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title: "Caso Cecilia Sala, un&#8217;ora di vertice a Palazzo Chigi; Meloni incontra la madre della giornalista e sente il padre. L&#8217;Iran: &#8220;Trattata bene&#8221;"
description: Al termine del vertice Meloni ha ricevuto Elisabetta Vernoni - la mamma della giornalista - e ha parlato con il padre di Cecilia, Renato Sala
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date: 2025-01-02
author: Mario Catania
url: https://laragione.eu/esteri/caso-cecilia-sala-unora-di-vertice-a-palazzo-chigi-meloni-incontra-la-madre-l-iran-la-giornalista-e-trattata-bene/
categories: [Esteri]
tags: [giornalismo, giornalista, Iran, Italia]
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# Caso Cecilia Sala, un&#8217;ora di vertice a Palazzo Chigi; Meloni incontra la madre della giornalista e sente il padre. L&#8217;Iran: &#8220;Trattata bene&#8221;

![Cecilia Sala Meloni](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/Cecilia-Sala-Meloni-1.jpg)

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2024-12-28 16:40:21

2024-12-28 15:40:21

A ventiquattro ore dalla notizia dell'arresto di Cecilia Sala arrivano le prese di posizione della Presidenza del Consiglio, di Bruxelles e di Washington

Sono passate poco più di ventiquattro ore dalla notizia dell’arresto di Cecilia Sala in Iran (avvenuto lo scorso 19 dicembre). Dopo le prime reazioni da parte della politica e dei colleghi, la vicenda inizia a essere più delineata. Ma è ancora troppo presto per offrire un quadro definito. Col sorgere delle prime congetture sui motivi dietro l’arresto – spesso inutili, il cui unico contributo è confondere il pubblico sul caso – resta il fatto che l’unica cosa importante, adesso, è assicurarsi che la detenzione di Cecilia Sala non duri oltre.

Dopo le parole del ministro degli Esteri Tajani, che ha rassicurato l’opinione pubblica sulle condizioni attuali di Sala, arriva la nota ufficiale di Palazzo Chigi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni «segue con costante attenzione la complessa vicenda di Cecilia Sala fin dal giorno del fermo, il 19 dicembre. E si tiene in stretto collegamento con il Ministro degli Esteri e il Sottosegretario Alfredo Mantovano. Al fine di riportare a casa al più presto la giornalista italiana. D'accordo con i suoi genitori, perseguiamo tale obiettivo attivando tutte le possibili interlocuzioni. E con la necessaria cautela, che si auspica continui a essere osservata anche dai media italiani».

Cautela che, nonostante alcune eccezioni, i giornali stanno rispettando. Sul piano internazionale, la vicenda ha avuto un’eco enorme. Non solo le principali testate straniere hanno immediatamente riportato la notizia, ma anche l’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno affrontato l’arresto illegale della giornalista. La Commissione ha fatto sapere di “seguire da vicino” gli sviluppi, considerando particolarmente “sensibile” la questione visti i rapporti con il regime di Teheran. Il portavoce del Dipartimento di Stato americano ha invece affermato: «Siamo a conoscenza» dell’arresto e «chiediamo ancora una volta il rilascio immediato e incondizionato di tutti i prigionieri detenuti in Iran senza giusta causa. I giornalisti svolgono un lavoro fondamentale per informare il pubblico, spesso in condizioni pericolose, e devono essere protetti». Nel frattempo, il regime iraniano continua a tacere sulla vicenda.

Italia, Ue ed Usa lavorano per la liberazione di Cecilia Sala

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2024-12-29 09:16:59

2024-12-29 08:16:59

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2024-12-30 14:59:06

2024-12-30 13:59:06

Il regime di Teheran fa sapere tramite una nota che Cecilia Sala è stata arrestata "per aver violato la legge della Repubblica islamica dell'Iran"

Dopo giorni di silenzio, il regime di Teheran, attraverso una breve nota governativa, fa sapere che Cecilia Sala è stata arrestata «per aver violato la legge della Repubblica islamica dell'Iran. Il suo caso è sotto inchiesta». Non è dato sapere in che modo la giornalista avrebbe violato la il codice del Paese, ma trattandosi della Repubblica islamica è inutile chiedere spiegazioni sensate. È invece sempre più esplicita la vera utilità dietro questo abuso: uno scambio. Da giorni circola l’indiscrezione di un tentativo iraniano di sfruttare l’arresto di Cecilia Sala per ottenere la liberazione, da parte delle autorità italiane, di Mohammad Abedini-Najafabadi, ingegnere iraniano indagato dagli Stati Uniti per il trasporto di componenti elettroniche per droni. Abedini-Najafabadi è stato fermato all’aeroporto di Malpensa lo scorso 22 dicembre e, interpellato dalla stampa dopo il caso Sala, ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento – anche indiretto – nell’arresto della giornalista. Ma adesso è Teheran che mette in relazione i due fatti. Il viceministro degli Esteri iraniano, Vahid Jalalzadeh, rivolgendosi all’ambasciatrice italiana Paola Amadei, ha lasciato intendere che l’Iran è pronto ad aprire un canale diplomatico per stabilire le condizioni per lo scambio dei due prigionieri. L’obiettivo del regime, adesso, è quello di sottrarre il proprio uomo dalla giustizia statunitense. Gli americani, di fronte all’inizio della trattativa, hanno richiesto «il rilascio immediato» di Cecilia Sala. Si apre così la trattativa diplomatica per chiudere la vicenda, ma è ancora troppo presto per fare previsioni. Il ministro degli Esteri Tajani ha riferito alla stampa che la Farnesina sta «monitorando la situazione» e che la giornalista «sta bene e in buona salute». Tuttavia, dal Ministero degli Esteri fanno sapere che, almeno al momento, non è possibile indicare le tempistiche per il rilascio di Cecilia Sala.

Di Antonio Pellegrino

Cecilia Sala: l'Iran apre allo scambio dei prigionieri

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2024-12-31 07:32:47

2024-12-31 06:32:47

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2025-01-02 15:29:17

2025-01-02 14:29:17

Arresto Cecilia Sala - Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato di aver "dato mandato al segretario generale della Farnesina di convocare l’ambasciatore iraniano a Roma"

La detenzione di Cecilia Sala continua. Gli ultimi aggiornamenti sulle condizioni della giornalista – arrestata lo scorso 19 dicembre dal regime iraniano con la scusa di aver “violato le leggi islamiche” – suscitano sdegno e rabbia: Sala è in isolamento da oltre due settimane, senza un letto e privata dei beni primari (il pacco consegnatole dall’ambasciata italiana è stato immediatamente bloccato dalle autorità). Di fronte a questo abuso continuo, ed ingiustificabile, la diplomazia italiana inizia, finalmente, a pressare l’Iran per chiudere la vicenda.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato, questa mattina, di aver «dato mandato al segretario generale della Farnesina di convocare l’ambasciatore iraniano a Roma» ribadendo che «il Governo, come dal primo giorno dell’arresto di Cecilia Sala, lavora incessantemente per riportarla a casa e pretendiamo che vengano rispettati tutti i suoi diritti. Fino alla sua liberazione, Cecilia e i suoi genitori non saranno mai lasciati soli». Il governo ha chiesto al regime di Teheran «il rilascio immediato» della giornalista e «garanzie totali sulle condizioni della sua detenzione».

Linea condivisa dall’opposizione. La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha dichiarato: «Cecilia Sala va liberata e riportata a casa. È la priorità assoluta. Per questo, in contatto col Governo, ci siamo attenuti alla massima discrezione richiesta. Ma le notizie sulle sue condizioni di detenzione sono allarmanti. Il trattamento inumano che sta subendo è inaccettabile. Nella piena collaborazione fin qui assicurata, chiediamo al Governo, nelle forme che la delicatezza della vicenda prevede, la condivisione con tutte le forze politiche delle iniziative intraprese per la sua liberazione».

In attesa di sviluppi, il caso continua ad avere eco internazionale.

di Antonio Pellegrino

Cecilia Sala: Tajani convoca ambasciatore iraniano

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2025-01-02 19:31:27

2025-01-02 18:31:27

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