uniti non devono cedere ai ricatti del regime.** «Togliere le sanzioni e sperare che ciò aiuti gli iraniani? Non avete visto le tattiche della Repubblica islamica negli ultimi 43 anni? Sarà sempre il popolo iraniano a rimetterci» scrive un attivista che si identifica con il nome di Mahran. Nel frattempo,** il sito statunitense “Axios” ha riportato che Israele avrebbe informato gli Stati Uniti che l’Iran sta preparandosi ad arricchire l’uranio al 90% di purezza, il livello necessario per produrre un’arma nucleare**. Il capo negoziatore iraniano, Ali Bagheri Kani, ha però dichiarato di essere «ottimista» sul futuro dei negoziati e di conseguenza sulla rimozione delle sanzioni da parte degli Stati Uniti. **L’Occidente sembra pertanto più interessato ad aiutare il regime a sopravvivere che non a sostenere il popolo iraniano, che anche ieri è sceso nuovamente per le strade a protestare.**

di* Anna Mahjar Barducci*
