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title: A Centralia, in Pennsylvania, c’è un incendio sotterraneo che dura dal 1962
description: Nel cuore della Pennsylvania esiste una città dove un incendio sotterraneo brucia ininterrottamente dal 1962. Si tratta di Centralia
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date: 2025-03-19
author: Stefano Faina
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categories: [Esteri]
tags: [esteri]
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# A Centralia, in Pennsylvania, c’è un incendio sotterraneo che dura dal 1962

![Centralia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/UNA-FOTO-9-2-1024x639.jpg)

Nel cuore della Pennsylvania esiste una città dove un incendio sotterraneo brucia ininterrottamente dal 1962. Si tratta di Centralia

**Nel cuore della Pennsylvania esiste una città dove un incendio sotterraneo brucia ininterrottamente dal 1962. Si tratta di Centralia**, un tempo fiorente cittadina mineraria, oggi trasformata in un deserto spettrale avvolto da fumi tossici e crepe nell’asfalto. Il tutto a causa di un incidente scoppiato in una miniera di antracite nel sottosuolo, **che oggi restituisce l’immagine di un luogo *post* apocalittico. **

**Le cause esatte del disastro non sono mai state chiarite del tutto**.** **M**a la teoria più accreditata parla di uno sversamento accidentale di cenere calda nella discarica cittadina. **Questa, mal sigillata, **avrebbe permesso al materiale incandescente di raggiungere i cunicoli minerari ricchi di antracite**. Dando il via a un incendio che nessuno è mai riuscito a spegnere.

**Del resto Centralia non è mai stata un luogo qualsiasi.** Fondata all’inizio del 1800 su un vasto giacimento di antracite, **divenne da subito un importante centro minerario nonché la sede principale dei membri di “Molly Maguires”**, una società segreta composta da minatori immigrati irlandesi responsabile di una serie di omicidi, sabotaggi e attentati contro le forze dell’ordine e i proprietari di miniere.

Con lo scoppio della Grande depressione l’economia locale subì un duro colpo e numerose attività chiusero i battenti per sempre. **Nel 1950 l’amministrazione comunale provò a risollevare le sorti della città, acquisendo i diritti per l’estrazione del carbone per dare nuova linfa all’economia.** Ma il declino dell’industria mineraria era ormai segnato e l’incendio del 1962 rappresentò il colpo definitivo.** Peraltro all’epoca si sarebbe potuto provare a domare le fiamme con un intervento immediato**.** **M**a lo scontro tra autorità locali e federali su chi dovesse coprire i 50mila dollari di spesa bloccò ogni tipo di azione**.

**Con il passare del tempo la situazione divenne irreversibile: l’incendio si propagò nei *tunnel* sotterranei, alimentato dall’ossigeno delle aperture superficiali e dal calore generato dalla combustione del carbone. **Negli anni si sono susseguiti diversi tentativi per arginare il problema, tutti falliti. Si è provato a soffocare le fiamme sigillando i *tunnel* oppure a scavare trincee per isolare l’area bruciata, ma il terreno ricco di carbone e la continua esposizione all’ossigeno hanno reso vano ogni sforzo.

**Prima dell’incendio gli abitanti di Centralia erano circa 3mila, la maggior parte dei quali lavorava nell’industria mineraria.** Ma la crescente instabilità del suolo e la propagazione di gas nocivi nell’aria spinsero il governo federale, negli anni Ottanta, a dichiarare la città inabitabile finanziando il trasferimento della popolazione ed espropriando le proprietà.** Soltanto cinque persone sono rimaste lì e sono tuttora gli unici abitanti di Centralia. **Alla loro morte le ultime case verranno definitivamente abbattute e la città non potrà essere abitata per altri 250 anni, fino a quando tutto il carbone presente nel sottosuolo non sarà stato consumato.

**Ogni anno numerosi curiosi si recano in visita nella ‘città maledetta’, lasciando graffiti sulle poche superfici ancora intatte.** Un fenomeno che ha garantito a Centralia un posto nella cultura *pop*: lo sceneggiatore del film basato sul celebre videogioco “Silent Hill” trovò proprio in quei paesaggi spettrali lo scenario perfetto per ambientare il lungometraggio. **Ma nessuna opera di finzione potrà mai restituire la desolazione della vita che lungo quelle strade si è fermata. Una sensazione, questa sì, incredibilmente reale.**

di *Stefano Faina e Silvio Napolitano*
